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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Politica

“No a sfratto per Forze dell’ordine”

BRINDISI – Forze dell’ordine in congedo? Alloggi non riscattabili. E così chi ha servito lo Stato in prima fila nella lotta al crimine, una volta in pensione, riceve lo sfratto. “Legge da modificare”, tuona il senatore Euprepio Curto, consigliere regionale e coordinatore provinciale di Fli. Innanzitutto i fatti. L’Istituto Autonomo Case Popolari ha attivato, mediante diffida, le procedure finalizzate al rilascio dell’alloggio di servizio occupato da soggetti originariamente assegnatari in quanto appartenenti alle Forze dell’Ordine. Tanto, in quanto sarebbe venuto meno, a seguito di entrata in quiescenza per limiti di età dei medesimi, la sussistenza del requisito dell’effettiva attività.

BRINDISI - Forze dell'ordine in congedo? Alloggi non riscattabili. E così chi ha servito lo Stato in prima fila nella lotta al crimine, una volta in pensione, riceve lo sfratto. "Legge da modificare", tuona il senatore Euprepio Curto, consigliere regionale e coordinatore provinciale di Fli. Innanzitutto i fatti. L'Istituto Autonomo Case Popolari ha attivato, mediante diffida, le procedure finalizzate al rilascio dell'alloggio di servizio occupato da soggetti originariamente assegnatari in quanto appartenenti alle Forze dell'Ordine. Tanto, in quanto sarebbe venuto meno, a seguito di entrata in quiescenza per limiti di età dei medesimi, la sussistenza del requisito dell'effettiva attività.

"Mi rendo perfettamente conto - sottolinea Curto - che sia la Prefettura, che lo stesso Iacp, hanno adottato provvedimenti rigorosamente in linea con le norme vigenti. E, nel contempo, non mi sfugge il fatto, encomiabile, che la Prefettura medesima abbia provveduto nel recente passato ad accordare congrue proroghe per il rilascio dell'alloggio".

Ma il disagio è palese. E le contraddizioni pure: "Non si può fare a meno di constatare - sottolinea Curto - quanto questi provvedimenti stridano con le notizie emerse dai clamorosi fatti baresi delle ultime settimane (il riferimento è all'inchiesta che ha travolto la società Dec, facente capo a Gerardo Degennaro, consigliere regionale Pd), da cui è emerso che alloggi realizzati su suoli agricoli, o comunque col contributo dello Stato, per essere utilizzati da carabinieri, finanzieri o agenti della Polizia di Stato, di fatto finivano per entrare nella disponibilità di soggetti che con la lotta alla mafia, alla camorra, alla n'drangheta o alla Scu , non avevano alcun nesso".

Va da sè che la norma di riferimento delle cosiddette case antiracket consente che un'aliquota delle stesse possa essere destinata a soggetti diversi: "Già, ma l'anomalia resta intollerabile nel riscontrare che proprio coloro che hanno servito fedelmente il Paese debbano essere freddamente sfrattati".

Da qui l'appello, che il senatore rivolge in prima personale al prefetto di Brindisi, Nicola Prete: "Mi affido pertanto alla Sua sensibilità perché, da un lato, sia concessa una ulteriore congrua proroga ai diffidati. Mentre, dall'altro, La prego di intervenire presso i competenti Uffici Ministeriali , affinché, all'interno della legge di riferimento, possano essere individuati e adottati i correttivi più idonei da sottoporre al Governo e al Parlamento per una tempestiva ed equa modifica del dettato normativo".

Novità, intanto, proprio sul fronte del ciclone giudiziario barese. La Procura di Bari, infatti, ha presentato appello al Tribunale del Riesame contro gli arresti negati dal Gip nei confronti di otto degli indagati nell'inchiesta su presunte irregolarità negli appalti pubblici assegnati dal Comune alla Dec, impresa edile dei fratelli Degennaro.

Il 13 marzo scorso il Gip Michele Parisi aveva accolto la richiesta di arresti ai domiciliari formulata dai pm Renato Nitti e Francesca Romana Pirrelli, nei confronti di sette indagati, tra cui il fratelli Daniele e Gerardo Degennaro, quest'ultimo consigliere regionale del Pd, due dirigenti del Comune e uno della Regione Puglia e due professionisti ritenuti dall'accusa dipendenti di fatto del gruppo edile. Il gip aveva invece respinto la richiesta di misure cautelari per Vito Degennaro, amministratore unico della Dec e altri progettisti e direttori dei lavori, funzionari comunali e componenti della

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