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Franco Scoditti, sindaco di Mesagne

Franco Scoditti, sindaco di Mesagne

Pd Mesagne, esposto ai probi viri e al pm

MESAGNE – Finiscono davanti alla commissione provinciale di garanzia del Pd, ma anche al registro generale della procura e quindi presto sulla scrivania di un pm, le tensioni che hanno condotto tra l’altro alle dimissioni del sindaco di Mesagne.

MESAGNE - Finiscono davanti alla commissione provinciale di garanzia del partito, ma anche al registro generale della procura e quindi presto sulla scrivania di un pm, le tensioni che hanno condotto tra l'altro alle dimissioni del sindaco di Mesagne, Franco Scoditti, a partire dai fatti dell'11 aprile, quando si è svolta una riunione molto agitata del gruppo dirigente del Pd di Mesagne. In seguito alla quale, un componente del direttivo, Vito Marchionna, ha deciso da un lato di rivolgersi all'organismo interno di disciplina per chiedere l'espulsione dallo stesso Partito Democratico dell'assessore comunale Alessandro Pastore, e dall'altro sporgendo querela nei confronti per ingiurie e minacce, citando come testimoni undici dirigenti presenti ai fatti, a partire dal segretario provinciale Corrado Tarantino e da quello della sezione locale, Alessandro Denitto.

A giudicare da ciò, si potrebbe ritenere che il Pd a Mesagne, dove trova il maggiore punto di forza nel Brindisino, sia a pezzi. In realtà le cose non stanno così. La sezione è affidata ad un gruppo dirigente che punta decisamente verso il rinnovamento, con Alessandro Denitto in testa, è dotato di ampia autonomia ed in questo è appoggiato da una vasta parte dei militanti più anziani, a partire dall'ex sindaco ed ex vicepresidente della Provincia, Damiano Franco. Stando all'ultimo congresso, la minoranza è invece identificabile nel gruppo che si raccoglie attorno all'ex deputato Cosimo Faggiano.

E gli altri? Il sindaco Scoditti al momento non si può certo considerare legato al gruppo dirigente della sezione, da cui ha ricevuto una pressante richiesta di inserimento nell'amministrazione di energie nuove, assieme ad una certa dose di critiche. L'ex presidente uscente della Provincia, Ninni Mingolla, molto legato a Massimo Ferrarese, sembra galleggiare senza convinzione nel Partito Democratico, dicono osservatori esterni al partito, mentre sta un passo fuori da tutto Vincenzo Montanaro, che si è dimesso dalla giunta qualche mese fa. Peraltro, alle parlamentarie Montanaro, pur essendo il candidato locale, non è stato votato e fatto votare dalla minoranza, che invece ha sostenuto Salvatore Tomaselli. L'ex assessore, dunque, fosse solo per questo, non ha mai remato contro l'attuale segreteria.

L'11 aprile, dunque, il sindaco ha partecipato ad una riunione del comitato direttivo della sezione per affrontare il tema di un rimpasto di giunta a svariate settimane dalla dimissioni di Montanaro. Sembra che gruppo dirigente della sezione e primo cittadino non sia stati affatto d'accordo nella valutazione dell'operato della giunta in carica. La segreteria con Denitto in testa, è stata esplicita nella richiesta di un rinnovamento di uomini a palazzo di città, il sindaco si dice abbia reagito respingendo le critiche: il suo progetto di rimpasto si limitava solo alla sostituzione dell'assessore ai lavori pubblici, Montanaro, con un altro nome di sua scelta. La discussione sino a quel punto è stata molto animata, ma nel limite della contrapposizione dialettica.

La riunione ha raggiunto un punto critico mentre parlava Vito Marchionna. Altre critiche alla giunta, ed ennesimo intervento risentito del sindaco Scoditti, che ha interrotto l'intervento di Marchionna tanto da obbligare altri presenti ad invitarlo a lasciare parlare liberamente l'altro dirigente. A quel punto, secondo la versione dei fatti su cui è stata chiamata ad esprimersi la commissione provinciale di garanzia del Pd, ma anche il pubblico ministero, si sarebbe verificata una intromissione, verbalmente violenta, dell'assessore Alessandro Pastore contro Marchionna.

L'assessore avrebbe tentato più volte di raggiungere Marchionna, obbligando molti dei presenti a frapporsi, poi abbandonando la riunione, e poi tornando in sezione per annunciare a Marchionna che lo avrebbe aspettato fuori, tanto che lo stesso è stato accompagnato alla propria auto, a riunione interrotta dal segretario, da un altro membro del direttivo. Un episodio grave, che il 15 aprile si è cercato di disinnescare con un altro incontro, alla presenza questa volta del segretario provinciale Corrado Tarantino. Ma in quella sede, invitato a scusarsi dal capogruppo consiliare Damiano Franco, l'assessore alle Politiche sociali avrebbe rifiutato, aggiungendo di non sentirsi più neppure parte del Pd.

Epilogo, l'esposto all'organo di garanzia con la richiesta di espulsione dal partito di Pastore, e denuncia-querela per minacce e ingiurie alla procura della Repubblica. Nel frattempo, i giorni passano e il sindaco Scoditti deve decidere se ritirare o meno le dimissioni, e se accettare o meno le richieste del partito di un rimpasto della giunta ben più profondo rispetto alla sostituzione del solo Vincenzo Montanaro.

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