A proposito delle nomine Stp: i sotterfugi non aiutano la nuova e buona politica

Ho provato un certo sconcerto e disappunto nel leggere delle nomine "tecniche" fatte dall'assemblea dei soci della STP. E soprattutto che il presidente della STP si sia prestato a sostenere la utilità e la bontà di tali "proposte tecniche". Mi dispiace perché lo ritenevo lontano dalle ipocrisie, dai sotterfugi, dagli imbrogli della politica

Un bus urbano della Stp di Brindisi

Ho provato un certo sconcerto e disappunto nel leggere delle nomine "tecniche" fatte dall'assemblea dei soci della STP. E soprattutto che il presidente della STP si sia prestato a sostenere la utilità e la bontà di tali "proposte tecniche". Mi dispiace perché lo ritenevo lontano dalle ipocrisie, dai sotterfugi, dagli imbrogli della politica. Perché lo sconcerto? Innanzitutto per il fatto che la politica non sa e non vuole assumersi le proprie responsabilità.

Chi ha scelto questi nomi del nuovo consiglio di amministrazione della STP, fatti passare per nomine tecniche? Con quali criteri sono stati selezionati? In che cosa consiste la loro competenza tecnica? C'è stato un avviso pubblico con cui chi doveva decidere (l'amministrazione provinciale, titolare del 66,66% delle azioni) ha informato i potenziali interessati che si cercavano competenze tecniche da valutare per le nomine nel CdA della STP? Con quali procedure e valutazioni sono stati selezionati?

Eppure in altre occasioni e per altre società pubbliche il ricorso all'avviso pubblico anche da parte dell'amministrazione provinciale è stato garantito e praticato. Non so se la Provincia di Brindisi abbia un regolamento per le nomine e se c'è un obbligo, anche per una semplice questione di trasparenza e di pubblicità degli atti, avere un regolamento. Molte amministrazioni comunque ne sono dotate da tempo. Ho l'impressione che la politica (e quale?) ha deciso, ma lo ha fatto senza trasparenza e tra pochi intimi per paura di sottoporsi a giudizio e a procedure democratiche.

È il solito maldestro comportamento di chi non ha coraggio e con una buona dose di ipocrisia cerca di far passare le proprie (si fa per dire) scelte o nobilitandole per tecniche anche quando non lo sono o attribuendole, con un perverso gioco delle parti, ad altri che cambiano a seconda degli interlocutori. Allora il presidente Bruno e il sindaco Consales componenti l'assemblea dei soci, con chi hanno deciso e condiviso queste nomine, fatte passare dal presidente della STP come tecniche, come le hanno motivate?

E veniamo al merito delle scelte fatte. Innanzitutto per lo stato in cui versano le partecipate, per la fase di incertezza che contraddistingue il futuro del trasporto pubblico locale e la sua relativa gestione, per la situazione in cui si trova l'ente provincia in via di soppressione, per una più efficace gestione della stessa STP, per un risparmio che non fa mai male, data la situazione finanziaria in cui versa il trasporto pubblico locale, oggetto da parte del governo di ulteriori tagli, sarebbe stato opportuno procedere a nominare un amministratore unico senza riproporre il vecchio assetto di un CdA a tre componenti.

In questa fase molte società locali partecipate si stanno orientando verso l'amministratore unico. Lo stesso Comune di Brindisi, la Regione Puglia da tempo ha fatto questa scelta. E se nel passato si poteva giustificare un CdA della STP per la presenza di tre enti soci, oggi, ridotti a due, per la dimensione territoriale e provinciale del servizio, per l'esigenza di garantire anche un certo pluralismo amministrativo e politico, tutto questo non è prioritario dato che le stesse scelte fatte sono di natura tecnica e non politica come affermato dal presidente della STP, e dal momento che le nomine risultano tutte e due della città di Brindisi. A mia memoria è la prima volta che un CdA della STP non ha una rappresentanza extraurbana!

E veniamo alle competenze tecniche. Quali sono? Lo stesso Almiento dice che sono due giovani che non hanno competenza nel settore. E allora quali sono le loro competenze?  Tranne se non li ha scelti Almiento, e non è nei suoi poteri, perché quei nomi, chi ha concorso ad indicarli? Sulla base di quale progetto per la STP si è fatto questo CdA rappresentativo di niente: non c'è una presenza territoriale malgrado la maggior parte del servizio e dello stesso bilancio si basi sul trasporto extraurbano; le cosiddette nomine tecniche non sono state individuate tra tecnici del settore ma sono solo giovani professionisti, un altro avvocato e una commercialista, e allora perché non un cuoco o un operaio o una casalinga.

E poi la Provincia ente ormai intermedio e di secondo livello ha i poteri per nominare rappresentanti in un altro ente di secondo livello e in una partecipata? E se sì, come si concilia l'essere diventate le Province enti di area vasta, con il potere dei Comuni che la compongono e che in quanto tali sono fruitori e protagonisti del trasporto pubblico extraurbano  e che con i loro territori costituiscono il bacino territoriale di traffico? Ma queste sono questioni di merito che non appassionano alcuno. Ci si accontenta, per questa società, della propaganda sui numeri e sui conti di bilancio, frutto di scelte fatte, e meno male, nel passato, di presunte nomine tecniche. Del futuro della STP, della progettualità e della qualità e dei costi del servizio di trasporto urbano e extraurbano, dove e quando si parla? Non era questa una buona occasione?

Sotterfugi e ipocrisie non aiutano la chiarezza e la trasparenza delle scelte, e invece di contrastare alimentano l'antipolitica. Almeno nel passato la politica non ricorreva a questo per fare e difendere le sue scelte. Ma erano altri tempi e c'era più rispetto per l'intelligenza altrui.

PS - Non ho nulla contro i "nominati" ai quali auguro un buon lavoro, con autonomia e capacità gestionale e con la speranza che non ritengano questo incarico un modo per sbarcare il lunario.

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