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Multiservizi, l'avvocato Trane e gli effetti dell'incompatibilità ignorata

Ho letto le dichiarazioni dell'avv. Francesco Trane, amministratore unico dimissionario della Multiservizi e, al contempo, dirigente del settore affari legali del Comune di Brindisi socio e quindi proprietario della predetta società

Ho letto le dichiarazioni dell'avv. Francesco Trane, amministratore unico dimissionario della Multiservizi e, al contempo, dirigente del settore affari legali del Comune di Brindisi socio e quindi proprietario della predetta società. Nell'immediato ho pensato ad una frase pronunciata dal colonnello Kurtz (Marlon Brando) nel famoso film di Francis Ford Coppola “Apocalypse Now”: “Noi addestriamo dei giovani a scaricare napalm sulla gente, ma i loro comandanti non gli permettono di scrivere cazzo sui loro aerei perché è osceno”.

Tradotto in pratica: a Brindisi tutto è possibile, anche i disastri amministrativi con il relativo aumento di tasse per i cittadini, ma guai a mettere in discussione in modo aperto, efficace e definitivo alcune persone. È accaduto, dunque, che l'amministrazione comunale ha sollevato delle contestazioni alla Brindisi Multiservizi e l'avv. Trane ha replicato che “la mancata attivazione della rete pluviale, non può essere imputata alla società, ma al Comune che ha disatteso i propri obblighi contrattuali, determinando un danno”.

Ed ha aggiunto in merito alla mancata attivazione del servizio cimiteriale e della manutenzione degli impianti sportivi: “Si tratta di un affidamento non ricompreso nel contratto unico di servizio, non consacrato in alcuna previsione contrattuale”, sottolineando come sia necessaria “la forma scritta ad substantiam per gli enti pubblici”. Su quest'ultimo punto l'avv. Trane è molto esperto infatti.

Ora, in tanti crederanno che il vero problema sia quello di capire chi delle due parti abbia ragione. Invece no, perché andando di questo passo i problemi non solo resteranno irrisolti ma tenderanno ad aumentare irrimediabilmente. Il nodo della questione sta nell'impostazione della gestione: fino a quando il principale obiettivo sarà quello di garantire determinati rapporti di potere e i relativi equilibri, i risultati saranno sempre disastrosi.

Non è questa la sede per entrare nel merito del confronto tra Comune di Brindisi e Multiservizi, anche perché non basterebbero poche righe a trattare l'intera vicenda, tuttavia è doveroso lamentare i paradossi e le contraddizioni in cui è incorsa l'amministrazione comunale. La Cassazione a sezioni unite con la sentenza numero 25797 del 18 novembre 2013 ha evidenziato che il nuovo articolo 18, legge numero 247/2012, circoscrive l'incompatibilità fra professione forense e amministratore di una società alle ipotesi in cui il soggetto sia titolare di effettivi poteri gestori e di rappresentanza.

 Nel caso trattato dalla Suprema Corte fu proprio il Consiglio dell'Ordine di appartenenza dell'avvocato a intervenire sulla sua incompatibilità nel ricoprire cariche in una società. Da come ha scritto e ha operato finora l'avvocato Trane non pare che egli fosse privo di effettivi poteri gestori e di rappresentanza.

Ebbene, se la ragione della previsione di incompatibilità è quella di tutelare l’indipendenza della professione legale e la piena autonomia di iniziativa dell’avvocato nella difesa degli interessi del proprio rappresentato, in questo caso il Comune, come poteva e può l'avvocato Trane garantire tali esigenze se egli persegue anche gli interessi della controparte Multiservizi?

È evidente che lo stesso non si trovi nelle condizioni ottimali per tutelare pienamente ed adeguatamente gli interessi dell'ente di cui occupa una posizione apicale e che deve pure difendere. Tanto è vero che l'avvocato Trane, quale amministratore della società, scriveva al Comune già il 16 maggio e il 25 novembre scorsi.

Mi chiedo: come è possibile che l'amministrazione comunale, il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, i vari gruppi politici presenti in Consiglio comunale, i sindacati e le associazioni di categoria del settore non abbiano rilevato e fatto valere questa incompatibilità? L'interesse ad eccepirla non stava nell'andare contro l'avvocato Trane – il quale magari ha pure ragione nelle sue repliche – bensì nel garantire gli interessi reciproci sia del Comune sia della Multiservizi, quindi la serenità e l'imparzialità in caso di eventuali contenziosi.

Aveva proprio ragione Platone quando ne “La Repubblica” scrivendo della democrazia affermava: “Allora la gente si separa da coloro cui fa la colpa di averla condotta a tale disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi, poi con la violenza che della dittatura è pronuba e levatrice. Così la democrazia muore: per abuso di se stessa. E prima che nel sangue, nel ridicolo”.

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