Lunedì, 18 Ottobre 2021
Politica

Dopo le regionali, quinto rimpasto in vista per la giunta Consales

E cinque. Quinto rimpasto in giunta per l'amministrazione guidata da Mimmo Consales: le novità dovrebbero arrivare subito dopo le elezioni regionali, con l'addio a Carmela Lo Martire, assessore esterno, titolare della contestatissima delega al Bilancio, e ad Antonio Ingrosso, responsabile della delega allo Sport, espressione di Alleanza per l'Italia

BRINDISI – E cinque. Quinto rimpasto in giunta per l’amministrazione guidata da Mimmo Consales: le novità dovrebbero arrivare subito dopo le elezioni regionali, con l’addio a Carmela Lo Martire, assessore esterno, titolare della contestatissima delega al Bilancio, e ad Antonio Ingrosso, responsabile della delega allo Sport, espressione di Alleanza per l’Italia. Assieme a una risistemazione degli incarichi negli enti di secondo grado, manuale Cencelli sul tavolo.

Le voci si rincorrono da settimane e si sono fatte più insistenti nelle ultime ore, complice la competizione elettorale per le regionali di fine maggio, in uno con il patatrac dello sforamento del patto di stabilità, per cui la trama della storia politico-amministrativa interna a palazzo di città si fa sempre più fitta e ricca di spunti, peraltro emersi in una delle ultime riunioni della maggioranza di centrosinistra.

L'assessore Carmela LomartireLo Martire. Le contestazioni, infatti, non arrivano unicamente dall’opposizione di centrodestra, ma serpeggiano in seno alla coalizione di governo in maniera neanche tanto velata. Due le motivazioni: da un lato la questione dei conti pubblici, nella quale è rimasta impigliata l’avvocato Lo Martire che secondo alcuni avrebbe accettato l’offerta di candidatura arrivata da Bari, nella lista “Emiliano sindaco di Puglia”, anche per lasciarsi alle spalle l’esperienza non facile al Comune di Brindisi, dove è approdata subito dopo l’elezione a sindaco di Mimmo Consales, come esterno, mai messo in discussione a dispetto dei quattro rimpasti già consumati. Certo, la volontà di lavorare da Bari per Brindisi, ma al tempo stesso, l’occasione per lasciare un macigno che finora ha sopportato da sola.

Il sindaco, in verità, ufficialmente non ha contestato nulla a Carmela Lo Martire. Lo hanno fatto, a quanto pare, i colleghi di maggioranza, i quali di fronte alla richiesta di dimissioni avanzata dai consiglieri di minoranza, nulla hanno detto: non sono intervenuti a sostegno dell’assessore. Anzi, proprio quel silenzio pesa sull’assessore esterno che per di più si trova a dover fare i conti con una candidatura a sostegno di Emiliano che ha spiazzato il Partito democratico di Brindisi città, visto che nessuno degli iscritti potrà partecipare alla competizione. Lo Martire, in ogni caso, rimetterà la delega nelle mani del sindaco tra il 28 aprile e il 2 maggio prossimi, il tempo necessario allo svolgimento della campagna elettorale. Il che già vale come una possibile anticipazione di quel che sarà, con invito a cercare qualcuno a cui affidare la delega che non fa gola a nessuno. Con i tempi che corrono, chi si fa avanti per la gestione politica del Bilancio?

Antonio Ingrosso-2Ingrosso. Fa gola, invece, la delega di Ingrosso:  Sport con annesse Politiche della casa, rapporti con i quartieri visto che le circoscrizioni non ci sono più, trasparenza e legalità. Ed ecco l’altro aspetto che attiene al rimpasto di giunta e che riguarda vicende tutte interne ad Alleanza per l’Italia (Api) dove, dalla scorsa estate, resta aperta la frattura tra il segretario cittadino Giuseppe Miglietta, ex assessore, e Francesco Cannalire, portavoce provinciale, a sua volta già componente dell’esecutivo. Le tensioni intestine in uno con la necessità di Api di avere uno sbocco per il futuro alla luce dello scenario nazionale, avrebbero portato in avanti Cannalire,  per l’effetto combinato di due fattori.

La macchia. In primo luogo c’è una vecchia macchia sulla condotta di Ingrosso, una sorta di “peccato” per aver partecipato esattamente un anno fa, a un incontro elettorale per le Europee organizzato dal consigliere comunale Ilario Pennetta del movimento Brindisi Avanti Veloce, vicinissimo a Forza Italia, per sostenere l’allora partecipante Raffaele Baldassarre. Sono passati dodici mesi, ma quella foto che ancora circola su internet non è sbiadita. Non sarebbe stato perdonato.

Francesco CannalireLa coppia. In aggiunta c’è il feeling sempre più evidente di Cannalire con il consigliere comunale Francesco Renna, titolare della delega speciale alla Promozione turistica, a sua volta candidato alle regionali con Emiliano, anche se ancora non ha detto in quale lista. Ad esserci, meglio a starci – come dice lui – sta. Tanto Renna che Cannalire sarebbero in cerca di una “casa” di respiro italiano. Va ricordato, infatti, che il consigliere candidato alle regionali, ha detto addio al Pri e porta avanti per il momento il progetto di “Brindisi di tutti” assieme all’avvocato Ferruccio Di Noi. Un conto è il livello locale, altro il quadro nazionale.

Francesco RennaStando a quello che si sente tra i corridoi del Comune, l’obiettivo dopo le regionali sarebbe l’ingresso nel Pd. Con il ritorno in giunta di Francesco Cannalire, al posto di Ingrosso. Cannalire nella squadra di governo cittadino c’era già stato per Api, con la responsabilità della Programmazione economica: restituì la delega quando gli venne notificato un avviso di garanzia. Condotta rara di questi tempi. Ha correttamente atteso che l’inchiesta facesse il suo corso e ha avuto ragione, dal momento che tutto è stato archiviato perché non c’era niente. Ora, quindi, attende il riscatto. Anche in considerazione di promesse ottenute all’epoca.

Il consigliere. Se così dovesse essere, se Cannalire dovesse tornare in giunta, il suo posto in consiglio sarebbe occupato dall’avvocato Antonio Nozzi, 319 preferenze totalizzate alle ultime amministrative, nome che qualche settimana addietro è finito sul tavolo delle candidature regionali partite da Brindisi, niente di meno che dal Pd, nel disperato tentativo di superare la conflittualità tra le correnti che hanno portato, alla fine, a non avere nessun esponente dal capoluogo.

Il Pd. Ovviamente resta da capire la reazione del Pd, dove è noto che se da un lato Antonio Elefante, segretario cittadino e capogruppo in consiglio,  e Luciano Loiacono, presidente del consiglio, il secondo più suffragato (dopo Pasquale Luperti)  non sono proprio in sintonia, è altrettanto vero che i due si avvicinano davanti all’avanzata della coppia Renna-Cannalire. Ci sarebbe la necessità di fare barriera per contestare l’arrivo di “stranieri”.

Antonio Ferrari e Massimo Pagliara (dietro)I centristi. Non è tutto. C’è il capitolo del peso dei “centristi”, con l’aggravante costituita dal fatto che questa forza politica alle regionali sostiene l’oncologo barese Francesco Schittulli, espressione del centrodestra, con l’esclusione di Forza Italia. Per la precisione, Schittulli è nome scelto sin dalla prima ora da Ncd che fa capo a Massimo Ferrarese che ne rivendica la paternità. Ma a Brindisi l’alleanza alla base del Laboratorio che teneva incollato il Pd all’Udc,  resiste a dispetto delle dichiarazioni di alcuni.

E resta un bel po’ di confusione all’interno del consiglio comunale dove c’è Giampiero Epifani per Udc, ci sono Giuseppe D’Andria, Italo Licchello e Tony Muccio per Noi Centro, il movimento nato con Ferrarese e ci sono anche quelli del Centro democratico, Massimo Pagliara, titolare della speciale allo Sportello unico per le Attività produttive, e Antonio Ferrari, reduci dal “bisticcio” interno a Noi Centro.

Enti di secondo grado. Il manuale Cencelli che resta più che valido imporrebbe una redistribuzione degli incarichi: i centristi, infatti, in giunta hanno l’assessore Giuseppe De Maria, espressione dell’Udc, titolare delle Attività Produttive e Cosimo D’Angelo, di Noi Centro, chiamato ai Lavori Pubblici, e possono contare anche sulle partecipate come la Società Servizi Farmaceutici, affidata a Gianluca Quarta e la Brindisi Energeko guidata da Giovanni Ribezzi.

Circostanze queste non gradite al Pd che può contare sulla presidenza della Stp affidata all’avvocato Rosario Almiento, arrivato al posto di comando con il sostegno di Giovanni Carbonella, in credito con il partito dopo il “no” alla sua candidatura come sindaco di Brindisi nel 2012. Quella negazione spianò la strada a Consales, volto nuovo espressione della società civile. Inutile dire che in questo panorama riuscire ad avere conferme con dichiarazioni dei diretti protagonisti non è impossibile, ma impensabile. Chi mai ammetterebbe le reali intenzioni scoprendo le proprie carte? Nessuno, appunto.

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