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Province, Emiliano: "Il problema non si risolve mandando a casa i dipendenti"

L'occasione per riparlare di un tema di stringente attualità, ossia l'abolizione delle province dopo l'entrata in vigore della legge Delrio, (legge n. 56 del 7 aprile 2014) si è avuta ieri alle presso il salone di rappresentanza della Provincia, grazie ad un'iniziativa promossa dall'associazione politico culturale Left-Brindisi

BRINDISI - L’occasione per riparlare di un tema di stringente attualità, ossia l’abolizione delle province dopo l’entrata in vigore della legge Delrio, (legge n. 56 del 7 aprile 2014) si è avuta ieri alle presso il salone di rappresentanza della Provincia, grazie ad un’iniziativa promossa dall’associazione politico culturale Left-Brindisi, ossia un incontro dal titolo “La Regione senza le province” organizzato in occasione della presentazione del nuovo libro della sociologa barese Fiammetta Fanizza, docente di Sociologia generale all’università di Foggia. All’incontro hanno preso parte Carmine Dipietrangelo, presidente di Left-Brindisi, l’autrice del libro, Riccardo Carone, delegato sindacale Cgil del personale dell’amministrazione provinciale, Fernanda Prete, dirigente della stessa Provincia e Michele Emiliano, candidato alla presidenza della Regione Puglia per il centrosinistra.

Al centro Fiammetta Fanizza-001-2Il saggio presentato ieri s’ intitola “L’abolizione delle province in Italia. Riflessioni sull’autorità e la sua crisi” (editori Laterza, pagine 90, euro 15,00), e come si legge in copertina “vuole fornire un contributo alla comprensione delle ragioni che hanno innescato il processo di riforma delle province in Italia. In particolare, con lo specifico obiettivo di valutare l’impatto sulle popolazioni oltre che sui territori, si occupa di approfondire da un punto di vista sociologico le conseguenze del nuovo impianto normativo in termini di rappresentazione, organizzazione e gestione del potere a livello locale”.

“Ho trovato una certa continuità con l’elaborazione che da tempo Left-Brindisi stava portando avanti”, dice Dipietrangelo, che ricorda la precedente discussione affrontata, dopo il provvedimento del governo Monti e i cui contributi furono pubblicati nel primo volume dei Quaderni Brindisini. Per Dipietrangelo uno dei temi che abbiamo di fronte e che avremo nei prossimi anni è la Regione senza le province, “non perché privata o priva”, prosegue il presidente di Left, “ma la Regione si deve ripensare se non vuole fare la fine delle province anche nel ruolo istituzionale e in quello che è il dibattito mediatico che tanto piacere fa all’antipolitica”.

Il pubblico dell'incontro-001-3Del libro della professoressa Fiammetta Fanizza, Dipietrangelo evidenzia come esso rappresenti “un buon contributo scientifico. È un contributo dal punto di vista storico, politico, oltre che di merito nell’organizzazione dell’articolazione istituzionale, per come si è sviluppata dall’unità d’Italia ad oggi nel nostro Paese e rappresenta, forse aldilà di libri che sulla materia si sono cimentati, quello che più aiuta a riflettere ma dà anche un contributo per andare oltre l’asticella cui il legislatore italiano ha voluto portare la questione delle province”. Il presidente di Left Brindisi ha quindi parlato della situazione d’incertezza determinatasi e dell’identità del territorio, ricostruita attraverso la provincia. Dipietrangelo ha quindi concluso ricordando l’articolo 7 dello statuto della Regione Puglia ed evidenziando il rischio che questa riforma possa accentuare un “neocentralismo regionale di carattere gestionale”.

La parola è quindi passata alla professoressa Fanizza, che da anni s’interessa di sociologia urbana. L’autrice ha parlato in apertura del suo intervento del tema che affronta nel suo libro: l’approccio che è stato dato a questa riforma dal legislatore.  Per la Fanizza questa legge mette in crisi una questione identitaria e mette in discussione l’efficacia della cosa pubblica. Di seguito l’autrice ha affrontato il problema della spending review e il tema della leadership. L’autrice ha concluso il suo intervento auspicando che il legislatore torni sul testo per migliorarlo e parlando del concetto delle pari opportunità dei territori e della burocrazia.

Il tavolo dell'incontro-001-2Fernanda Prete ha invece sottolineato come probabilmente alla riforma Delrio manchi un disegno complessivo e come “sembri dettata da esigenze di tipo ragionieristico”. La Prete ha parlato quindi della legge di stabilità e dei suoi tagli, del problema della delega delle funzioni e del momento di confusione non solo per l’istituzione provincia ma anche per il cittadino.  E conclude affermando che “la riforma doveva essere fatta, tutta la materia va riorganizzata ma in maniera più logica”.

Il delegato sindacale Cgil della Provincia, Riccardo Carone, ha esordito invece leggendo una lettera, postata su Facebook da una giovane dipendente provinciale che quattro anni fa vinse il concorso per entrare nell’ente e che oggi, a trentuno anni, corre il rischio di ritrovarsi tra quei dipendenti che potrebbero essere mobilitati verso altre sedi o licenziati. Carone ha quindi ringraziato l’associazione Left-Brindisi per essersi occupata del problema dell’abolizione delle province per la seconda volta, in particolare dopo i giorni di occupazione della Provincia.

Carone ha quindi sottolineato come il problema delle province sia un “problema economico” ed ha proseguito parlando del protocollo d’intesa che il sindacato sottoscrisse nel novembre del 2013 con il ministro Delrio e della legge di stabilità, che ha portato l’ente Provincia ad un taglio di quindici milioni di euro nell’arco di cinque anni. Il delegato sindacale ha terminato il suo intervento leggendo la circolare in cui si parla dell’alienazione del patrimonio immobiliare della Provincia.

L'intervento di Michele Emiliano-001-2Dopo l’intervento di Carone vi sono stati gli interventi dal pubblico. Primo a parlare il professore Francesco Saponaro, che dopo aver ricordato alcune leggi emanate nel corso della storia sul riordino della Provincia (dal disegno di legge del ministro Marco Minghetti sull’amministrazione provinciale alla legge del sottosegretario Michele Bianchi nel 1928) ha osservato come la legge Delrio non abbia affrontato il problema del costo delle funzioni. L’ex sindaco di Ostuni Domenico Tanzarella, ha invece parlato di quelli che per lui sono i due fili conduttori della vicenda: il problema finanziario e il metodo di ricerca del consenso .

Infine, dopo l’intervento della segretaria provinciale Cgil, Michela Almiento, che ha espresso la sua preoccupazione per la sorte di tutto il personale coinvolto, circa 430 persone, l’incontro promosso da Left è stato concluso da Michele Emiliano. Emiliano ha affermato che “quello che non si può fare è mandare a casa la gente. Quegli stessi servizi possono essere resi ricollocando quelle persone dove serve”. E ancora: “Credo che sia il caso di prendere degli impegni politici, di dover garantire a queste persone la ricollocazione”.

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