Politica

Don Sturzo e l'appello alla moralizzazione della politica: incontro al Mapri

Riscoprire l’insegnamento politico di don Luigi Sturzo è senza dubbio una delle strade utili oggi per orientare i comportamenti e le scelte di chi voglia imprimere una svolta alla vita pubblica. Da qui anche l’utilità pratica dell’iniziativa promossa da Solidarietà Popolare a Brindisi, per il 27 novembre nella sala conferenze del Museo archeologico provinciale

BRINDISI – Riscoprire l’insegnamento politico di don Luigi Sturzo è senza dubbio una delle strade utili oggi per orientare i comportamenti e le scelte di chi voglia imprimere una svolta alla vita pubblica. Da qui anche l’utilità pratica dell’iniziativa promossa da Solidarietà Popolare a Brindisi, per il 27 novembre nella sala conferenze del Museo archeologico provinciale in piazza Duomo, dove alle 18,30 sarà presentato una raccolta di scritti di Sturzo dell’immediato dopoguerra, in cui venivano tracciate le regole che dovrebbero seguire coloro impegnati nella pubblica amministrazione e nei partiti: “Servire e non servirsi. La prima regola del buon politico”.

L’apertura è un articolo del 3 novembre 1946 apparso sul giornale “L’Italia”, dal titolo “Moralizziamo la vita pubblica”, e l’esortazione del sacerdote che fondò la Democrazia Cristiana era diretta proprio ai militanti di quel partito, come egli stesso precisò spiegando che non gli interessavano i giudizi degli scettici. Il tema oggi è centrale per la politica e la società italiana, e non vi è bisogno di aggiungere altro. Ci fu un altro grande politico italiano, val la pena ricordare, che 35 anni dopo, il 28 luglio del 1981, tornò a sollevare la questione morale in una intervista ad Eugenio Scalfari: il capo del partico comunista italiano, Enrico Berlinguer.

libro sturzo-2"L'immoralità pubblica – scriveva Sturzo - non è caratterizzata solo dallo sperpero del denaro, dalle malversazioni e dai peculati. Applicare sistemi fiscali ingiusti o vessatori è immoralità, dare impieghi di stato o di altri enti pubblici a persone incompetenti è immoralità, aumentare posti di lavoro senza necessità è immoralità, abusare della propria influenza o del proprio posto di consigliere, deputato, ministro, dirigente sindacale, nella amministrazione della giustizia civile o penale, nell'esame dei concorsi pubblici, nelle assegnazioni di appalti o alterarne le decisioni è  immoralità".

Dei contenuti del libro, che ha un prefazione di Giovanni palladino e una postfazione di marco Vitale (Rubbettino Editore), dopo il saluto dell’arcivescovo Domenico Caliandro, discuteranno monsignor Gastone Simoni, vescovo emerito di Prato, e lo stesso Giovanni Palladino, segretario politico di “Popolari liberi e forti”, introdotti da Giovanni Fontana, presidente di Solidarietà Popolare, mentre le conclusioni sono affidate a Mario De Donatis, presidente di Identità e Dialogo. Parteciperà anche monsignor Fernando Filograna, vescovo di Nardò e Gallipoli. Della segreteria organizzativa si occupano Paola Baldassarre e l’associazione Solinò.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Don Sturzo e l'appello alla moralizzazione della politica: incontro al Mapri

BrindisiReport è in caricamento