Lunedì, 18 Ottobre 2021
Politica Cellino San Marco

“Pronti a ricominciare: a Cellino siamo gente per bene e lo dimostreremo”

Parla il neo sindaco Tonino De Luca: eletto per 153 voti in più rispetto allo sfidante diretto, Budano sostenuto dal Pd ufficiale. “La tessera del Partito democratico? Bisogna prima ricostruire la frattura interna”. Intanto pensa alla giunta: probabile l’ingresso del segretario cittadino Moncullo

CELLINO SAN MARCO – “Siamo pronti a ricominciare: dimostreremo con in fatti che qui a Cellino San Marco c’è brava gente, persone oneste che lavorano ogni giorno nella legalità e che adesso chiedono il riscatto per lasciarsi alle spalle tutto quello che è successo. Cellino è altro, Cellino siamo noi”.

Centocinquantatre voti hanno fatto la differenza in casa del Pd e dalla scorsa notte, mezz’ora dopo l’una, hanno consacrato a sindaco Salvatore “Tonino” De Luca, 53 anni, sposato, padre di due figli, presidente della Cantina Sociale Cellinese, candidato della lista Cellino Democratica, sostenuta dalla segreteria cittadina del partito guidata da Claudio Moncullo, e dal consigliere regionale Pino Romano.

De luca si è lasciato dietro l’altro aspirante del Pd al tricolore, Gianluca Budano, che dalla sua aveva invece il segretario provinciale Maurizio Bruno e di riflesso quello regionale Michele Emiliano, con il sostegno di Sel e persino dell’Udc, secondo una formula che avrebbe dovuto ricordare se non proprio riportare in vita quel “laboratorio” che fece la differenza ai tempi delle elezioni per la presidenza della Provincia, con la vittoria di Massimo Ferrarese. Formula, in parte, superstite al Comune di Brindisi.

La sfida tutta cellinese si è chiusa con 1.195 preferenze incassate da De Luca e 1.042 totalizzate da Budano, in termini percentuali il primo ha ottenuto il 29,91 per cento dei consensi, mentre il secondo 26,08. Una manciata di voti sui quali De Luca è pronto a partire per guidare il Comune di Cellino San Marco, con una squadra di governo di quattro assessori, probabilmente con l’inserimento dello stesso Moncullo, eletto fra gli otto consiglieri comunali. E con l’ascolto di Romano: “Il suo apporto non è mancato, ci conosciamo dai tempi in cui ero assessore al Bilancio con i sindaci Caprioli e Pezzuto, ma non l’ho ancora sentito”.

Quello di Moncullo il nome che circola con maggiore insistenza tra i possibili assessori visto che con il neo primo cittadino c’è già stata un’esperienza amministrativa condivisa: nel periodo in cui De Luca era al Bilancio, Moncullo era titolare della delega ai Lavori Pubblici. Potrebbe esserci una ripetizione. Chissà. La composizione della giunta dovrebbe essere svelata al più tardi fra due settimane.

Certo è che le segreterie provinciali e regionali del Partito democratico dovranno prendere atto di quanto avvenuto a Cellino San Marco, dove non è neppure escluso che ci sia l’innesto di De Luca tra i tesserati. Non è iscritto a nessun partito dopo aver deciso di non rinnovare l’adesione ai Comunisti italiani, dove è arrivato nel ’97 e dove è rimasto sino al 2005. Poi, complici gli impegni professionali e la presidenza della cantina, ha preferito passare la mano.

E adesso? “Vedremo sul piano politico come evolverà la situazione”, dice il neo sindaco. “Bisogna necessariamente riflettere sulla frattura interna al Pd che non giova a nessuno, l’avevo detto in precedenza, prima ancora dell’inizio della campagna elettorale e lo ripeto. Ma adesso la priorità è altra: voglio iniziare subito a lavorare per Cellino, è al mio paese e ai miei concittadini che dedico la vittoria”, prosegue De Luca.

“Sarò il sindaco di tutti e so bene che di cose da fare ce ne sono tante: mi rimboccherò le maniche, so che c’è bisogno di cambiamento e so bene che la responsabilità è enorme, così come enormi sono le aspettative della gente tenuto conto di quanto è successo qui”.

Gli arresti che la scorsa primavera hanno decapitato la giunta di centrodestra, a partire dall’allora sindaco, con l’accusa di aver ottenuto o comunque accettato la promessa di tangenti, è una ferita ancora aperta, acuita dal sospetto di infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione della res publica.

“Noi a Cellino siamo gente onesta e per bene e questo voglio dirlo prima di ogni altra cosa: ci sono gli agricoltori come me, i pensionati, gli anziani, le casalinghe, gli studenti, i professionisti. Sono, siamo, tutti brave persone e lo dico con orgoglio: ne ho conosciute tante durante questa campagna elettorale anche se il tempo a disposizione non è stato tanto, ma una cosa l’ho capita sin da subito e cioè che ci sono tutte le condizioni per il cambiamento perché ci sono impegno e passione”.

L’augurio per i suoi concittadini, quindi, non può che essere uno: “Che si sia un risveglio delle coscienze, che si vada avanti lungo questa strada, anche per recuperare la distanza tra i cittadini e le istituzioni. Cellino ha sicuramente accusato il colpo degli arresti, ma non bisogna dimenticare che da tempo c’è stato un allontanamento dei cittadini dai partiti che sono lo strumento attraverso cui si esprime la democrazia. Ai partiti la nostra Costituzione riconosce un ruolo fondamentale, che deve essere riaffermato chiedendo cosa vuole la gente”.

Ma i partiti tradizionalmente intesi, proprio a Cellino, hanno fatto un passo indietro lasciando in prima fila le liste civiche. Come è successo per De Luca e per Budano, di fatto separati in casa. Come è avvenuto nel centrodestra dove Forza Italia ha appoggiato la candidatura di Rosalba Gatto e come è successo con la partecipazione dei Grillini, in pista con Luisa De Mariani, che però non sono riusciti ad arrivare alla meta: non hanno ottenuto neppure un seggio nel nuovo consiglio.

“Che il Pd abbia sbagliato dall’inizio torno a ripeterlo”, insiste De Luca. “L’errore credo sia stato commesso nel momento in cui le segreterie provinciali e regionali hanno imposto il proprio candidato senza ascoltare quella cittadina, per cui c’è stata una prevaricazione che il territorio ha percepito. La differenza l’ha fatta proprio la presenza costante fra la gente”, continua.

“Certamente non ha aiutato l’elettore la frammentazione che si è avuta con cinque liste differenti e che per me ha costituito un’incognita: sino alla fine, fino all’ultima scheda scrutinata non si poteva essere sicuri, anche se continuavano ad arrivare messaggi di auguri”.

Il primo è stato spedito un quarto d’ora prima delle due: “E’ stato allora che ho preso contezza del risultato”, racconta De Luca al quale stamattina sono arrivate attestazioni di stima per l’abnegazione al lavoro, la serietà e per la passione per la propria terra dal presidente provinciale della Confederazione italiana agricoltori (Cia) della provincia di Brindisi, Giannicola D’Amico. Il neo sindaco è dirigente sia a livello locale che regionale della Cia, essendo componente della giunta e presidente pugliese del Gruppo di interesse economico (Gie) del settore vitivinicolo.

In nottata, invece, sono arrivate le congratulazione della candidata della coalizione opposta, Gatto. Nessun contatto con gli altri partecipanti alla competizione elettorale. Non con gli esponenti del Movimento 5 Stelle: “Credo che la protesta fine a se stessa non abbia pagato”, commenta De Luca con riferimento al buco nell’acqua.

“Vanno bene le critiche quando sono costruttive e non meramente distruttive, del resto non hanno aiutato neppure i gesti a mio avviso inconsulti che sono avvenuti in chiusura della campagna elettorale quando i candidati della lista dei grillini si sono presentati in piazza sostenendo che solo da loro ci fossero persone con la fedina penale pulita e parlando degli altri hanno alzato le mani facendo il segno delle manette. Non è stato bello: qui la gente è per bene, ci sono brave persone e lo dimostreremo”.

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