Martedì, 18 Maggio 2021
Politica

“Protagonismo senile di Errico e caparbietà della sindaca o di chi per lei”

Franco Leoci: "Non pensavo di dover prendere atto della nomina non elettiva di altro sindaco: anomala iniziativa posta in essere senza osservanza della vigente normativa, quel provvedimento va impugnato al Tar"

La sindaca di Brindisi Angela Carluccio e il suo consigliere onorario Michele Errico

BRINDISI - Ho erroneamente pensato che al notaio Errico, dopo la vicenda della sua esclusione dalla candidatura  a Sindaco della città, giammai avrebbe pensato ad un rapporto di collaborazione, ovviamente gratuito,  con gli attuali amministratori comunali.

Bandiere comune di Brindisi a mezz'asta-2Detto pensamento è venuto maggiormente a consolidarsi  anche  nel momento in cui la maggioranza dei consiglieri di Impegno Sociale con in testa il fondatore, Carmelo Ugo Palazzo  e il consigliere di peso politico  Pasquale Luperti, divenuto responsabile di un gruppo consiliare in assemblea, hanno espresso forti  riserve  circa l’eventuale incarico ad Errico quale garante della trasparenza  e  legalità nel Comune, sicché  ritenendo la persona in parola di non comune intelligenza e oltretutto carica di esperienza politico-amministrativa,  forte è venuta avanti l’potesi di assistere al silenzioso ritiro dalla politica del personaggio di che trattasi.

Così, purtroppo, non è stato e la Sindaca, prima a parole e successivamente con formale provvedimento, al fine di  eliminare variegate interpretazioni o dubbi espressi in particolare dal consigliere Luperti,  ha minuziosamente  indicato  funzioni e compiti affidati in maniera  gratuita al tutore della trasparenza e legalità.

Dalla lettura dell’atto di nomina, il Pd brindisino rileva, al di là della formale esistenza nell’Ente dei  rispettivi responsabili  della trasparenza  e dell’anticorruzione, motivi di  illegittimità dell’adottato atto amministrativo,  informando che sarà interessata la Corte dei Conti  per “gli opportuni approfondimenti”: ritengo osservare che per il caso di specie non è proprio questa la strada da percorrere.

Ciò premesso e deluso per il senile protagonismo del notaio, resta solo la possibilità di un commento sulla caparbia volontà della Sindaca, o chi per lei, del nuovo disegno burocratico per la gestione dell’Ente.  Avevo già motivato l’avversione, per inopportunità ed inutilità,  all’eventuale affidamento  dell’ incarico esterno da affidare al notaio, ma non pensavo di dover prendere atto della nomina non elettiva di altro sindaco: è sufficiente annotare alcuni requisiti rientranti nell’incarico conferito, come la rappresentanza dell’Ente presso i tavoli istituzionali, o la possibilità di delega  per  l’emanazione di decreti  o atti per rivolgersi ai servizi  del Comune, o la struttura posta a disposizione per lo svolgimento dell’incarico, per convenire  che ci si trova di fronte ad anomala iniziativa posta in essere senza osservanza della vigente normativa.

E’ di tutta evidenza che, sol con riferimento al D.L.vo n. 267/2000, appare inconfondibile la illegittimità della deliberazione di incarico che non può essere superata dalla segnalazione” per  opportuni approfondimenti” alla Corte  dei Conti, ma dalla impugnazione dell’atto  presso la Magistratura Amministrativa  e fermo restando la verifica tecnico- contabile dello stesso  che ben può essere esercitata da chi ne ha diritto (Collegio dei Revisori e singoli consiglieri).

E’  appena il caso del riferimento ai dirigenti comunali che sapranno sicuramente discernere  la autonoma  operatività del settore di cui hanno la responsabilità con le “direttive”  impartite dal consigliere di nuova nomina da parte della Sindaca al fine di evitare possibili abusi di Ufficio o eventuali danni erariali.

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