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"La ristrutturazione dei reparti era legittima, il Tar boccia l'ordinanza del Comune"

Interessati Chirurgia e Ortopedia. Il consigliere regionale Fabiano Amati: "La decisione del Tribunale sanziona ogni forma di polemica inutile"

OSTUNI - "E' stato più che opportuno ristrutturare i reparti di Chirurgia e Ortopedia dell'ospedale di Ostuni approfittando della sospensione delle attività non urgenti nella prima fase Covid, resistendo dunque all'ordinanza del Comune di Ostuni, annullata definitivamente dal Tar, con cui si prescriveva la riattivazione di attività incompatibili con le misure regionali di contenimento della pandemia e con la ristrutturazione dei reparti. Sono molto contento, perché la decisone del Tar sanziona ogni forma di polemica inutile e respinge l'idea che si possano portare in tribunale dispute meramente politicistiche e in conflitto con gli interessi dei cittadini". Lo comunica il presidente della Commissione regionale bilancio e programmazione Fabiano Amati (nella foto sotto), in merito alla sentenza emessa dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce - Sezione Seconda sul ricorso (numero di registro generale 470 del 2020) proposto dall'Azienda sanitaria locale di Brindisi contro il Comune di Ostuni.

FABIANO AMATI-5

"Nell'aprile scorso, in concomitanza con la sospensione sull'intero territorio regionale delle attività non urgenti e accorpamento delle attività urgenti nei presidi di I e II livello, la Asl di Brindisi programmava la ristrutturazione dei reparti di chirurgia generale e ortopedia dell'ospedale di Ostuni e contestuale temporaneo trasferimento delle attività di chirurgia generale e ortopedia dall'ospedale di Ostuni a quello di Francavilla Fontana. Contro tale provvedimento, il Comune di Ostuni adottava un'ordinanza sindacale, che intimava la riattivazione dell'attività nei reparti di Chirurgia e Ortopedia-traumatologia dell'ospedale di Ostuni, puntando quindi a disattendere il provvedimento regionale generale diretto a rendere disponibili posti letto e professionisti per la gestione di casi sospetti/positivi e in ottemperanza alle disposizioni regionali circa la riduzione delle attività non urgenti".

Prosegue Amati, riepilogando gli eventi: "Contro l'ordinanza sindacale insorgeva la Asl chiedendo e ottenendo dal Tar di Lecce la sospensione cautelare del provvedimento. Tale pronuncia provvisoria del giudice amministrativo consentiva l'esecuzione e la conclusione dei lavori in tempi record, restituendo all'assistenza ospedaliera due reparti pienamente ammodernati e tecnologicamente adeguati. Nei giorni scorsi è stata depositata la sentenza con cui è stata definitivamente annullata l'ordinanza sindacale. Secondo i giudici amministrativi, il sindaco di Ostuni, con l'ordinanza di riattivazione dei reparti, non ha considerato il complessivo quadro organizzativo sanitario all'interno del quale si è collocata la sospensione dei ricoveri nell'ospedale di Ostuni, ricoveri che sono stati dirottati nell'ospedale di Francavilla Fontana. L'ordinanza adottata sarebbe quindi nulla, poiché affetta da incompetenza assoluta in quanto avrebbe avuto l'unica finalità di impedire l'esecuzione del provvedimento che l'Asl aveva adottato in tema di organizzazione del servizio ospedaliero, cioè in materia assolutamente estranea alle competenze del sindaco. La pronuncia del Tar ha confermato la legittimità dell'operato della Asl e dimostrato la debolezza delle ragioni di chi, pur di alimentare una polemica inutile, ha rischiato di compromettere la conclusione dei lavori di ristrutturazione dei reparti".

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