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"Noi non siamo iscritti alle correnti ma al Pd, e non vogliamo scissioni"

'A ridatece Veltroni ! Già, questo a me è venuto da gridare ieri, dopo una intera giornata a seguire la diretta della direzione nazionale del PD

'A ridatece Veltroni ! Già, questo a me è venuto da gridare ieri, dopo una intera giornata a seguire la diretta della direzione nazionale del PD. Non solo per il lucido ed al solito appassionato intervento che ha fatto nella direzione del nazionale del PD Walter Veltroni, ma soprattutto nel constatare la fragilità con la quale non si è saputo (o voluto?) opporre una diga ad una annunciata scissione. Decisa comunque a prescindere e con argomenti risibili.

Non ho perso nemmeno un attimo di tutto il dibattito e francamente, ma questo riguarderà la mia intelligenza suppongo, ma da tutte le annotazioni critiche ascoltate nei confronti di Renzi, siano di Epifani, Cuperlo o Emiliano, ma poi anche di Orlando e Martina, non ho mai ravvisato critiche e conseguenti giustificazioni che potessero portare ad una rottura definitiva. Davvero mai.

Sulla scuola, i voucher ma anche la democrazia interna e soprattutto lo stato comatoso del partito, si deve discutere, ci mancherebbe altro. Io e tanti vogliamo che si affrontino, anche criticamente e chiedendo modifiche vere queste questioni, ma la cosiddetta minoranza aveva già abbondantemente optato per la scissione. Goffo ed incomprensibile, criptico e maldestro il tentativo di Emiliano di mediare ( ?!) ed anche francamente incomprensibile che Renzi non facesse le conclusioni.

Vi è da chiedersi: ma esistevano ed esistono ancora canali, rapporti, pontieri e mediatori che tra le due parti tessevano o ancora possano tessere una qualche possibile soluzione unitaria? Ma davvero le anche estenuanti ricerche di unità, utili e proficui compromessi, deve solo appartenere all'esecranda storia della prima repubblica? 

Mi ronza nella testa la frase "dal senno sfuggita" a microfono aperto di Graziano Delrio, sull'assurdità di un mancato e forse voluto rapporto con la minoranza da parte di Renzi, nemmeno cercato con una telefonata. Roba che riguarda il suo carattere, il suo orgoglio? Possibile che non abbia delle persone vicine, non dico almeno dei Richelieu in formato minore, ma almeno delle persone dotate di buon senso che lo invitassero a riporre l'orgoglio in soffitto, anche se le accuse ad alzo zero della minoranza erano talvolta sconcertanti ?

Mi ha molto colpito quello che ha risposto Emiliano ad una intervista su "La Repubblica", per cui lui "ringraziava che Renzi non avesse la famosa valigetta come il presidente degli Usa, quella coi comandi dell'atomica, sennò chissà che cosa avrebbe potuto combinare...". Mah. Il mio cuore salentino e la vecchia amicizia con la compagna Teresa Bellanova mi autorizzano almeno a mandarle un grosso grazie per il suo bellissimo ed appassionato intervento.

Ora non so quello che accadrà e francamente ho l'assoluta certezza che quando in tanti, anche in direzione o quando non vi parlano ( Rossi, Bersani e Speranza : perché?), ma si fanno cercare dalle tv, alludono a noi iscritti del PD, non sanno di quel che parlano. Ne incontrano un po' di questa e dell'altra area, si autoconvincono delle loro ragioni osservandosi con compiacimento in uno specchio che asseconda ovviamente le loro immagini e le loro certezze, ma del popolo del PD non sanno e da troppo tempo niente.

Tanti siamo iscritti solo al PD e francamente siamo ancora frastornati ed allibiti dal prevalere del correntismo e dell'assoluta mancanza di rapporto con noi da parte d'una dirigenza PD, che definire evanescente e "liquida" è ipocrita eufemismo. Da anni grido invano a tutti che la vera, grave colpa di Renzi è aver ( volutamente e con incoscienza!) lasciato il PD a morire, nelle mani dei maneggioni, dei capiclientele e degli arrampicatori sociali.

Ed anche quelli che dalla minoranza si ergono a moralisti dell'ultima ora tacciano per favore : perché tacere spesso, come hanno fatto, sul drammatico sfacelo del PD o accontentarsi di battaglie personalistiche o legate al malcontento generale ha dimostrato tanta vostra inconcludenza. Anche quella che, strumentalmente, vi portava ad accettare il compromesso e le assicurazioni sulle percentuali che vi spettavano, in ogni consultazione elettorale.

Ne sono seguite tante, accompagnate dai vostri silenzi e con il rimando ad un dopo, per congressi, dibattiti e battaglie, che andavano fatte sempre...dopo. I voti non puzzano mai, si sa. Che ne sarà di noi, visto che già il neoeletto dell'altra sinistra Fratoianni vi tende le braccia, Berlusconi gongola, Salvini se la ride e lo "statista" Grillo prepara il suo numeroso esercito fatto di splendidi e preparati professionisti all'assalto finale del palazzo d'inverno?

Allora, per davvero, rivedetevi anche al rallentatore, quello che ha detto ieri Veltroni, anche se avete al solito le mille ragioni per non condividerlo; riflettete sullo spirito, le idee e le speranze che avevano accompagnato la nascita del PD, solo dieci anni fa. Sforzatevi di non stare nei soliti vostri giochetti, organizzatevi per confermare Renzi o per abbatterlo, certo, magari fatelo in un congresso; lasciate stare le sirene di chi ha sempre giocato, con cinismo che ho anche osservato da vicino, con le decisioni e le contrapposizioni.

Ve lo chiede un iscritto al PD, credo a nome di tanti altri. Non uccidete quel sogno della mia generazione formatasi in età berlingueriana, di un partito nuovo, diverso, pluralistico, moderno. Fatelo anche per il nostro paese, ne vale la pena. La maggioranza apra un vero dialogo, qualcuno si attivi tra le persone più capaci e la minoranza non si arrocchi su pretese assurde.

Se poi quest’ultima, come scrivono i tanti, ha già deciso per la scissione almeno si preparino a raccontare tra 10 anni ai loro figli di quando uccisero la speranza per tanta gente del PD di allora. Spero trovino allora le parole giuste.

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