“Il Perrino centro Covid? E' stata una scelta obbligata”

Intervista a Fabiano Amati, il consigliere regionale più votato del Brindisino: "L'ex Di Summa sarà convertito in Pta"

Dopo le elezioni regionali, BrindisiReport intervista i cinque consiglieri eletti nel Brindisino, per conoscerli e ascoltare la loro visione politica. E per fare qualche domanda sulla sanità pubblica nel nostro territorio.

FASANO – E' il consigliere regionale che, forte delle sue 10mila e passa preferenze, ha raccolto più voti nel Brindisino, eletto con il Partito Democratico. Fabiano Amati è stato già assessore regionale alle Opere pubbliche dal 2009 al 2013. Fasanese, 51 anni, di professione è avvocato, ma soprattutto è politico di lungo corso. Tiene subito a precisare che lui preferisce alle parole e agli annunci “fatti concreti, quindi portare a compimento la conversione dell'ex Di Summa in ospedale di comunità e Pta (Presidio territoriale di assistenza, ndr), completare gli allacci alla fogna e all'acqua di tutti i quartieri che ne sono privi, radicare la cultura produttivista e sviluppista, ovviamente sempre compatibile con la tutela dei beni ambientali, che passa attraverso il raccogliere tutte le occasioni che ci vengono date. Noi abbiamo immediatamente avviato la negoziazione di investimenti in relazione alla realizzazione della pipeline di interconnessione alla rete Snam del gasdotto Tap”.

A proposito, come si sta muovendo in questo caso l'Amministrazione brindisina secondo lei?

“Per ora non si sta muovendo, ma sono convinto che il mio continuo richiamare l'attenzione e suonare la sveglia determinerà tutti a partecipare a questo processo, si tratta di una occasione utile”.

E per quanto riguarda i Pta, in particolar modo quello di San Pietro Vernotico, i cittadini si lamentano di vederlo avviato solo sulla carta.

“Mi lamento anche io. Comunque a San Pietro la gara è stata conclusa. Purtroppo in quella parte del territorio abbiamo registrato delle carenze e me ne sto occupando. Qualcuno potrebbe dire: 'E perché non te ne sei occupato sino ad ora'? Perché c'erano consiglieri regionali, in quelle città, il cui impegno non si è tradotto in fatti concreti. Io sono consigliere regionale di tutta la provincia di Brindisi e me ne sto occupando”.

Argomento Casa della salute a Cisternino: anche qui è ancora sulla carta. A che punto siamo?

“Siamo in attesa di accreditamento. Questione di ore e sarà pienamente nella disponibilità dell'assistenza territoriale. Ovviamente grava su questo argomento, come su tutti, l'utilizzo nella rete di percorsi Covid. Comunque è stata realizzata in tempi record”.

E' d'accordo con la scelta del Perrino come centro Covid?

“Non sono né d'accordo né in disaccordo. Sono i numeri che determinano queste scelte. E cioè: quanto pazienti ci sono. E' chiaro che se il reparto di malattie infettive ce l'hai soltanto al Perrino, non è che puoi inventarti un altro presidio. La questione è diversa: il problema sono i ritardi che abbiamo accumulato perché tutti volevamo gli ospedali sotto casa nostra. Ospedali, per altro, non in grado di generare la migliore offerta, come racconta il Covid”.

Quindi si tratta di una scelta obbligata?

“Le strutture sanitarie attualmente non sono modulabili in base alle esigenze che via via si presentano. Un esempio: per poter installare un reparto di malattie infettive in un altro ospedale c'è bisogno che la climatizzazione del reparto sia a pressione negativa. E' un fatto tecnico insopprimibile, perché non puoi portare il virus all'esterno. Ora, quante sono le unità operative in tutte le strutture che hanno il sistema di climatizzazione negativa? Poche. In realtà tutte le strutture dovrebbero essere dotate della possibilità di lavorare a pressione negativa o positiva. Se manca questa possibilità sei costretto dai numeri della pandemia a rivolgerti a un'unica struttura. Servono nuovi ospedali d'eccellenza. Quando arriva una situazione come questa, non puoi tenere un solo ospedale a occuparsi della pandemia”.

I brindisini non hanno premiato Emiliano alle elezioni. Si sono senti trascurati dall'ultima amministrazione regionale?

“Avrebbero potuto fare di più, mi sono ritrovato da solo a fare molte cose. E da solo puoi non puoi fare tutto. Però i cittadini hanno riconosciuto il mio impegno. Non è che si diventa il primo degli eletti in assoluto perché si è simpatici o per altro. I cittadini votano sulla base delle cose che fai. In questo caso non si sentono abbandonati. Se poi non fai, gli elettori si allontanano”.

Brindisi e il Brindisino avranno rappresentanza in Giunta?

“Io ho già fatto l'assessore per cinque anni, so bene che la figura serve all'intero territorio regionale. Ma, obiettivamente, serve anche al proprio territorio di provenienza, perché lo mette in prima fila nei propri processi decisionali. Ma dipende da chi lo fa. Bisogna scegliere persone del territorio che abbiano un curriculum o un potenziale tale – in termini presuntivi, perché nessuno può fare il veggente – per poterlo far bene. Non è soltanto che deve essere di Brindisi, deve anche essere capace. Ma non è solo il biglietto da visita che determina la qualità dell'attività. E' sempre la persona che deve onorare la carica. Si può aiutare la propria provincia, il proprio territorio da consigliere semplice”.

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