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"Consales crocifisso da tutti. Ma ora serve un patto etico"

“Non abbandonate il Re morente “, recitava un film famoso, invece in questa città tutti ad affannarsi a prendere le distanze dal ex sindaco Mimmo Consales, nessuno l’ha mai conosciuto, nessuno è mai andato a cena

“Non abbandonate il Re morente “, recitava  un  film famoso, invece in questa città tutti ad affannarsi a prendere le distanze dal ex sindaco Mimmo Consales, nessuno l’ha mai conosciuto, nessuno è mai andato a cena, nessuno a fatto riunioni, nessuno ha studiato strategie e programmi per la città, tutti fanno così come fece San Pietro con Gesù, lo rinnegano.

Consales è stato espressione di un progetto politico, presentato alla città nelle ultime elezioni, che è risultato vincente, tutti erano con lui sul palco nel momento della vittoria e nel momento della gestione, ora è solo con i suoi problemi ed i suoi mea culpa. Non mi addentro nelle vicende giudiziarie, a quelle ci pensa già la magistratura in maniera egregia, né ritengo che una persona in uno stato di diritto possa essere condannato dalla piazza o dai mass- media, esistono i gradi di giudizio alla fine si vedrà.

Quindi tutti i Robespierre, i forcaioli stiano tranquilli, la giustizia farà il suo corso, ma nessuno giudichi prima fatti di rilevanza penale, a Consales va la solidarietà umana a prescindere se sia colpevole o innocente. Diverso è il giudizio politico sul suo operato, quello deve essere spietato, chiaro, netto senza ombra di dubbio, esso è stato un fallimento. Nessuno si sogni di scatenare l’inferno, farebbe bene a riflettere su suoi errori e a quelli del suo partito. Alcune affermazioni mi ricordano l’atteggiamento dei ladri di Pisa, di giorno in litigio di notte insieme a far baldoria. Dal fallimento politico di Consales nessuno può pensare di defilarsi con i giochetti della politica, soprattutto un partito storico con grandi valori quale è il PD.

Sulle istituzioni sicuramente si sono scaricate le tensioni interne, le guerre tra bande, l’incapacità di capire che la cosa pubblica è di tutti e non può essere appannaggio di microinteressi o di interessi di parte. Se il progetto politico era fallito, il PD avrebbe dovuto avere il coraggio, da subito, di uscire dalla maggioranza senza se e senza ma, lasciando gli uomini eletti al proprio destino. Ciò non è accaduto o meglio è accaduto con fortissimo ritardo, quindi le responsabilità ci sono è sono pesanti. Ora tutti sono pronti a rifarsi una verginità ,scaricando sul “re” morto tutte le responsabilità, non è così e non puo’ essere così. Esistono le maggioranze  che reggono una amministrazione con le loro responsabilità chi maggiori chi minori ma ognuno deve assumersi le proprie responsabilità.

A volte perdere  una tornata elettorale,per ricostruire, può essere salutare per tutti,per Brindisi,per l’amministrazione Comunale per tutti quei giovani quelli uomini e donne che credono in un diverso modo di fare politica. Bisogna avere il coraggio di elaborare un Patto Etico per la città che sia sottoscritto dal Centro Sinistra e dal Centro Destra e dai rispettivi candidati sindaci prima delle elezioni, nel quale si impegnano a non accettare durante il mandato amministrativo nessun consigliere eletto in un altro partito, e chi governa non può avere l’appoggio di gruppi indipendenti che si costituiscono successivamente alla tornata elettorale, se esisteranno dei fuoriusciti essi dovranno essere collocati all’opposizione in mancanza di praticabilità numerica che deve essere quella presentata agli elettori il Sindaco deve dimettersi.

Quindi fine al mercato della compravendita e fine ai ricatti dei singoli. Il sindaco eletto chiunque sia, deve impegnarsi nei confronti della città e dei cittadini che il suo primo atto amministrativo dovrà essere quello di restituire l’aumento della tassa rifiuti ingiustamente pagata.

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