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Ostracismo per Ciullo, la Lega chiede la fine delle ostilità

Riposizionamenti nel centrodestra: si svuota Fratelli d'Italia. Il Pri si chiama fuori dai conflitti interni

BRINDISI – Storicamente, il voto amministrativo di Brindisi del secondo turno ha sancito definitivamente la fine dei Mennitti Boys, quella leva di politici locali cresciuta all’ombra della figura più rappresentativa che il centrodestra abbia avuto a Brindisi egli ultimi 20 anni. Esistono ancora, ma sono divisi e ridotti all’impotenza in consiglio comunale. Si può vantare sin che si vuole il risultato del 10 giugno, ma conta nei fatti l’esito del ballottaggio, che dice come l’area di centrodestra Lega inclusa sia ridotta alla metà del gruppo di maggioranza, 10 contro 20, a parte i consiglieri del M5S. Stessa sorte per i meno dotati di pedigree Consales Boys

Il grande accusato è il leader locale della Lega, Massimo Ciullo, che avrebbe minato all’inizio la possibilità di una vittoria in scioltezza. Ma le cose, se si guarda al risultato complessivo del centrodestra in Puglia il 24 giugno, non dicono che Brindisi è un caso a parte: la sconfitta è estesa e in controtendenza su tutto il territorio regionale. Resta il fatto, tuttavia, che a Brindisi tutto lo schieramento che ha sostenuto Roberto Cavalera ora gli conferma fedeltà, anche con alcuni riposizionamenti di personaggi che invece avevano appoggiato Ciullo. E che, particolare non trascurabile, è Forza Italia a detenere la rappresentanza parlamentare del territorio (sempre escluso il M5S) con il deputato Mauro D’Attis e il senatore Luigi Vitali (sconfitto nella sua Francavilla Fontana).

Nella tarda serata di ieri Fratelli d’Italia, che ha capito l’antifona, a Brindisi scompare ufficialmente con l’abbandono in massa del partito da parte dei vertici locali, e il Pri ha dichiarato la propria non appartenenza all’area di centrodestra pur ribadendo di aver sostenuto convintamente Roberto Cavalera, e che da questo momento in poi il confronto non sarà con i partiti ma con i gruppi consiliari. Una grande rimescolata, di quelle che disorientano, deludono o fanno arrabbiare, ma va detto che parliamo di gruppi consiliari composti ciascuno ormai da un solo rappresentante perché chi ha votato al secondo turno ha bocciato quella che ha considerato – malgrado Cavalera – una minestra non solo riscaldata, ma indigesta.

“I tesserati di Brindisi di Fratelli d’Italia, alla luce della assoluta indifferenza mostrata dai vertici romani e baresi e, di conseguenza, della impossibilità decisionale mostrata dal commissario provinciale nel tentare un riequilibrio delle sorti del partito, dopo quanto accaduto alle elezioni politiche prima e in particolar modo durante le amministrative della città capoluogo, visto il ripetuto perseverare in un atteggiamento offensivo della dignità delle persone, prima ancora che dei militanti e dirigenti, testimoniano il pressante disagio prendendo definitivamente le distanze dal partito stesso”, dice un comunicato degli ex fedeli brindisini di Giorgia Meloni.

“Pertanto, a seguito delle già presentate dimissioni da ogni incarico dopo le imposizioni comunicate dai vertici nell’inseguire linee e strategie perdenti volute da esponenti estranei alla città di Brindisi, comunicano che non rinnoveranno la tessera di partito”. Fratelli d’Italia, per inciso, aveva sostenuto la candidatura di Massimo Ciullo, ma i suoi esponenti locali pare non abbiano alcuna voglia di subire quell’ostracismo del resto del centrodestra  già ribadito nei confronti di Ciullo. E la Lega cosa dice?

La Lega si difende, respinge la responsabilità della sconfitta e reclama il proprio posto nello schieramento di centrodestra. Ma bisognerà abbandonare il terreno dei conflitti personali. “Si fa presente che la campagna elettorale è terminata, tutti ne devono prendere atto”, si legge in un documento firmato dai due commissari provinciali e da quello cittadino. “La partita non era scontata per nessuno, perché tante erano le variabili che non potevano essere controllate. Se a Brindisi, al ballottaggio, oltre la metà degli elettori è restato a casa e il 56% dei votanti ha scelto il centrosinistra, la responsabilità è ascrivibile a circostanze, incomprensioni e pregiudizi lontani nel tempo oltre che all’incapacità di un’intera coalizione di fare sintesi”.

“La ricomposizione politica del centrodestra a Brindisi non può prescindere dal superamento di ogni forma di veto ad personam. Occorre rimettere in piedi la coalizione di centrodestra con Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia e Movimento Nazionale per la Sovranità e con chi altro – movimenti od associazioni – ne  condividano effettivamente il progetto, lasciandosi alle spalle le ruggini della campagna elettorale”, sostiene la Lega. “Il centrodestra, laddove è unito, è competitivo e vincente: va assecondato, dunque, lo sforzo che, su base regionale, i partiti del centrodestra stanno avviando per evitare future frammentazioni nelle competizioni amministrative. Ciò vale e deve valere anche per Brindisi. Un motivo in più per una riflessione culturale e politica che vada al di là dell’insuccesso elettorale patito”. Vedremo.

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