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Progetto del porto: rischia di finire in tribunale il braccio di ferro tra Comune e Comitato

SAVELLETRI (Fasano) - Resta altissima la tensione attorno al progetto di riqualificazione e ampliamento del porto di Savelletri, lungo il litorale di Fasano. Il Comune dopo avere degradato il Comitato per la salvaguardia del Borgo marinaro minaccia querele. Gli ambientalisti rispondono per le rime: “Se in virtù di un generico richiamo a valori costituzionalmente garantiti ed a principi che dovrebbero ispirare il vivere quotidiano di ciascun onesto cittadino, qualcuno si dovesse ritenere indebitamente offeso o tirato in ballo sì da giungere a concretizzare le minacciate azioni giudiziarie, saremo pronti a difenderci in ogni sede ed a ribadire fermamente le nostre posizioni, certi della legittimità del nostro operato e della correttezza del nostro agire”.

SAVELLETRI (Fasano) - Resta altissima la tensione attorno al progetto di riqualificazione e ampliamento del porto di Savelletri, lungo il litorale di Fasano. Il Comune dopo avere degradato il Comitato per la salvaguardia del Borgo marinaro minaccia querele. Gli ambientalisti rispondono per le rime: "Se in virtù di un generico richiamo a valori costituzionalmente garantiti ed a principi che dovrebbero ispirare il vivere quotidiano di ciascun onesto cittadino, qualcuno si dovesse ritenere indebitamente offeso o tirato in ballo sì da giungere a concretizzare le minacciate azioni giudiziarie, saremo pronti a difenderci in ogni sede ed a ribadire fermamente le nostre posizioni, certi della legittimità del nostro operato e della correttezza del nostro agire".

E così il clima si fa sempre più rovente. Nei giorni scorsi il Comune di Fasano ha formulato un'eccezione preliminare in ordine all'effettiva legittimazione da parte del Comitato a contraddire e a produrre, utilmente, osservazioni in merito ai lavori in quanto sino ad oggi, non avrebbe fornito alcun elemento istruttorio idoneo a dimostrare di essere una associazione ambientalista costituita a livello locale che persegue statutariamente ed in modo non occasionale obiettivi di tutela dell'ambiente, con un adeguato grado di rappresentatività e stabilità.

A riprova di tale tesi, il Comune ha richiamato talune sentenze del supremo consesso amministrativo e di diversi Tribunali Amministrativi Regionali riguardanti la legittimazione attiva ad impugnare giudizialmente un atto amministrativo a tutela di un interesse diffuso. Secca la replica del Comitato: "Pare doveroso (ancorché pleonastico) rammentare sul punto al Comune di Fasano come il principio di partecipazione costituisca uno dei capisaldi del nostro ordinamento, posto a presidio e a garanzia dei diritti più basilari dei cittadini, e misurando la democraticità strictu sensu intesa di uno Stato democratico: quanto più si favorisce l'ingresso dei privati nei processi decisionali, tanto più gli esiti del procedimento rispecchieranno la volontà della collettività. Tale (pletorica) precisazione si impone alla luce del curioso atteggiamento osservato dal Comune di Fasano sull'argomento: da un lato contesta agli scriventi la legittimazione ad intervenire nel procedimento, dall'altro pensa bene invece di coinvolgere direttamente e puntualmente il cosiddetto Comitato pro-porto.

La legge disciplina il diritto di intervento nel procedimento amministrativo stabilendo che tutti i portatori di interessi pubblici, privati o diffusi che possano subire pregiudizio dal provvedimento finale abbiano il diritto di intervenire nel procedimento amministrativo, presentando osservazioni e istanze concernenti il contenuto del provvedimento finale. I richiami giurisprudenziali fatti dal Comune di Fasano, invece, fanno tutti quanti riferimento alla legittimazione attiva alla proposizione dell'azione giudiziaria.

Ne discende in modo netto ed inequivocabile che il Comune di Fasano confonde inopinatamente il diritto alla partecipazione al procedimento amministrativo con la legittimazione processuale attiva all'impugnazione in via giudiziaria degli atti". Per gli ambientalisti non c'è dubbio: "Di fronte all'impossibilità di confutare quanto osservato nel merito tecnico-amministrativo dal Comitato, il Comune di Fasano invoca (indebitamente) la pretermissione dal procedimento amministrativo del Comitato stesso, in modo tale da cancellare le fondate doglianze formulate ed addivenire ad un provvedimento finale noncurante delle avverse posizioni". Gli ambientalisti, confidando nella consapevolezza che l'ufficio regionale preposto seguiterà a garantire la partecipazione procedimentale al Comitato, ribadiscono dunque la loro contrarietà al progetto, replicando alle osservazioni del Comune di Fasano.

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