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Pino Romano appoggia candidato di Ncd. Il Pd: "Tattica di bassa lega"

La federazione provinciale del Pd non gradisce affatto l'appoggio al candidato sindaco di uno dei due schieramenti di centrodestra impegnati nel ballottaggio a Carovigno, Francesco De Biasi (Ncd), annunciato ieri da Pino Romano, riconfermato al consiglio regionale in occasione delle tornate elettorali del 31 maggio

CAROVIGNO – La federazione provinciale del Pd non gradisce affatto l’appoggio al candidato sindaco di uno dei due schieramenti di centrodestra impegnati nel ballottaggio a Carovigno, Francesco De Biasi (Ncd), annunciato ieri da Pino Romano, riconfermato al consiglio regionale in occasione delle tornate elettorali del 31 maggio. In una nota firmata dal segretario provinciale del partito, Maurizio Bruno, viene duramente stigmatizzata la sortita di Romano, il quale non viene mai citato esplicitamente (ma è evidente il riferimento al consigliere regionale di San Pietro Vernotico).

Questi ha definito De Biasi, al ballottaggio con Carmine Pasquale Brandi (Forza Italia),  “il candidato migliore per Carovigno”. “Tra le valutazioni che ci hanno portato a questa conclusione – scrive  Romano - c'è la solida esperienza amministrativa di cui De Biasi ha dato prova durante la sua esperienza di consigliere regionale nella legislatura che si sta per concludere: la sua presenza tra i banchi della minoranza  non gli ha impedito di collaborare e sostenere i provvedimenti positivi portati in aula dalla maggioranza di centrosinistra". Romano esalta “l’esperienza amministrativa”, “l’onestà” e la “visione politica” di De Biasi. “È lui l'interlocutore giusto del nuovo governo regionale – si legge ancora Romano – è lui la persona migliore per amministrare Carovigno”. 

L’iniziativa di Romano, evidentemente, non è stata condivisa con la federazione provinciale del Pd, che stamani precisa “in modo inequivocabile che il partito, così come già dichiarato dal circolo cittadino e dal candidato Lanzillotti, non fornirà alcuna indicazione di voto per il ballottaggio previsto il prossimo 14 giugno a Carovigno”. “Tale decisione – si legge nella nota firmata da Maurizio Bruno - deriva non solo da una approfondita e democratica discussione negli organismi dirigenti del Pd del territorio, ma soprattutto da un’ attenta valutazione politica. Per questa ragione, in piena coerenza con la scelta dell’elettorato, saremo all'opposizione qualunque sia il verdetto di domenica con l'intento di rappresentare al meglio il mandato ricevuto”. 

La Federazione ribadisce “che non esiste e non può tollerarsi alcuna indicazione diversa, pur riveniente da rappresentanti istituzionali del Pd, perché non può esistere un ‘partito degli eletti’ che ragioni fuori da una logica di comunità politica e che detti, in modo assolutamente arbitrario ed autoreferenziale, indirizzi di voto e linee politiche diverse da quelle individuate dal Pd provinciale e locale in modo pienamente legittimo”.

“Non siamo interessati a comprendere le logiche di potere sottese a tali deplorevoli comportamenti – si legge nel comunicato - anche se è difficile ignorarle e semplice, invece, immaginare che queste stesse logiche abbiano prevalso già al primo turno delle amministrative. Magari dirottando il ‘proprio elettorato’ verso candidati diversi da quello sostenuto dal Pd di Carovigno e verso altre liste sperando, così, di racimolare qualche voto in più a sostegno della propria affermazione personale. Diventa legittimo chiedersi, a questo punto, se queste esecrabili sortite non rappresentino in un certo senso un personale ‘debito elettorale’ da ripagare”.

E poi i toni della nota si fanno ancora più pesanti. Il nome di Pino Romano non compare mai, ma gli strali non possono che essere indirizzati a lui. “Questo modo di fare politica  - si legge nel comunicato - non ci interessa e non fa parte della cultura politica che ispira il Pd e che cerchiamo con fatica ogni giorno di affermare. Il trasformismo che tradisce ogni vincolo di comunità e solidarietà tra partito ed eletti, come già avvenuto in altri territori, è esattamente ciò che condanniamo e da cui prendiamo con forza le distanze. Tattiche di così bassa lega e così corto respiro non possono che produrre danni ai territori ed agli equilibri politici aprendo la porta a degenerazioni di ogni ordine e grado”.

Nel comunicato c’è un riferimento anche alla scelta del Pd di Oria di appoggiare il candidato del centrodestra Cosimo Ferretti, a discapito di Maria Lucia Carone, a capo di una coalizione di centrosinistra con quattro liste civiche, fra le cui file si registrano diverse persone vicine al Pd. Quello del Pd di Oria “sarebbe un ulteriore errore dopo la sciagurata scelta di correre da soli, in un totale quanto dannoso isolamento politico che ha ridotto il partito ai minimi termini”. “Né a favore della scelta di sostenere Ferretti  - si legge ancora nel comunicato - può accamparsi il fatto di ottenere, per questa via, un seggio in consiglio comunale. Non è pensabile, infatti, di scambiare la dignità e  l’identità politica di un partito con un seggio, poiché prima di un tale interesse viene il bene della città e dubitiamo esso possa essere rappresentato dalla proposta politica della destra oritana. Sarebbe, peraltro, davvero incomprensibile anche in considerazione del fatto che nella compagine a sostegno della candidata Carone, vi sono moltissimi ex dirigenti e appassionati militanti provenienti dal nostro partito”.

Infine viene annunciato il sostegno ai candidati Ninni Mingolla e Domenico Conte, impegnati rispettivamente nel ballottaggi per l’elezione dei sindaci di Mesagne (dove Mingolla si confronterà con l’altro candidato a capo di una coalizione di centrosinistra, Pompeo Molfetta) e San Vito dei Normanni (dove conte affronterà Silvana Errico, appoggiata da Forza Italia). 

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