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Pd, allarme rosso per un posto in Parlamento. Appello al regionale

Il Pd brindisino alle prese con i marchingegni della legge elettorale condivisa a livello nazionale con Berlusconi e compagnia

BRINDISI – Il Pd brindisino alle prese con i marchingegni della legge elettorale condivisa a livello nazionale con Berlusconi e compagnia. Tanto complessa da rendere – e si sapeva già – pressoché impossibile per i democratici locali dare per scontato il ritorno alla Camera o al Senato di un proprio rappresentante (ricordiamo che la pattuglia uscente era composta dall’onorevole Elisa Mariano e dal senatore Salvatore Tomaselli).

Da qui la richiesta diretta al segretario regionale Marco Lacarra, che avrà il compito del primo visto alle liste per il 4 marzo prossimo, di garantire che almeno un rappresentante del territorio brindisino possa andare in Parlamento, candidandolo come capolista in un collegio uninominale. Questa la carta che intende giocarsi il Pd di Brindisi, proposta discussa nella riunione di ieri martedì 9 gennaio nell’assemblea dei segretari di circolo della provincia assieme alla segreteria provinciale.

Ma bisognerà fare i conti con i territori vicini, che non sono messi molto meglio: i sondaggi, in quasi tutta la Puglia favorevoli al centrodestra  (chissà se un giorno si farà il bilancio della gestione Emiliano del partito e della Regione), hanno fatto scattare l’allarme rosso. E il Pd di Brindisi cerca di correre ai ripari, e attende responsi da Bari per organizzare una difficile campagna elettorale che avrà, peraltro, le grane parallele delle comunali a Brindisi e Francavilla Fontana, per non citare anche gli altri Comuni commissariati, come San Pietro Vernotico ad esempio.

“La provincia di Brindisi, rispetto all’uninominale alla Camera sarà divisa in due parti, lo stesso vale per l’uninominale al Senato e per i collegi plurinominali. Ciò comporta che, rispetto alle scelte delle candidature occorre rapportarsi con i territori delle province di Lecce e Taranto con i quali si intersecano i collegi”, fa  sapere la segreteria provinciale del Pd.

“A fronte di tale complessità i segretari di circolo hanno dato mandato alla segretaria provinciale (Rosetta Fusco, ndr) di sostenere presso il segretario regionale del partito, Marco Lacarra, la necessità che Brindisi possa esprimere un proprio rappresentante nel Parlamento, attraverso una candidatura, espressione del territorio, quale capolista in un collegio plurinominale”, conferma la nota.

“A partire dalla prossima settimana e fino al 28 gennaio i segretari di circolo, terranno assemblee aperte sui risultati prodotti dai governi a guida Pd. A queste assemblee parteciperanno la segreteria provinciale e i nostri parlamentari uscenti”. Poi, a liste fatte, toccherà ai candidati.

Il problema della complessità dei meccanismi elettorali e della suddivisione territoriale dei collegi di camera e Senato ovviamente rappresentano un bel grattacapo anche per gli altri partiti, centrodestra e M5S inclusi, tanto da rendere scontato anche per loro il ricorso alle segreterie regionali e nazionali (a conferma che i meccanismi di questa legge consegnano ai vertici dei partiti il potere fondamentale di scelta).

Ma le percentuali dei sondaggi, almeno sulla carta, rendono meno drammatiche le decisioni da prendere: in teoria, ci saranno più posti sicuri da suddividere. Tuttavia nelle province ionico-salentine e in Puglia il prevedibile pressing della cosiddetta quarta gamba con Raffaele Fitto non renderà la scelta dei candidati dell’area di centrodestra una tranquilla passeggiata.

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