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Il ristorante del Marina di Brindisi

Il ristorante del Marina di Brindisi

Porticciolo: molti debiti, poche barche

BRINDISI - Poche barche, ristorante e bar chiusi da tempo, 4 milioni di debiti (quasi tutti nei confronti del socio di maggioranza, la Igeco della famiglia Ricchiuto di Lecce). Il Marina di Brindisi continua a non funzionare. Anche se il nuovo presidente prova ad invertire la rotta.

BRINDISI - Poche barche, ristorante e bar chiusi da tempo, debiti a non finire nei confronti del socio di maggioranza: il Marina di Brindisi continua a non funzionare, e per ridare alla struttura un po' di lustro, il nuovo presidente del Consiglio d'amministrazione della società che lo gestisce, la "Bocche di Puglia", dovrà fare un miracolo. Per oggi, però, ci sono solo i debiti e i disservizi. Li ha elencati lo stesso Montanaro, mercoledì scorso, ai componenti della commissione comunale al Bilancio.

Il ristorante-bar. «La società che li gestiva, la Waterfront srl, per tutto il 2012 non ha pagato le quote previste nel contratto, arrivando ad un debito nei confronti della "Bocche di Puglia" di poco superiore ai 100.000 euro. Negli ultimi mesi del 2012 ha chiuso prima il bar e poi il ristorante ma ha lasciato all'interno sia le cucine che gli arredi, rendendo così inutilizzabili i locali», ha raccontato Montanaro ai presenti. Il valore di queste attrezzature, secondo Bocche di Puglia, ammonterebbe a circa 110.000 euro, ma la proposta di compensare il debito con quanto lasciato nei locali è stata rigettata dalla Waterfront, che invece chiede 250.000 euro. In mancanza di un accordo, il presidente percorrerà le vie legali, cercando di rientrare in possesso quanto prima dei locali. Il Marina, insomma, potrebbe rimanere a lungo, forse unico caso in Italia, senza un bar ed ristorante.

Il buco in bilancio. «Ma i problemi grossi sono quelli relativi al bilancio», dice il consigliere Riccardo Rossi (Brindisi Bene Comune): «Nel 2011 la BdP chiude con un attivo di 125 mila euro a fronte di un passivo di circa 225 mila del 2010. Questo risultato positivo è però determinato da entrate straordinarie per 208 mila euro ottenute dall'Autorità Portuale per effetto dello storno dei canoni di concessione demaniale in più pagati da BdP negli anni 2007-10». Senza tale posta di bilancio, dunque, la BdP chiuderebbe anche il 2011 in perdita, seppur minore rispetto al 2010. Il trend non sembra destinato ad invertirsi, perché le barche nel porticciolo sono sempre meno: «Ad oggi in media abbiamo circa 200 barche ormeggiate su circa 600 posti disponibili», ha detto Montanaro. «Un tasso di occupazione molto basso, che va assolutamente aumentato», replica Rossi.

Chi paga i debiti se il bilancio va in rosso? La società è controllata dalla Igeco della famiglia Ricchiuto di Lecce (55% delle quote), dalla Mari Due (23%, subentrata a ItaliaNavigando) e dal Comune (20%). I debiti accumulati negli anni ammontano a quasi quattro milioni di euro, ma ben 3 milioni 368 mila euro sono debiti proprio nei confronti della Igeco Costruzioni. «In definitiva - scrive Riccardo Rossi ò la società ha un elevatissimo debito verso il socio di maggioranza, dovuto per la gran parte ai lavori di realizzazione della struttura del porto turistico». Il debito reale ammontava a 2,5 milioni di euro, a cui si sono aggiunti 888 mila euro di interessi.

Montanaro ha dichiarato che è allo studio un piano per la gestione del debito, che nel solo 2011 ha generato oneri finanziari per oltre 150.000 euro. Il presidente del Cda tornerà di fronte ai consiglieri comunali nelle prossime settimane, non appena sarà pronto l'ultimo bilancio. Ma dal Comune vogliono vederci chiaro, e sembra che qualche consigliere sia intenzionato a chiedere una perizia dei debiti e dei lavori effettuati all'interno del porto turistico. Una cosa è certa: bisogna mettere una pietra sulle passate gestioni e invertire subito la rotta, perché di questo passo il Marina di Brindisi è destinato a diventare ancora più deserto. E a produrre altri debiti.

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