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“Pug sia strumento di riqualificazione”

BRINDISI - “Il Pug diventi strumento di riqualificazione generale per tutto il territorio, sottoponendo ad esso la pianificazione portuale ed anche quella dell’area di Sviluppo industriale. E che la Valutazione Ambientale Strategica (Vas) diventi strumento sistematico di analisi sulle criticità, sulle sensibilità, sulle vulnerabilità, sulle capacità di carico del territorio e quindi (e soltanto quindi) sulle direttrici e sulle linee programmatiche di pianificazione urbanistica sostenibile”.

BRINDISI - "Il Pug diventi strumento di riqualificazione generale per tutto il territorio, sottoponendo ad esso la pianificazione portuale ed anche quella dell'area di Sviluppo industriale. E che la Valutazione Ambientale Strategica (Vas) diventi strumento sistematico di analisi sulle criticità, sulle sensibilità, sulle vulnerabilità, sulle capacità di carico del territorio e quindi (e soltanto quindi) sulle direttrici e sulle linee programmatiche di pianificazione urbanistica sostenibile".

E' quanto auspica il presidente del circolo Di Giulio della Legambiente di Brindisi, Enrico Favuzzi, che a margine della presentazione del Documento Programmatico Preliminare da parte dell'Amministrazione Comunale esprime una valutazione approfondita.

"Legambiente - spiega Favuzzi - ha pubblicamente condiviso le analisi contenute nel documento di "scoping" propedeutico al percorso formativo del Piano Urbanistico Generale (Pug). Condivisibili risultavano, infatti, le valutazioni sul grave impatto ambientale e territoriale degli insediamenti industriali, sulla crescita disarticolata e senza qualità della città, sulla pressione antropica e sul degrado della costa. Condivisibili erano anche le indicazioni sui piani di riqualificazione e rigenerazione urbana, sulla centralità del porto e sul futuro post industriale. Nel contempo Legambiente ha anticipato perplessità su ipotesi parziali e politiche estranee ed in contraddizione rispetto a presupposti contenuti e finalità della Vas e della pianificazione sostenibile".

Legambiente, sottolinea sempre il suo presidente, intende dare anche un fortissimo impulso alla partecipazione: "Da non limitare, alla semplice e scontata possibilità di invio delle osservazioni. Le dimissioni del Sindaco, al quale va un affettuoso augurio di piena guarigione, hanno finito, come il consiglio comunale del 25 agosto ha confermato, con il far prevalere spinte elettoralistiche e visioni di parte sull'esame sistemico e sul confronto aperto e costruttivo".

Legambiente invierà le proprie osservazioni sul Documento Programmatico Preliminare (Dpp) e sul Rapporto Ambientale Preliminare (Rap). Ma intanto ne anticipa alcune considerazioni destinate a favorire il dibattito. "Ferma restando la condivisione su analisi e su alcune indicazioni programmatiche, si riconferma - afferma Favuzzi - l'estrema perplessità rispetto a fughe in avanti che finiscono con il condizionare la normale ed inappuntabile formazione della Vas e di una pianificazione sostenibile. Soltanto per fare alcuni esempi, la questione energetica avrebbe richiesto interventi e proposte incisive in sedi più proprie (a cominciare da quelle di definizione delle Autorizzazione Integrate Ambientali) e, comunque, Legambiente nell'ambito delle osservazioni ribadirà le argomentazioni tecniche a sostegno della chiusura della centrale di Brindisi Nord e del funzionamento di tre gruppi della centrale di Brindisi Sud portando l'efficienza dell'impianto dal 35% al 45% ed utilizzando carbone a bassissimo tenore di zolfo e ad alto potere calorifico".

Per quel che attiene il rigassificatore la linea di Legambiente è netta: "Sarebbe bene fermarsi, come sempre è stato fatto, a motivare le ragioni del no al progetto unico dell'impianto nel porto.

Una darsena energetica a Cerano, peraltro prevista negli atti dell'Autorità portuale e del Ministero delle Infrastrutture, al servizio di un bacino più ampio di quello locale è in sé inaccettabile e collide con la tutela delle saline e della costa e con i principi stessi della Vas e della sostenibilità ambientale".

L'ultima stoccata proprio in tema di salvaguardia del litorale: "Da anni Legambiente chiede la realizzazione del Piano della Costa, commissionato addirittura nel 1985 ed un Piano organico di lotta all'erosione ed all'abusivismo selvaggio su falesie ed arenili, di legalizzazione dei condoni consolidati e giuridicamente fattibili e di riqualificazione".

"A ben poco servono interventi futuribili, di spostamento della litoranea e fughe in avanti su villaggi fuori dal contesto legale ed urbanistico per di più sviluppati in Consiglio comunale con un atto non consentito dallo stesso regolamento ma servono, invece, interventi immediati a tutela del ripascimento dei litorali e di riprogrammazione generale (ivi inclusi abbattimenti su ciò che insiste su falesie e litorali)".

Infine, Legambiente condivide in pieno le scelte in favore della rigenerazione urbana e della riconnessione urbanistica ed ambientale dei quartieri: "Ma proprio per questo motivo - precisa Favuzzi - vanno, tanto più in questa fase, evitate mire espansionistiche del tessuto urbano".

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