Venerdì, 22 Ottobre 2021
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Emergenza bilancio: adesso il sindaco chiede una proroga al prefetto

Attesa delusa: il parere dei revisori dei conti non c’è. Non si sa se e quando verrà depositato e di fronte al punto interrogativo che vuol dire rischio di scioglimento del consiglio, il sindaco intende chiedere al prefetto una proroga rispetto alla data del 29 maggio prossimo, ultimo giorno utile per l’approvazione del consuntivo 2014, stando alla diffida. Serve un salvataggio in extremis

BRINDISI – Attesa delusa: il parere dei revisori dei conti non c’è. Non si sa se e quando verrà depositato e di fronte al punto interrogativo che vuol dire rischio di scioglimento del consiglio, il sindaco intende chiedere al prefetto una proroga rispetto alla data del 29 maggio prossimo, ultimo giorno utile per l’approvazione del consuntivo 2014, stando alla diffida.  Serve un salvataggio in extremis.

Lo aspettavano per questa mattina alle 13 e invece niente. Non solo del parere non c’è traccia, ma non si sono neppure presentati i componenti del collegio, Vittorio Dell’Atti, preside della Facoltà di Economia dell’Università di Bari, Massimo Mangiameli e Rita Saracino: non sarebbe arrivata neanche una comunicazione per giustificare l’assenza. Silenzio assoluto. E di contro, fibrillazione alle stelle tra palazzo di città, dove ha sede l’ufficio di presidenza affidato a Luciano Loiacono, e Palazzo Nervegna, dove è di casa il primo cittadino Mimmo Consales.

Non se l’aspettava nessuno. Eccezione fatta per i soliti gufi che spuntano tra le fila dei consiglieri di opposizione, i quali di fronte al week-end conclusosi con un buco nell’acqua, hanno iniziato a scommettere che il parere non sarebbe stato consegnato. Motivo? Contrasti interni al collegio dovuti alla diversa interpretazione delle voci di entrata e di spesa che risultano dal consuntivo. Diversità di vedute a questo punto insanabili se neppure l’intervento dello stesso sindaco e dell’assessore Carmela Lo Martire (titolare della delega al Bilancio sino al 2 maggio scorso, quando si è autosospesa per la campagna elettorale) hanno sortito effetti. I due sono stati presenti all’ultima riunione, sabato scorso.

Il primo cittadino ha atteso pazientemente, ha valutato la situazione, si è anche confrontato con l’ufficio di presidenza e con i dirigenti, sino ad arrivare alla decisione di ricorrere al prefetto. Altro non sarebbe possibile fare, se non provare a domandare una proroga di ulteriori venti giorni, rispetto alla data del 29 maggio che la stessa Prefettura ha assegnato – con diffida – al Comune per l’adozione del Conto consuntivo, dopo che la seduta dello scorso 30 aprile era andata deserta.

In quella occasione, come si ricorderà, i consiglieri di maggioranza (centrosinistra) avevano deciso di non presentarsi in aula non essendoci il parere. Convinti che quella pronuncia sarebbe arrivata a stretto giro. Invece, la situazione non è cambiata. Anzi. A sentire le indiscrezioni, sarebbe persino peggiorata nel senso che i dissapori interni al collegio avrebbero raggiunto il punto di massimo.

Consales adesso confida nel prefetto. Ha chiesto di incontrarlo già questa mattina, ma dovrà aspettare il pomeriggio. Spera che il tempo possa fare la differenza o meglio possa aiutare a ricomporre la frattura interna al collegio, i cui componenti sono in regime di prorogatio, essendo scaduto il termine dei tre anni. In caso contrario, qualora cioè il conflitto dovesse rivelarsi insanabile e il prefetto dovesse accordare la proroga, l’ipotesi ventilata è che ad esprimersi saranno i nuovi revisori, tre commercialisti designati dalla prefettura già lo scorso mese di aprile, provenienti dalla provincia di Lecce.

Qualora, invece, la proroga non dovesse essere accordata, non resta che andare in Consiglio senza parere e mandare deserta la seduta, dal momento che la delibera sarebbe viziata da illegittimità. A quel punto, la sorte del Comune sarà segnata: commissario ad acta per l’adozione del conto consuntivo e scioglimento del Consiglio.

Non resta che aspettare l’esito dell’incontro tra il sindaco e il prefetto, previsto nel pomeriggio di oggi. Salvo contrordine. E tenere le dita incrociate.

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