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Barbara Lezzi

Barbara Lezzi

Quasi rissa alla conferenza del M5S

BRINDISI – No alla Tap, 250 milioni per le bonifiche (non l’elemosina del governo Letta) e una svolta per il porto: è questa la sintesi della movimentata conferenza con la senatrice del M5S Barbarara Lezzi, leccese, invitata dal meet-up "Brindisi in movimento”.

BRINDISI - No al gasdotto Tap, 250 milioni di euro per le bonifiche della zona industriale di Brindisi (e non l'elemosina del governo Letta), e una svolta sul porto di Brindisi: è questa la sintesi di due ore di conferenza con la senatrice del Movimento 5 Stelle Barbarara Lezzi, leccese, invitata dal meet-up "Brindisi in movimento". Un evento pubblico che si è rivelato partecipato (sala Marino Guadalupi del Comune gremita) e molto caldo, con risse e duelli verbali tra grillini e con i "forconi". Scontri quasi fisici che fanno rimpiangere la "dialettica" tra i partiti della prima e della seconda repubblica.

IL PORTO. Più che la senatrice, sull'argomento hanno parlato due imprenditori locali, Mino Taveri e Franco Aversa, che hanno raccontato il lento declino dello scalo brindisino, inziiato nel 1994 con l'istituzione dell'Autorità portuale, ente che ha realizzato progetti inutili e che è servito solo per posizionare uomini di partito e distribuire incarichi, prebende e perfino premi di produttività ai dipendenti, che «hanno diritto a remunerazioni più alte perfino se non si ammalano durante l'anno», ha detto Aversa.

Si tratta di argomenti noti, soprattutto ai lettori di Brindisi Report.it, e la senatrice Lezzi ha assicurato l'impegno del M5S a cambiare la legge di nomina dei presidenti delle Autorità portuali, che dà ai partiti il potere di spartirsi le poltrone e la gestione dei porti italiani.

LA TAP. «Noi il gasdotto non lo vogliamo, né a Lecce né a Brindisi. Non lo vuole la Puglia e non serve all'Italia, perché è utile e non abbasserà la bolletta. È gas che sostituisce altro gas, e che non porta nessuna occupazione». Sull'argomento volano accuse al Pd, che sul progetto prima ha fatto finta di niente e poi si è opposto alla localizzazione nel Salento. Partono però anche regolamenti di conti interni, tra grillini aderenti a meet-up diversi che si fanno la guerra per il "controllo del territorio" brindisino, per la primigenitura della raccolta firme sul porto e perfino sulla scomparsa dei soldi raccolti nei vari gazebo allestiti nei mesi scorsi in città.

La discussione sulla Tap dà alla Lezzi l'occasione per allargare il campo e chiamare in causa l'Enel: «Regione, Comune e Provincia non hanno fatto rispettare le convenzioni all'Enel, che prevedevano al riconversione a metano di Cerano e la chiusura di Brindisi Nord. Ora qualcuno parla di riconversione grazie al metano della Tap, ma nessuno può imporre all'Enel di utilizzare il metano Tap. Enel deve riconvertire perché inquina e ammazza».

PROVOCAZIONI E SCONTRI VERBALI. Alla conferenza partecipano una ventina di aderenti al comitato 9 Dicembre (i cosiddetti forconi) venuti a dire alla Lezzi che anche lei come tutti i parlamentari grillini è incostituzionale e deve andare a casa. La risposta è pronta: «Non siamo incostituzionali. Se ci dimettessimo il resto del Parlamento continuerebbe l'azione normalmente. Noi chiediamo di tornare alle urne previa abolizione del Porcellum e ritorno al Mattarellum». Interviene un altro cittadino che invoca l'uscita dall'euro e accusa M5S di essere "eterodiretto": la Lezzi risponde a tono, ma nel pubblico gli animi si scaldano e si arriva quasi allo contro fisico, con "i provocatori" invitati ad abbandonare l'aula. Dopo qualche "cretino", imbecille" e altri scambi di complimenti, gli animi si rasserenano.

La sensazione è che in un periodo buio ci sia la corsa a voler apparire più grillino dei grillini, e questo per i grillini veri è insopportabile.

Alcuni video della conferenza:

https://www.youtube.com/watch?v=rBCz1IH_aLc

https://www.youtube.com/watch?v=ThdAaSo4gRY

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