Martedì, 26 Ottobre 2021
Politica

Il focus di Pisicchio su rampantismo e dilettantismo nella politica dell'era Renzi

L’onorevole Pino Pisicchio, capogruppo alla Camera dei Deputati del Gruppo Misto, ha presentato venerdì sera a Brindisi, nella Sala Conferenze di Palazzo Nervegna, il suo libro I dilettanti. Splendori e miserie della nuova classe politica (ediz. Guerini e Associati, pp.137- euro 14, 50). A dialogare con il politico di Corato nel corso dell’incontro promosso dall’associazione politico-culturale Left Brindisi, sono stati Carmine Dipietrangelo, presidente dell’associazione, e lo scrittore Luigi Bisignani

BRINDISI - L’onorevole Pino Pisicchio, capogruppo alla Camera dei Deputati del Gruppo Misto, ha presentato venerdì sera a Brindisi, nella Sala Conferenze di Palazzo Nervegna, il suo libro I dilettanti. Splendori e miserie della nuova classe politica (ediz. Guerini e Associati, pp.137- euro 14, 50). A dialogare con il politico di Corato nel corso dell’incontro promosso dall’associazione politico-culturale Left Brindisi, sono stati Carmine Dipietrangelo, presidente dell’associazione, e lo scrittore Luigi Bisignani. Patrocinata dal Comune di Brindisi, la presentazione del saggio politico è stata moderata dalla giornalista Francesca Cuomo.

Pino Pisicchio, veterano della politica, ha evidenziato nel suo libro le particolarità della nuova classe politica dirigente italiana: i suoi vizi e virtù, il suo livello culturale incerto e il suo scarso radicamento sociale. Il primo argomento affrontato dall’onorevole durante la presentazione del volume è stato la particolarità del Parlamento italiano: vale a dire il suo alto tasso di turnover rispetto ad altri parlamenti del mondo. Il nostro Parlamento ha, infatti, un ricambio di parlamentari pari al 50% a legislatura. A tal proposito, Pisicchio fornisce qualche cifra: gli Stati Uniti hanno un tasso di cambiamento pari al 20%, gli inglesi hanno un turnover del 14,5-18%, in Francia è del 32-33% mentre in Germania il tasso di cambiamento è del 33-34%.

La copertina del libro di Pisicchio-2“Questo libro non guarda al passato con animo nostalgico”, precisa l’autore, “però devo anche raccontarvi cosa accadeva nella cosiddetta Prima Repubblica”, periodo in cui, ricorda ancora, erano i partiti stessi a formare il proprio personale politico perché, come sosteneva il politologo tedesco Max Weber in un’allocuzione del 1919 a Vienna, bisogna far politica avendo dentro il “beruf”.  “In tedesco “beruf” vuol dire professione, professionalità, ma vuol dire anche passione”, spiega Pisicchio che ricorda di seguito le scuole di formazione politica della Dc e del Pci. L’onorevole evidenzia invece come oggi, purtroppo, la politica si faccia per mestiere e non con la passione e la professionalità di cui parlava Weber.

Dell’autore de I dilettanti, lo scrittore Luigi Bisignani evidenzia come sia stato testimone di alcune stagioni politiche straordinarie, dalla fine della Prima Repubblica agli albori della seconda che per il saggista non è mai partita “anche e soprattutto per la morte di un grande pugliese che era Pinuccio Tatarella”. Poi di Renzi ricorda “l’assalto alla dirigenza”, quando con un gruppetto di persone ha conquistato il Palazzo in maniera entusiasmante. “Il problema qual è?”, chiede Bisignani, “una volta arrivato a Palazzo Chigi non ha “aperto le finestre del Palazzo, è rimasto chiuso in se stesso, ha stravolto ogni tipo di procedura”. “La fine della politica è un fatto grave”, rileva Bisignani ricordando come in passato all’interno dei partiti ci fosse una dialettica e una voglia di confrontarsi. “Oggi invece chi si arrabbia prende e se ne va, fonda un partito”.

Il pubblico della presentazione (2)-2Per Dipietrangelo, l’analisi di Pisicchio non dà una risposta sul perché è accaduto e sul perché non si riesce a fare i conti con la crisi della politica e la crisi dei partiti. Per il presidente di Left Brindisi, la crisi della politica, la crisi dei partiti, “è anche figlia di ciò che è stata ed è tuttora una trasformazione della società e soprattutto del ruolo che la comunicazione di massa ha avuto e ha, ieri la televisione, che persiste, oggi il web”.

Dipietrangelo prosegue affermando che il web e la comunicazione di massa hanno cambiato tutto e quindi hanno fatto nascere i “dilettanti”. Leggendo il libro di Pisicchio Dipietrangelo si è posto due domande: se i tradizionali partiti politici di massa, quelli del Novecento, siano ancora possibili, e se i partiti siano necessari. “Alla prima rispondo no, alla seconda io dico sì”, afferma Dipietrangelo. Pisicchio parla quindi del fenomeno dell’antipolitica. L’antipolitica, per l’autore, è un’onda d’urto molto grande che ha due chiavi di lettura possibili: un’antipolitica bassa e una alta.

Per Bisignani se c’è, questa grande voglia di antipolitica è anche perché c’è la crisi dell’euro, la crisi economica che sta attraversando l’Europa. “Questo fa sì che la gente in Italia sia ormai stanca e stufa, e questo porta sicuramente all’antipolitica”. Pisicchio conclude descrivendo come si svolge l’attività nelle commissioni parlamentari e in aula ed evidenziando la differenza in termini percentuali tra le leggi originate dal Parlamento in passato e attualmente. L’autore infine ha ricordato l’articolo 54 della Costituzione italiana secondo cui i cittadini cui sono affidati funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore.

Da sinistra, Dipietrangelo, Pisicchio e Bisignani-2Da sinistra, Carmine Dipietrangelo e Pino Pisicchio-2

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