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Politica

"Piano di mobilità sostenibile non pervenuto"

Il coordinamento cittadino: "Si dice che il futuro della città deve essere nelle mani dei brindisini, ma nulla è dato sapere sul loro coinvolgimento nel progetto"

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa del coordinamento cittadino di Brindisi di Articolo Uno, sul Piano di mobilità sostenibile

Ai primi di ottobre è stata pubblicata la delibera del Commissario per l’approvazione dell’accordo quadro sottoscritto questa estate tra Comune di Brindisi, Stp e Politecnico di Bari. Questa estate si chiedevano notizie in merito alla durata ed i costi dell’accordo, in quanto, in conferenza stampa, non se ne era data menzione. Dalla lettura dell’accordo pubblicato in Albo Pretorio si verifica che l’obiettivo dello stesso è la redazione di linee guida ‘solo propedeutiche’ alla stesura di un vero e proprio piano di mobilità.

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Si tratta di una attività collaborativa tecnico scientifica che coinvolgerà il Politecnico di Bari con  l’esperienza maturata in attività di ricerca,  la  Stp  che ha in programma progetti per la crescita territoriale e l’Ente Comune di Brindisi che necessità di un aggiornamento del piano di mobilità sostenibile. L’ultimo piano risale al 2000, nel 2006 si diede un incarico per la redazione dell’aggiornamento dello stesso, ma non fu mai portato in consiglio per approvazione.

Nell’accordo quadro si stabilisce che le attività verranno svolte da un Comitato di Coordinamento, composto da due rappresentanti per ciascun Ente coinvolto che si riunirà presso locali e strutture messe a disposizione dalla Società Stp. Detto comitato svilupperà delle convenzioni attuative con disciplina di modalità, tempi e rimborsi per le attività svolte. Il tetto massimo dei rimborsi per il totale delle convenzioni attuative sarà di euro 40mila euro, mentre il tempo di svolgimento dell’accordo quadro  è di 24 mesi dalla data di sottoscrizione. Salvo motivata proroga. Sarà cura del comitato definire obiettivi parziali delle attività e dettarne tempi e costi.

Si rimarcano le perplessità già espresse in estate.  Le perplessità non sono in merito all’iniziativa in generale e tanto meno in merito ai soggetti coinvolti. Si ritiene che la città abbia estrema necessità di pianificazione e la pianificazione in tema di mobilità sostenibile è tra le più urgenti. Nell’accordo non vengono definiti dei costi precisi, se non la determinazione di un tetto massimo di spesa per rimborso di spese che saranno approvate e deliberate in seno al Comitato di Coordinamento senza apparenti regole precise. Da concordare in successive convenzioni. Viene stabilito un tempo di due anni per lo svolgimento delle attività.

Si ribadisce da parte del comitato cittadino di Articolo Uno MDP la estrema necessità per la città di  dotarsi di una pianificazione. Molti dei Comuni della Regione hanno già adottato dei piani di mobilità sostenibile, strumenti moderni e indispensabili per accedere alla programmazione dei bandi di finanziamento europei 2014-2020. Siamo al 2017, se prevediamo di concepire delle linee guida per la redazione dei piani entro il 2019, dire che si è in ritardo diventa pleonastico. Se ci vogliono due anni per mettere in piedi delle linee guida, quanto ci vorrà per il piano vero e proprio? Quindi un plauso all’attività scientifica ma i tempi indicati e l’imprecisione dei costi rendono questo accordo se non fuori luogo, sicuramente fuori tempo. Non vorremmo che risultasse l’ennesima programmazione da tenersi nei cassetti di qualche ufficio e non utile al bene comune.

Mentre si studia, che ne sarà della pedonabilità del centro storico, della ciclabilità, della qualità del trasporto urbano e della razionalizzazione dei parcheggi? Oggi i parcheggi di interscambio,  esterni al centro, sono quasi sempre vuoti. Una corretta pianificazione incentiverebbe il parcheggio in queste aree. Per esempio un costo di un euro per l’intera giornata invoglierebbe  i cittadini a non entrare in centro in auto. Inoltre come sempre  manca l’anello debole della vicenda: i cittadini. Un piano di mobilità deve saper interpretare i ritmi della città, il suo metabolismo.

L’ascolto dei cittadini  secondo noi risulta essere la chiave fondamentale di qualsiasi attività di programmazione. Si ribadisce e si dice a gran voce che il futuro della città deve essere nelle mani della città, dei professionisti, dei lavoratori e dei semplici cittadini che la vivono. Nulla è dato sapere sul loro coinvolgimento nel progetto.

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