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Anche a Fasano ballottaggio: sfida Rosato-Zaccaria

Lo spoglio delle 38 sezioni chiuso solo nel primo pomeriggio: il candidato delle civiche arriva al 32,63 per cento, quello del centrosinistra al 25,05. Niente da fare per Lello Di Bari fermo al 18,65: "Pago per colpa della Tari". Per Raffaele Trisciuzzi 20,77, Antonio Clarizio 2,88

BRINDISI – Secondo turno anche a Fasano, dove per l’elezione del sindaco bisogna aspettare il 19 giugno, quando saranno in campo come sfidanti Giacomo Rosato, espressione di una coalizione civica, e Francesco Zaccaria, candidato per il centrosinistra, reduce dalle primarie: il primo è arrivato al 32,63 per cento, quello del centrosinistra al 25,05. Niente da fare per Lello Di Bari, centrodestra (nella foto)

Lello Di BariNon è bastato, quindi, il turno di domenica. Non davanti alle percentuali di consenso totalizzate nelle 38 sezioni elettorali, il cui spoglio è andato piuttosto a rilento, tanto che il conteggio delle preferenze è arrivato a conclusione solo attorno alle 15. I dati ufficiali resi noti dalla Prefettura sono delle ore 14.53.

Per Rosato le preferenze complessive sono state pari a 7.990, messe assieme da Circoli nuova Fasano, Noi ci siamo, Casa del cittadino, Fasano democratica. Per Zaccaria la conta è stata pari a 6.133, preferenze arrivate da Pd, Fasano 2016, AltreMenti, In Comune.

Niente da fare per Lello Di Bari, il primo cittadino uscente espressione del centrodestra, che nei mesi scorsi era stato costretto alle dimissioni determinate da una crisi politica che evidentemente ha avuto strascichi elettorali, visto che si è fermato  al 18,65. Le preferenze totali sono pari a 4.566. A sostenerlo c’erano: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Conservatori e Riformisti, Liberi di.

Sembrava uno squadrone. E poi? “E poi è successo che se in teoria c’erano le condizioni per arrivare al ballottaggio, in pratica ci sono state congiunture negative, in primis il fatto che proprio durante la campagna elettorale sono state notificate le cartelle della Tari e sono stato accusato di essere il colpevole di una serie di aumenti. Cosa non vera”, dice. “A questo deve aggiungersi un voto di pancia che ha portato alla perdita di mille voti, a vantaggio dei pentastellati”, sostiene Di Bari a conclusione della sua analisi. Resta da capire cosa farà il 19 giugno dopo la sconfitta del primo turno.

Meglio di Di Bari ha fatto  Raffaele Trisciuzzi 20,77, il debuttante del Movimento Cinque Stelle, capace di rastrellare 5.085 voti. Fanalino di coda Antonio Clarizio con il  2,88 per cento, pari a 707 preferenze, espressione dell’elettorato cristiano-riformista. Nelle prossime ore, invece, se non nei giorni a venire gli altri aspiranti sindaco che hanno preso parte alla partita avranno tempo e modo di decidere cosa fare in occasione del ballottaggio, se cioè procedere o meno con gli apparentamenti in sostegno dell’uno e dell’altro.

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