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Cristiano D'Errico

Cristiano D'Errico

Farmacie comunali, D'Errico: "Non posso permettere che il sindaco mi discrediti"

Ancora scintille fra l'ex assessore al Bilancio e il sindaco. D'Errico: "E' il momento di rispondere a chi è più avvezzo allo sputtanamento piuttosto che al confronto"

L’approvazione di una modifica dello statuto della società Servizi Farmaceutici che consentirà privatizzazione delle farmacie comunali è al centro di una nuova polemica fra il sindaco Riccardo Rossi e l’ex assessore al Bilancio, Cristiano D’Errico, dimessosi nel novembre 2020 proprio a seguito di divergenze con il primo cittadino riguardanti l’adozione dello schema di bilancio previsionale. Nel consiglio comunale svoltosi da remoto martedì scorso (27 aprile), il primo cittadino ha dichiarato che nell’assemblea dei soci delle Farmacie comunali "l'amministratore ci ha detto che non è d'accordo e ci ha tirato fuori un parere di quest'avvocato, che nessuno di noi, almeno noi, gli abbiamo mai richiesto”. “Non lo so se – ha affermato ancora Rossi - glielo aveva richiesto il precedente assessore al bilancio. [...] sarebbe opportuno che magari, ecco un invito al presidente Serra (capogruppo del Movimento 5 stelle, ndr), della commissione di inchiesta (il riferimento è alla commissione di indagine sui Servizi finanziari presieduta dal consigliere Serra, la cui attività è stata sospesa a seguito di un avviso di conclusione delle indagini notificato al sindaco, nell’ambito di una vicenda riguardante proprio i servizi finanziari, ndr), approfondisca quello che è successo, approfondisca questo tema”. Tirato in ballo dal sindaco, dunque, Cristiano D’Errico nega di aver mai sollecitato un parere

Ho contato sino a dieci; poi ho contato sino a dieci. Oggi dopo due giorni è il momento di rispondere a chi è più avvezzo allo sputtanamento piuttosto che al confronto, incapace di affrontare il merito delle cose. Capace, invece, di descrivere scenari fantastici per Brindisi incorniciati nei milioni di euro del Contratto Istituzionale di Sviluppo, il famigerato CIS, che prima contava 250 milioni, poi 80 milioni, oggi non si sa. Salvo omettere un dettaglio importante e cioè quale è la sua visione di città, quale il suo futuro; se vede Brindisi una città con il porto oppure come Città Porto che vive e respira con esso e con le altre infrastrutture come aeroporto e ferrovia che rappresentano potenzialità e ricchezza per questa città.

Spieghi il sindaco come immagina di risolvere le sofferenze amplificate dal Covid. Sono passati quasi tre anni dall’insediamento di questa amministrazione ed ancora non si sa cosa si intende fare del Pug che il sindaco aveva proclamato sarebbe stato licenziato nel luglio 2020 con un DPP chiuso nel suo cassetto da aprile 2019. Spieghi alla Città, ai Consiglieri ai suoi Assessori perché ha ritenuto di gettare discredito sulla mia persona:” l’Amministratore Unico con proprio provvedimento in data 21 febbraio 2021, ha proceduto ad affidare l’incarico..., all’avv. Giancarlo Caiaffa, per il corrispettivo di  1.500,00 eurp oltre accessori come per legge ….” e poi ““Non lo so se glielo aveva richiesto il precedente assessore al bilancio. [...] sarebbe opportuno che magari, ecco un invito al presidente Serra, della commissione di inchiesta, approfondisca quello che è successo, approfondisca questo tema..” 

Forse ha dimenticato che le mie dimissioni sono datate 17 novembre 2020; tre mesi prima! Invece di tentare di screditare chi come me e tanti altri si sforzano di dare un contributo civico e politico per sanare le ferite di questa città, per individuare le prospettive di sviluppo spieghi ai suoi consiglieri, ai suoi assessori con quale logica ha confermato l’amministratore delle Farmacie Comunali che prima ha rinnovato il locali di una delle due farmacie spendendo circa 70 mila euro senza chiedere il consenso ad alcuno ed a ridosso di un bando di vendita delle stesse e poi chiede un parere pro veritate mai sollecitato; sicuramente non da me.

Spieghi perché l’altro giorno in Consiglio ha ringraziato pubblicamente l’Arch. Lopalco, componente importantissimo della precedente giunta senza però chiederle scusa per il fatto che la stessa abbia appreso dalla stampa della sua defenestrazione e non dalla sua bocca. È come se Ronaldo fosse stato estromesso dalla squadra a mezzo stampa. Spieghi il paladino della moralità se gli incarichi nelle partecipate ubbidiscano a miserrime logiche spartitorie oppure se vengono fatte sulla base di competenze, professionalità, esperienza. Mi sono dimesso perché quel sogno che teneva insieme il “nostro programma elettorale” svaniva sempre più; perché il sindaco non perdeva occasione per scagliare picconate alla speranza di vedere quel programma realizzato; mi sono dimesso per preservare la dignità di uomo e professionista costruita con fatica e coerenza.

E non posso permettere a nessuno, neanche ad un sindaco, di gettare discredito su di me e su tutte quelle persone che con me e come me hanno creduto che il sig. Rossi potesse guidare il “rinascimento” di Brindisi portandola fuori dal baratro della disoccupazione e della afflizione. Speravo che le mie dimissioni potessero dare una scossa, nuovo impulso alla gestione amministrativa ma vedo che continua a prevalere la propensione allo scontro piuttosto che essere promotore e catalizzatore di futuro. Coerenza, lealtà, onestà intellettuale, capacità di amministrare e governare processi sono merce rara e non si acquistano al mercato un tot al Kg
 

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