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Per le regionali spunta la Lo Martire. In una civica con Emiliano

"Ho chiesto tempo per riflettere: servono garanzie per il territorio". E sull'elusione del patto di stabilità: "Al di là della gufata, sorpresa per le valutazioni dei revisori"

BRINDISI – Novità di colore “rosa” in chiave elettorale per Brindisi città: tra le ipotesi di candidatura a sostegno di Michele Emiliano, spunta il nome di Carmela Lo Martire, avvocato, assessore al Bilancio nella giunta di centrosinistra che regge le sorti del Comune con Mimmo Consales sindaco. La novità. Due mesi fa sul display del telefonino dell’unico rappresentante del gentil sesso dell’esecutivo brindisino è apparso il nome di un componente della segreteria di Emiliano: è stata la chiamata con offerta di un posto in una civica del “gladiatore” che urbi et orbi ha detto di voler scatenare l’inferno. Una chiacchierata rimasta riservata e che tale, probabilmente, doveva restare, se non fosse che a Palazzo di città anche i muri hanno le orecchie, per cui tenere un segreto è praticamente impossibile.

E infatti qualcuno ha parlato, con il risultato che nelle ultime settimane la riservatezza dell’assessore è stata scavalcata dalle voci che si sono rincorse alla ricerca della conferma. Che arriva da questa redazione dopo che Brindisireport ha raggiunto l’assessore e le ha rivolto a bruciapelo la domanda che in molti avrebbero voluto farle, forse gli stessi del Partito democratico brindisino rimasti senza rappresentante.

L’incontro. “Sì, è vero. Ci sono stati contatti diretti con il candidato governatore alla Regione Puglia e a giorni darò la mia risposta: ho chiesto del tempo per riflettere, gli impegni vanno presi con cognizione di causa. Ho sempre fatto così in vita mia”, dice Carmela Lo Martire. Del resto provare a dribblare l’argomento “candidatura” non sarebbe servito a niente, se non ad alimentare distorsioni rispetto alla verità. E la realtà è che l’avvocato che ha la responsabilità politica delle casse comunali è stata a Bari, nei giorni scorsi, per incontrare Emiliano e parlare di elezioni regionali e di scenari possibili sull’asse Bari-Brindisi.

La Lomartire e ConsalesPerché l’offerta di un posto in una delle liste imbastite in occasione delle regionali comporta automaticamente valutazioni sull’incarico che Carmela Lo Martire ricopre in giunta. Non che ci sia incompatibilità tra la candidatura e l’assessorato. Il problema si porrebbe dopo, dopo le elezioni, sempre che Emiliano batta gli avversari e che la Lo Martire finisca in consiglio regionale. Eventualità di cui Consales pare sia ben consapevole, se è vero che il sindaco di Brindisi è stato uno fra i primi a conoscere della proposta di Emiliano.

“Sono lusingata e per questo ho ringraziato per l’attenzione che mi è stata rivolta e che è andata al lavoro svolto in questi anni e alla gestione amministrativa. Periodo non facile, lo ammetto, per chi come me è stato chiamato ad occuparsi di un assessorato certamente non simpatico”, dice l’avvocato che mai ha affrontato una competizione elettorale, dal momento che figura come “esterno”, ossia “tecnico” nella squadra del sindaco Consales. Alle ultime amministrative è stata spettatrice, alle regionali potrebbe essere una dei partecipanti.

E’ apparsa sulla scena politico-amministrativa quando il giornalista Consales è arrivato a Palazzo e ha pensato a comporre la giunta. E’ entrata in prima battuta e non è più uscita, unica donna a non essere mai stata messa in discussione a dispetto delle richieste di rimpasto che hanno portato nel corso degli mesi a un rimescolamento dei posti nell’esecutivo. Ma il primo cittadino non ha mai pensato di sostituirla: fiducia e stima incondizionate.

La condizione. Su di lei, adesso, ha puntato gli occhi Emiliano pensando alla guida della Regione Puglia con il Partito democratico affiancato da sostenitori espressione della società civile: “Le civiche sono determinanti per la formazione di una nuova classe dirigente attenta al territorio, condizione sine qua non per invertire la rotta. Ed è proprio alla mia città che ho pensato durante quell’incontro”, racconta Carmela Lo Martire.

L'assessore Carmela Lomartire indossa la maglia del Brindisi-2“Vorrei che ci fossero concrete garanzie per la crescita e lo sviluppo di questa realtà, spesso dimenticata in logiche baricentriche. Su questo che sto riflettendo”. In che senso? “Nel senso che vorrei continuare a lavorare per Brindisi, a prescindere dal fatto che io sia qui o altrove, in stretta collaborazione con chi fa parte della cordata. Ecco il motivo per il quale ho chiesto tempo”.

 Di giorni di riflessione, l’assessore non ne ha ancora molti visto che le liste elettorali devono essere chiuse entro il 15 aprile. E sembra che l’ago della bilancia della decisione, penda più sul “sì” che sul “no”. Sebbene pesi la classica domanda per chi è a un passo dallo scendere in campo per la prima volta: “Scusi, ma chi glielo fa fare?”. E ancora: “Non le è bastata l’esperienza al Comune, soprattutto dopo le ultime notizie sul bilancio e il nodo dei revisori dei conti?”.

Risposta: “Chi me lo fa fare, me lo chiedo ogni giorno da quando ho accettato la proposta del sindaco Consales e la risposta è sempre la stessa: il senso di responsabilità nei confronti dei ragazzi perché se non siamo noi a pensare ai figli, come faranno le nuove generazioni? Non è possibile vederli andare via dopo la laurea e soffrire per un posto di lavoro che non c’è. Mi piange il cuore: vedo i patimenti ogni giorno, partendo dalla mia famiglia. Responsabilmente, quindi, mi pongo questo interrogativo e altrettanto responsabilmente ho detto che avrei riflettuto sulla proposta di candidatura alle regionali”.

Carmela LomartireIl patto di stabilità. Questioni di giorni se non di ore che scorrono all’impazzata vista la questione del patto di stabilità, con il Collegio dei Revisori che ha scritto rilevando un’elusione e il settore Servizi finanziari finito nella bufera. “Procedure non corrette, sia nella fase di accertamento delle entrate, sia in quello di impegno delle spese, che hanno un’incidenza determinante sul calcolo del saldo finanziario e, di conseguenza sulle risultanze del patto di stabilità”, si legge nella relazione  dei revisori spedita alla Corte dei conti e al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Cos’è successo se lo chiedono tutti. E soprattutto quali conseguenze ci sono, è l’aspetto che più interessa i brindisini. “E’ successo che c’è una diversa interpretazione sui parametri che sono stati seguiti nella definizione di alcune voci”, spiega l’assessore. “Non me l’aspettavo, poiché si tratta degli stessi parametri che il settore Servizi finanziari del Comune di Brindisi sostiene di aver sempre considerato negli ultimi anni. Il discorso è squisitamente tecnico e non politico, motivo per il quale non solo ho chiesto spiegazioni al dirigente del settore (Mirella Destino, ndr), agli stessi revisori e ho chiesto pareri a professionisti del settore”, tiene a precisare Carmela Lo Martire.

“Ad ogni modo, al di là della gufata che spesso interessa il Comune di Brindisi, mi permetto di ricordare che il patto di stabilità è una questione delicata in ogni realtà cittadina e questo perché diventa più una strozzatura che non un’occasione di sviluppo, come invece dovrebbe essere”. Ma come è possibile che con riferimento alle spese, i revisori sostengano che alcune voci di competenza dell’esercizio finanziario 2014 siano state imputate a quello successivo? E’ questo che contestano i revisori, dopo aver esaminato a campione le determinazioni dei dirigenti. E come è possibile che per quanto attiene alle entrate, il collegio ha verificato una generalizzata sovrastima degli accertamenti di competenza?

“Tutto dipende da come vengono interpretati i criteri sulla formazione delle voci di bilancio. Vero è che a Brindisi, il Comune ha dovuto fare fronte a spese impreviste come quella imposta dalla necessità di ripianare il bilancio della società partecipata Multiservizi, diventato debito extra, per quasi due milioni di euro”, risponde l’assessore. “In tal modo sono stati salvati 174 posti di lavoro, vale a dire altrettante famiglie brindisine. Il Comune ha affrontato il problema a occhi aperti. Questa è la verità”. Ma per ora resta l’elusione del patto di stabilità con i richiami dei revisori.

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