Porticciolo ed Enel, liti d'agosto

BRINDISI – Chissà se Ferragosto concederà un po’ di tregua, ma la risposta – stando a quanto si ascolta e si legge – probabilmente è negativa: a Brindisi la politica resta divisa su tutto e il sindaco Mimmo Consales oggi è costretto anche a farsi parzialmente violenza per mettere una pezza all’abbandono della sala consiliare, ieri l’altro, da parte della maggioranza che lo sostiene, salvo poche eccezioni. E’ anche strano che oggi debbano essere proprio Consales, membro dell’ufficio politico provinciale del Partito democratico, ed un consigliere dello stesso Pd, Salvatore Valentino, a tentare di parare il colpo su quella mancanza di numero legale registrata sul punto all’ordine del giorno che prevedeva l’affidamento al sindaco della delega a partecipare ad un’assemblea per la modifica dello statuto della società di gestione del porticciolo turistico.

Paola Baldassarre

BRINDISI – Chissà se Ferragosto concederà un po’ di tregua, ma la risposta – stando a quanto si ascolta e si legge – probabilmente è negativa: a Brindisi la politica resta divisa su tutto e il sindaco Mimmo Consales oggi è costretto anche a farsi parzialmente violenza per mettere una pezza all’abbandono della sala consiliare, ieri l’altro, da parte della maggioranza che lo sostiene, salvo poche eccezioni. E’ anche strano che oggi debbano essere proprio Consales, membro dell’ufficio politico provinciale del Partito democratico, ed un consigliere dello stesso Pd, Salvatore Valentino, a tentare di parare il colpo su quella mancanza di numero legale registrata sul punto all’ordine del giorno che prevedeva l’affidamento al sindaco della delega a partecipare ad un’assemblea per la modifica dello statuto della società di gestione del porticciolo turistico.

Il punto non è quello del fine immediato di quella assemblea, aggiungere anche il servizio di vendita dei prodotti dei Monopoli di Stato al marina di Brindisi, finalmente dopo ben 9 anni dall’inaugurazione del porticciolo, ma quello che si trattava di una delega al sindaco, il quale come vedremo, da un lato minimizza l’accaduto, ma dall’altro conferma la coerenza della propria posizione sullo stato dello stesso porto turistico. Mentre Valentino adduce una scusa per la mancanza del numero legale che offre l’idea esatta delle condizioni in cui versa il Pd nella città di Brindisi. Infatti, rigettando ogni sospetto circa l’esistenza di pressioni inequivocabili sul sindaco da parte di qualcuno, in vista delle nomine nelle società partecipate, Valentino dice: “La realtà a nostro giudizio è invece molto meno torbida e si chiama abbandono per sfinimento”, accusando l’opposizione di aver violato in ogni modo il regolamento e di aver protratto la discussione sui vari punti oltre il limite di resistenza fisiologica della maggioranza”.

Quindi Consales dovrà rimettere in forma i suoi, per una vera battaglia sul porticciolo turistico, in cui – e qui politicamente e storicamente ha ragione – negli anni passati non ha affatto brillato la precedente maggioranza di centrodestra. “Prima di una meritata sosta ferragostana intendo fare una breve riflessione sulle reazioni collegate alla conclusione dell’ultima seduta del Consiglio Comunale. Ho già affermato di non condividere mai l’abbandono dell’aula, in quanto è proprio lì che le posizioni devono essere espresse”, scrive stamani il sindaco, ricordando comunque alla maggioranza che deve restare tra i banchi.

“Tuttavia non si può non considerare che il consiglio ha svolto per intero l’ordine del giorno, fatta eccezione per la delega al sindaco a partecipare ai lavori dell’assemblea straordinaria della società Bocca di Puglia, proprietaria del porticciolo turistico di Brindisi. In sostanza, tale assemblea dovrà riunirsi semplicemente per modificare lo statuto e per consentire ai gestori del porticciolo (di cui il Comune è socio di minoranza) di avviare una attività di rivendita di tabacchi. Ecco, il problema è tutto racchiuso in una semplice rivendita di tabacchi da collocare nella struttura diportistica brindisina”, aggiunge Consales gettando subito dopo un po’ di acqua sul fuoco.

“La stessa struttura che vive ancora oggi in uno stato di profondo degrado (nonostante gli indubbi miglioramenti registrati negli ultimi mesi) e che continua ad accumulare debiti che i soci saranno chiamati a ripianare. La conseguenza di quanto accaduto in Consiglio l’altra sera? Un semplice ritardo nell’apertura del tabacchino. E’ bastato questo per scatenare la reazione delle opposizioni consiliari. Si è parlato di ‘guerra delle nomine’, di ‘sindaco sotto scacco’ e di chissà quali interessi. Un modo poco onesto per descrivere quanto accaduto e per tentare di nascondere che ancora una volta la maggioranza ha dimostrato di essere coesa e di voler portare avanti con determinazione il programma amministrativo, nonostante l’ostruzionismo ormai insopportabile di qualche esponente della vecchia politica cittadina”.

Nei paragrafi successivi si passa al cuore del problema - porticciolo : “Non si può non evidenziare, inoltre, che tra i firmatari del documento delle opposizioni ci sono forze politiche che prima o poi dovranno dar conto del proprio operato negli ultimi anni, proprio in riferimento alla società Bocca di Puglia. Un assordante silenzio che ha il sapore della complicità e che ha contribuito ad affossare il porticciolo. Una struttura costruita con il denaro pubblico e poi di fatto ‘regalata’ al socio privato (che è anche amministratore delegato delle società miste di gestione dei marina di Leuca e San Foca, tutti realizzati con il concorso di fondi pubblici, ndr)”.

“Il Comune di Brindisi, come è noto, ha la facoltà di nominare il presidente e lo farà nelle prossime settimane – annuncia Mimmo Consales - individuando una persona capace di andare a scavare nel passato della società, nei suoi bilanci, nelle sue decisioni, in maniera tale da capire come si è giunti all’attuale situazione di passività e soprattutto se ci sono tutte le carte in regola per proseguire l’attività. E tenteremo di capire anche il motivo per cui per anni è stata praticata una tattica ‘suicida’, evitando di far funzionare la struttura e quindi rendendola anche poco appetibile e competitiva”.

Questa nomina sarà fondamentale, e vanno accuratamente evitate da un lato – nello spirito dei recenti, unanimi, emendamenti regolamentari approvati ieri l’altro dal consiglio – sovrapposizioni anche lontane di interessi diretti o indiretti (parenti e amici), mentre sono richieste competenza oltre che contabile anche nel marketing dei servizi nautici. C’è un politico con questi requisiti a Brindisi? Oppure si pescherà tra i tecnici? Qui il sindaco si gioca un pezzo di credibilità. “Rispetto a questa volontà dei brindisini, manifestata attraverso il loro sindaco, di riappropriarsi di un porticciolo atteso per venti anni, sarà interessante verificare quale atteggiamento avranno le attuali opposizioni consiliari, parte delle quali, quando erano al governo della città, hanno accuratamente evitato di mettere il bastone tra le ruote al socio privato, accontentandosi di gestire una poltroncina”, accusa ancora Consales.

Poi un riferimento all’ex sfidante della passata campagna elettorale: “Ed al consigliere regionale Giovanni Brigante, infine, rivolgo un invito: lui conosce molto bene il porticciolo e ne apprezza le sue qualità (non a caso lo ha scelto come location per le feste della sua associazione). Ci aiuti anche in sede barese a fare chiarezza su come sono stati utilizzati i fondi pubblici in tutti questi anni a Bocche di Puglia e su eventuali responsabilità gestionali i cui riverberi purtroppo feriscono gravemente i sogni e le aspettative dei tanti brindisini che amano il mare. Il rischio è di farsi qualche nemico in più, ma di ottenere il consenso di un’intera città che non vuole più restare a guardare mentre qualcuno tenta di saccheggiarla”.

Su questo punto, però, Consales farebbe prima a chiedere al suo compagno di partito Fabiano Amati, tra l’altro membro dello stesso ufficio politico della federazione provinciale del Pd, visto che dalle sue mani sono passati nei mesi scorsi i progetti legati ai nuovi finanziamenti regionali, nel caso della nostra provincia riguardanti i porticcioli di transito di Savelletri e Villanova, ed il completamento ed ampliamento di quello di Brindisi dove, dopo nove anni (è bene ribadirlo), non funziona ancora il cantiere che è una struttura fondamentale per qualificare un porto di stazionamento, per ora il più grande della Puglia.

Non è tutto. C’è anche una polemica delegata al vicesindaco Paola Baldassare, che ieri ha attribuito a Massimo Ferrarese l’aver ottenuto il passaggio della rete di centraline esterne dell’Enel all’Arpa, polemizzando con il capogruppo del Pdl alla Regione, Rocco Palese. “Giunge in grave ritardo da parte del consigliere Palese la richiesta di controlli ambientali su Brindisi. Ciò denuncia una incomprensibile distrazione istituzionale e politica. Provo a richiamare le fondamentali conquiste ottenute in virtù di un autorevole progetto di politica industriale sotto la guida del presidente Ferrarese: innumerevoli centraline prima gestite dall' Enel, ora, proprio per volontà del presidente, sono monitorate dall'Arpa; investimenti per 500 milioni di euro per ambientalizzare una centrale, che prima fra  tutte sarà dotata di un carbonile coperto in fase di costruzione”.

La Baldassarre poi conclude: “L’impegno per l’ambiente in questi ultimi tre anni è stato forte e concreto. Provincia e Comune, quest’ultimo soprattutto nell’ultimo periodo, lavorano da anni e con la schiena dritta. Provincia e Comune – conclude il vice sindaco Baldassarre - ambiscono a creare ambiti compatibili, consapevoli che una dialettica disgregatrice è infeconda al pari di una azienda che non investe nei suoi percorsi di ambientalizzazione. Questa è storia, il resto è cronaca”. Ma forse la cronaca è storia, e il resto sono storie: infatti anche qui il Pd dovrebbe ricordare alla Baldassarre (Udc), che l’accordo sulle centraline fu raggiunto dall’amministrazione di Michele Errico, e che Ferrarese ha solo firmato quel protocollo che ha avuto un percorso piuttosto lento.

Il Pdl ne approfitta e torna alla carica: “Mi chiedo – dice il consigliere regionale Pietro Iurlaro – se il Ferrarese difensore dell'ambiente e della nuova politica sia lo stesso che, nella duplice veste di patron dell'Enel Basket e di amministratore, continua a galleggiare, ammetto con un naturale talento, tra il carbone prodotto da Cerano e le sponsorizzazioni del colosso energetico alla società sportiva”. Parlando di un conflitto di interessi “sempre più marcato”, Iurlaro conclude: “Ferrarese si tolga dal collo, almeno nell'intervallo, la sciarpetta da tifoso e dimostri il suo reale amore verso l'ambiente  promuovendo la costituzione a parte civile della provincia brindisina nel processo ai 15 dirigenti Enel”.

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