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"Sulla vicenda dell'Asi incompetenza e falsi moralismi"

Sulla vicenda del riassetto delle quote nel Consorzio Asi le opinioni sono diverse. la seguen te è quella dell'ex consigliere comunale Claudio Niccoli che si schiera a difesa della cessione della quote della Provincia a favore del Comune di Brindisi

BRINDISI - Sulla vicenda del riassetto delle quote nel Consorzio Asi le opinioni sono diverse. la seguen te è quella dell'ex consigliere comunale Claudio Niccoli che si schiera a difesa della cessione della quote della Provincia a favore del Comune di Brindisi.

Ma che strano destino per questa terra di falsi moralisti, sapientoni, uomini che dovrebbero rappresentare le più alte cariche politiche del territorio, che hanno in questo momento storico tutto particolare  responsabilità di rappresentanza non meritata nè sul campo nè sulla preparazione minima per rivestire tale incarico,al punto che si rimpiange la scuola della politica di una volta, quando prima di dover parlare e rappresentare un partito un movimento dovevi avere esperienza conoscenza e formazione. .

Quanto è accaduto a proposito della convocazione dell'assemblea dell'Asi per le modifiche statutarie necessarie a prendere atto della volonta di un Ente di cedere le sue quote e di ridurre la sua partecipazione economica è stata vista come una manovra speculativa da parte di qualcuno per garantirsi una nuova rielezione a presidente. Illustri esponenti di partiti che hanno nel loro Dna il senso delle istituzioni, il rispetto degli avversari, la conoscenza del funzionamento della macchina amministrativa ed un bagaglio incontestabile di garanti delle libertà,della democrazia, eredi di uomini che hanno fatto l'italia la costituzione e tante altre cose, firmano documenti a dir poco espressioni del più estremo pressapochismo e dilettantismo e travisamento della realtà dei fatti.

Il presidente della Provincia, Maurizio Bruno, alle prese con problemi enormi con la gestione economica di un Ente che qualcuno capoticamente a deciso di far scomparire senza dare risposte concrete alla soluzioni di miriadi di problemi per il traghettamento verso la sua soppressione,da buon amministratore di concerto con il Consiglio Provinciale, visto la mancanza di risorse e scegliendo di salvaguardare alcuni servizi primari e decine di posti di lavoro, ha deciso con grande senso di responsabilità di far uscire l'Ente Provincia da tutte le società o Enti dove erano previste partecipazioni economiche non più sopportabili, tra questi l'Asi.

La scelta di uscire dall'Asi rivestiva un carattere di urgenza onde impedire all'Ente Provincia di vedersi costretto a versare la quota annuale prevista, mettendo in difficoltà ancor di più le casse Provinciali. In perfetta buona fede ha comunicato all'Asi di voler mantenere la presenza all'interno del Consorzio a zero partecipazioni societarie, cosa non possibile rispetto alle normative vigenti pertanto ha dovuto scegliere una quota minimale. In assemblea Asi, convocata nel mese di luglio per l'approvazione di documenti inerenti il bilancio era presente anche un punto per deliberare la volontà della Provincia di ridurre la sua partecipazione a tremila euro. In quella seduta Il presidente Bruno a chiesto un rinvio a breve termine per poter verificare se nelle pieghe del suo bilancio potesse partecipare con capitale maggiore.L'assemblea ha accordato tale volontà.Quindi la convocazione del 5 agosto era tecnica e non politica, tesa a risolvere una problematica economica e di rappresentanza.

Che cosa succede? Il finimondo. Autorevoli esponenti di partiti si affannano a sottoscrivere documenti, gridando al tradimento all'inciucio,ad una fantomatica preparazione di riconferma dell'attuale presidente dell'Asi Marcello Rollo, il quale con questa manovra degna del miglior Houdini voleva aumentare le quote del Comune di Brindisi dove il suo partito è in maggioranza per garantirsi una poltrona. Follie ferragostiane. La legge,si la legge, obbliga i soci a dividersi le quote lasciate dalla Provincia in parte proporzionare a quelle detenute, nulla di strano nessun imbroglio o macchinazione ordita contro qualcuno a favore di altri. Per questa cosa prevista per legge neofiti della politica hanno espresso giudizi durissimi al limite dell'offesa personale,dimostrando la loro improvvisazione e mancanza di preparazione tecnico giuridica, ma sopratutto politica.

La verità e che in questa città e in questa provincia è stato costituito un nuovo partito è il partito del Commissario dell'Asi,dove ognuno degli iscritti ambisce attraverso una non verosimile e comunque molto lunga variazione di legge di essere nominato dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.I responsabili di questi partiti farebbero meglio a chiedere un tavolo allargato a tutte le forze politiche con le rappresentanze istituzionali per discutere sul futuro di questa città, provincia invece di perdere il loro tempo ad inseguire una poltrona che se dovesse essere assegnata finirà sotto un commissario barese, cosa già accaduta troppe volte negli ultimi 20 anni. Da troppo tempo invece di fare politica su questo territorio si innescano faide e guerre personali, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.

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