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Mesagne, cinque assessori esterni per il nuovo sindaco Molfetta

Assessori “esterni” per la squadra di governo di Mesagne capitanata dal sindaco Pompeo Molfetta che per il momento non avrà un vice su cui fare affidamento: nessuno dei cinque componenti della giunta è stato candidato alle comunali nelle liste della coalizione nata con il motto “Diamoci una mano”, tre sono donne

MESAGNE – Assessori “esterni” per la squadra di governo di Mesagne capitanata dal sindaco Pompeo Molfetta che per il momento non avrà un vice su cui fare affidamento: nessuno dei cinque componenti della giunta è stato candidato alle comunali nelle liste della coalizione nata con il motto “Diamoci una mano”, tre sono donne. Tutti al lavoro da domani mattina “per rendere intrigante il futuro della città”, come disse il primo cittadino in occasione del comizio da neo eletto.

Dell’esecutivo fanno parte, iniziando dalle rappresentanti del gentil sesso per cavalleria: Palma Librato, architetto, assessore ai Lavori Pubblici, Uso e assetto del Territorio, Centro storico e all’Urbanistica; Roberta De Netto, giornalista pubblicista, collaboratrice in passato dell’emittente tv Studio 100 e addetto stampa dell’ultima amministrazione, assessore alla Cultura, Beni archeologici e monumentali,  Museo e Biblioteca; Tecla Pisanò, in esperienza maturata nel Gruppo di azione locale, Gal Terra dei Messapi alle Politiche comunitarie, assessore all’Ambiente e Verde Pubblico; Antonio Marotta, avvocato, titolare delle deleghe alle Attività produttive, Sportello Unico e Turismo; Manuel Marchionna, avvocato, assessore alle  Politiche e solidarietà sociali e politiche giovanili.

Il sindaco ha deciso di mantenere per sé le deleghe al Bilancio, ai Tributi, all’Ecologia, allo Sport e allo Spettacolo. E soprattutto di non avere, al momento, un vice su cui contare: “In questo modo si parte tutti assieme dallo stesso punto”, ha detto nel corso della conferenza stampa che si è tenuta nel tardo pomeriggio di oggi (23 giugno) in municipio a Mesagne, dove sino a poco tempo fa è stato capogruppo di Sel. “Vedremo poi cosa succederà”.

Novità in verità non ce ne sono state, non c’è stato l’effetto sorpresa, rovinato dalle fughe di notizie che ovviamente fanno gola ai giornalisti. E’ successo, infatti, che poche ora prima dell’ufficialità delle nomine, on line circolassero già i nomi con le deleghe da assegnare. Pensare che Molfetta aveva invitato al silenzio. Pazienza. Adesso può iniziare a lavorare, in controtendenza rispetto alla passata gestione, targata Pd.

A Mesagne, il Partito democratico puntava su Francesco Mingolla, già presidente della Provincia, rimasto fermo al 42,45 per cento al ballottaggio dello scorso 15 giugno, mentre Pompeo Molfetta ha strappato il 57,55 per cento dei consensi con la lista civica che porta il suo nome, più La mia città, più la civica composta da Vizzino (senior), al servizio dei cittadini (il figlio Mauro Vizzino, invece, è stato eletto consigliere regionale nella lista Emiliano sindaco di Puglia), e ancora Mesagne al centro, Mesagne futura e Mesagne domani.

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