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Ondata di decreti ingiuntivi contro il comune: lo spreco continua

L'esperienza insegna che nel comune di Brindisi, dall'esperienza non si ricava nulla. Infatti, sembrano replicarsi situazioni del passato, che hanno prodotto danni economici per le casse comunali a causa di provvedimenti giudiziari di condanna

BRINDISI - L'esperienza insegna che nel comune di Brindisi, dall'esperienza non si ricava nulla. Infatti, sembrano replicarsi situazioni del passato, che hanno prodotto danni economici per le casse comunali a causa di provvedimenti giudiziari di condanna al pagamento di consistenti spese processuali , di onorari di difesa e rivalutazioni, oltre naturalmente alla sorte capitale.  

La recente vicenda riguarda quattro decreti ingiuntivi, diventati esecutivi, in quanto non opposti dall'Amministrazione Comunale di Brindisi. Per farvi fronte  il dirigente del settore competente, con  determinazione n. 68 del 21.3.2016 ( reg. gen. n.739), ha liquidato la somma complessiva 22.307,39 euro relativa alla sorte capitale e oneri.

Nello stessa determinazione viene riferito, che alla liquidazione delle spese legali, peraltro non quantificate, sarà provveduto con separato provvedimento, che in molti attendono la pubblicazione. Ma non poteva essere diversamente,  in quanto, anche in presenza di specifici  stanziamenti in bilancio,  vanno considerati  debiti fuori bilancio da gestire  nelle forme previste dal Testo Unico degli Enti Locali, da trasmettere alla procura della Corte dei Conti di Puglia, come prescrive la legge 289/2002.

I decreti ingiuntivi erano  stati proposti da quattro  dipendenti comunali, che chiedevano da tempo la corresponsione dei compensi economici maturati nella esecuzione delle prestazioni eseguite nell'ambito del progetto  “ Cittadino e Territorio protetto” approvato con delibera della giunta comunale n. 404 del 25.11.2014, in quanto rientrati negli obiettivi pubblicistici del comune.

Va detto, che non sono stati affrontati e chiariti i motivi per cui il comune non ha proposto opposizione ai decreti ingiuntivi, nonostante la giunta comunale con deliberazioni n. 397, 398, 399 e 400 del 17.12.2015 avesse autorizzato il sindaco a promuovere l'opposizione ai decreti, affidando l'incarico ai legali interni del comune. Anche se non si comprende  su cosa potesse fondarsi quella opposizione, considerato che le somme richieste dai dipendenti facevano riferimento a prestazioni comandate ed effettuate.

E’ evidente che quei dipendenti, di fronte alla perdurante lesione di un  proprio diritto, siano stati  indotti, quasi obbligati, così come avevano già fatto altri in precedenza,  ad adire le vie legali, attivando il  contenzioso giudiziario. Infatti, già in passato, il comune di Brindisi aveva pagato, senza proporre opposizione o obiezioni di sorta, maggiori somme per diversi decreti ingiuntivi non opposti,  ma anche per effetto di sentenze di condanna relative a richieste di pagamento di prestazioni straordinarie  promosse da altri dipendenti  comunali, con effetti dolorosi per le casse comunali.

Sembra che ai dipendenti comunali di questa città sia quasi necessario intraprendere questa strada, per vedersi riconosciuti i propri diritti. Ma perché accade questo e a quale scopo?  

Non credo che un ’Amministrazione comunale possa sottrarsi alla cogenza dell’obbligo  di corrispondere tempestivamente, con la cadenza contrattualmente stabilita, la retribuzione dovuta a fronte delle  prestazioni lavorative richieste e ricevute. Certamente non ha sortito  alcun effetto la raccomandazione espressa in varie circostanze  dal precedente Collegio dei Revisori, che aveva invitato a sensibilizzazione i diversi settori della pubblica amministrazione comunale, per una più attenta valutazione delle circostanze da cui potrebbero scaturire un contenzioso e quindi una passività per l’ente, proprio per  evitare di esporre l’Amministrazione ad eventuali richieste risarcitorie, rivenienti dalla reiterazione di atti più volte censurati in sede giudiziaria.

Si sente comunque  il  bisogno di una oculata ed  efficiente Amministrazione in grado di evitare sprechi, ma anche una ricognizione sulla verifica di situazioni simili, che hanno o stanno producendo  un danno ingiusto per il comune e per i cittadini, anche perché  risulta da tempo in sofferenza il pagamento di 6/7 progetti, regolarmente autorizzati, ma non ancora liquidati, che interessano circa 150 dipendenti comunali. E' necessario aspettare la proposizione di 150 decreti ingiuntivi per liquidare, unitamente a quei diritti economici,spese processuali,  legali e quant'altro?

Certamente esiste il principio della responsabilità,   ma credo che sia opportuno intervenire prima e non dopo che il danno si sia concretizzato. Ma poi è legittimo chiedersi come realmente si concreta questa responsabilità.    Per questo  sarebbe auspicabile  l'intervento del Commissario, per adottare quelle misure in grado di evitare che possano dissiparsi  importanti risorse economiche,che potrebbero essere più proficuamente impiegate per soddisfare le tante  esigenze dei cittadini, ma  anche soddisfare, nei tempi giusti, i diritti legittimi dei dipendenti comunali.

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