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Ora non una campagna elettorale, ma una campagna per la città

Dove saranno finiti gli architetti del Laboratorio Brindisi, quelli che avevano costruito pazientemente la candidatura e l’elezione di Mimmo Consales a sindaco, che Vittorio Bruno Stamerra cita nella sua analisi sui mali oscuri della città? Defilati, storditi, oppure già al lavoro per tentare di riprendere le fila di una situazione drammaticamente compromessa?

BRINDISI – Dove saranno finiti gli architetti del Laboratorio Brindisi, quelli che avevano costruito pazientemente la candidatura e l’elezione di Mimmo Consales a sindaco, che Vittorio Bruno Stamerra cita nella sua analisi sui mali oscuri della città? Defilati, storditi, oppure già al lavoro per tentare di riprendere le fila di una situazione drammaticamente compromessa, sia di fronte agli elettori che nei loro partiti? Partiti, non partito: perché non c’è solo il Pd in ballo, nella Consales story, ma anche il Nuovo centro destra, l’Udc e le altre liste centriste che hanno condizionato la vita amministrativa, che non possono sfilarsi dalla catastrofe solo firmando le dimissioni dal consiglio comunale.

Casini, Ferrarese e Consales. Acqua passataLe responsabilità - E non può dichiararsi immune da responsabilità neppure chi ha negato, sui giornali, che il Laboratorio Brindisi nuoceva gravemente alla salute, mentre in realtà mascherava solo un intreccio di accordi spesso personali per l’occupazione delle società partecipate e di affari (come dimostrano le indagini, salvo smentite in fase di giudizio), di cui tanti oggi si dichiarano all’oscuro.  I brindisini hanno letto in extremis e ascoltato di improbabili progetti di rilancio industriale, di guerre da combattere contro governo e Regione Puglia per rientrare in gioco in piani di sviluppo territoriali già definiti e probabilmente approvati anche da chi poi a Brindisi si è schierato dalla parte opposta, tardivamente e inutilmente. Tutto è finito all’alba di sabato 6 febbraio.

Una nave nel porto medio di BrindisiSaranno mesi duri - Il problema, ora, non è solo quello del voto del giugno prossimo, ma la gestione dei problemi che separano la città da quella che potrebbe essere una occasione reale di cambiamento. Chi si assumerà il compito di stare in campo, accanto alle organizzazioni sindacali, ai lavoratori e alle categorie delle imprese per la partita della riforma del sistema portuale e logistico, perché Brindisi ed i suoi progetti siano degnamente rappresentati nel comitato di gestione della nuova authority di sistema dell’Adriatico Meridionale?

Chi vigilerà contro i rischi di smantellamento di parte del sistema industriale, che aleggiano sull’operazione di vendita di Versalis? Chi si occuperà del destino dei lavoratori delle aziende con criticità come Dema, e dei tanti operai e tecnici lasciati per strada da società in fuga? Chi penserà a ricostruire un rapporto non di sottomissione, ma di proficua interazione con la Regione Puglia per non perdere altri treni per lo sviluppo? Chi seguirà le vicende dei grandi appalti bloccati? Chi manterrà aperto il confronto con le università? La domanda riguarda anche la giunta regionale e il suo presidente, che dovranno dimostrare sino in fondo l'impegno per Brindisi e per il cambiamento.

mobilitazione dipendenti dema-2Banco di prova per i partiti - Non si tratta di sostituire quell’amministrazione comunale che già non esiste più nei fatti, e una Provincia sempre più defilata e impotente, ma di cominciare a costruire una convergenza seria di intenti e di competenze: l’interesse della città è questo, e non tutto quanto di aleatorio, illusionistico e stucchevole potrebbe produrre la solita campagna elettorale con i soliti volti. Si vedrà proprio in questi mesi e di fronte a queste prove se i partiti sanno stare davvero in campo e se davvero si saranno liberati dai soliti uomini buoni per tutte le stagioni, se hanno idee concrete sullo sviluppo, l’ambiente, la qualità della vita e gli assetti urbani e la salute, se sono in grado di guidare un processo di ripresa di Brindisi.

Antonio Monetti e Mimmo Consales-2Le ultime sorprese - Di salvatori della patria per elezione sociale e appartenenza, ma in realtà privi di credenziali, ne sono passati tanti sul palcoscenico brindisino. Nei prossimi mesi non ci sarà spazio per la politica fatta di proclami e senza sostanza. Intanto scorrono le ultime ore della transizione, con lo stupore dovuto al fatto che proprio un uomo di cui il Pd regionale aveva chiesto le dimissioni, e che nella giunta Consales aveva la delega all’Ambiente, il settore dove si annidava il marcio, possa diventare sia pure per poche ore il reggente in virtù di meccanismi normativi (si tratta dell’assessore anziano Antonio Monetti).

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