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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Politica

"Omofobo". Brigante: "Fischi per fiaschi"

BRINDISI - Polemica al calor bianco su una frase pronunciata dal candidato sindaco Giovanni Brigante ieri sera durante un confronto con l'avversario Mimmo Consales, entrambi impegnati anche a rispondere alle domande dei giornalisti presenti nello studio di una emittente locale. Arriva da Bari una dura reprimenda a Brigante da Enrico Fusco, della segreteria regionale del Pd, che accusa Brigante di omofobia, di aver offeso gli omosessuali in tv, chiedendo a Vendola di intervenire su un candidato che corre sotto le insegne, tra le altre, proprio de La Puglia per Vendola. Brigante replica a stretto giro, e dice che Fusco, ma anche il segretario provinciale del Pd, Corrado Tarantino, o non hanno capito nulla, o mistificano intenzionalmente i fatti, e chiede scuse pubbliche da entrambi. Ecco le due posizioni.

BRINDISI - Polemica al calor bianco su una frase pronunciata dal candidato sindaco Giovanni Brigante ieri sera durante un confronto con l'avversario Mimmo Consales, entrambi impegnati anche a rispondere alle domande dei giornalisti presenti nello studio di una emittente locale. Arriva da Bari una dura reprimenda a Brigante da Enrico Fusco, della segreteria regionale del Pd, che accusa Brigante di omofobia, di aver offeso gli omosessuali in tv, chiedendo a Vendola di intervenire su un candidato che corre sotto le insegne, tra le altre, proprio de La Puglia per Vendola. Brigante replica a stretto giro, e dice che Fusco, ma anche il segretario provinciale del Pd, Corrado Tarantino, o non hanno capito nulla, o mistificano intenzionalmente i fatti, e chiede scuse pubbliche da entrambi. Ecco le due posizioni.

"Stupisce che il candidato sindaco di Brindisi per La Puglia per Vendola accosti l'essere gay ai mafiosi e ai ladri, nonostante sia l'alfiere della lista che porta il nome del Presidente della Regione Puglia. L'omofobia, caro Brigante, contraddistingue la destra più becera del nostro paese e un aspirante sindaco non può scendere così in basso", scrive Fusco in un comunicato. "Brigante chieda scusa ai cittadini omosessuali che ha offeso in modo rozzo e fuori dal tempo; piuttosto, si impegni - ove malauguratamente fosse eletto sindaco di Brindisi - a introdurre nell'ordinamento brindisino azioni positive volte al rispetto delle diversità ed alla educazione degli omofobi e dei razzisti".

Fusco conclude rivolgendosi pubblicamente al governatore della Regione Puglia: "Mi aspetto da parte del presidente Vendola, in nome della tutela dei diritti civili nel nostro paese, una seria reprimenda verso chi ricopre ruoli istituzionali e partecipa alla competizione elettorale per diventare sindaco della città di Brindisi sotto le insegne di un movimento che porta il suo nome". Così l'esponente della segreteria regionale del Partito democratico. Al quale Bringante non ha perso tempo a replicare, contrattaccando.

"Non avendo argomenti seri e validi di cui parlare, illustri e meno illustri esponenti del PD pensano di attaccarmi inventando di sana pianta cose che non stanno né in cielo ne in terra, accusandomi addirittura di omofobia. Lo fa, o lo fanno fare, ad un illustre sconosciuto, almeno dalle nostre parti, tale Enrico Fusco, della segreteria regionale del partito, secondo il quale, durante il confronto con il candidato Mimmo Consales, avrei accostato l'essere gay all'essere mafioso o ladro. L'avvocato Enrico Fusco scomoda addirittura il presidente Vendola, chiedendo che mi faccia 'una seria reprimenda', e impartisce poi lezioni di democrazia che appaiono quantomeno fuori luogo". risponde Brigante.

"Intanto è strano che questa accusa non mia sia stata rivolta dal candidato Consales, o dai quattro giornalisti presenti al confronto avvenuto negli studi di PugliaTV. Evidentemente loro hanno ben compreso cosa intendevo dire quando ho risposto alla domanda della giornalista Francesca Cuomo. Ma per l'avvocato e per il segretario provinciale del PD, Corrado Tarantino, che mi ha dato dello squallido su Facebook (senza peraltro avere il coraggio di citare il mio nome, e questo la dice lunga su certi esponenti del PD...) mi sembra necessario un chiarimento, poiché o non capiscono oppure fanno finta di non capire", prosegue Giovanni Brigante.

"Rispondendo alla domanda della giornalista, che chiedeva a me e Consales di sgomberare il campo da voci su presunti conflitti di interessi, ho replicato dicendo che, i miei avversari, non potendomi dare del mafioso o del gay, inventano accuse infondate, come quella del conflitto di interesse, sostenendo che non potrei fare il sindaco perché la mia azienda metalmeccanica (da cui sono uscito da tre anni) ha vinto appalti con l'Enel", spiega il candidato sindaco.

"Il mio riferimento, evidentemente, era alle accuse fatte negli anni passati a Vendola, ritenuto dai suoi avversari non adatto a fare il presidente perché dichiaratamente gay. Solo degli stupidi, per fortuna pochi, potevano pensare che io, consigliere regionale eletto nella lista La Puglia per Vendola, grande estimatore e sostenitore del presidente, intendessi rivolgere accuse agli omosessuali. Spero di essere stato chiaro. E attendo io le pubbliche scuse di questi due soggetti. Nella speranza che si sforzino un po' di più a trovare argomenti politici per contrastare la mia candidatura", conclude Brigante.

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