Quote rosa a Oria, il testo dell'ordinanza

ORIA - Si tratta di un provvedimento assunto per ora in sede cautelare, cioè di sospensiva, ma il sindaco di Oria dovrà valutare attentamente la strada da scegliere: una è quella di resistere in ogni grado di giudizio amministrativo, ma alla fine, in caso di sconfitta, il clima in una giunta "costretta" ad accettare una donna non sarebbe dei migliori. L'altra strada è quella di prendere atto che il mondo è cambiato anche a Oria, e che il rinnovamento della politica - se è reale - richiede scelte conseguenti.

La sede del Tar di Lecce

ORIA - Si tratta di un provvedimento assunto per ora in sede cautelare, cioè di sospensiva, ma il sindaco di centrosinistra di Oria dovrà valutare attentamente la strada da scegliere: una è quella di resistere in ogni grado di giudizio amministrativo, ma alla fine, in caso di sconfitta, il clima in una giunta "costretta" ad accettare una donna non sarebbe dei migliori. L'altra strada è quella di prendere atto che il mondo è cambiato anche a Oria, e che il rinnovamento della politica - se è reale - richiede scelte conseguenti.

Per adesso la ragione sta dalla parte di Serenella Molendini, Antonietta Perrucci, Vittoria Filomeno, Simona Di Bella, tutte rappresentate e difese davanti al Tar di Lecce dall'avvocato Carlo Caniglia (mentre il Comune di Oria si è affidato all'avvocato Pietrantonio De Nuzzo). In sede di sospensiva dei decreti di nomina degli assessori e di attribuzione a suo tempo firmati dal sindaco Cosimo Pomarico, il Tar peraltro obietta che quella lesa è una previsione costituzionale.

Il regolamento del Comune di Oria non può infatti avere un peso superiore alla fonte di tutte le leggi della Repubbica Italiana, e conta molto relativamente anche la storia dei sondaggi preliminari alla nomina della giunta condotti dal sindaco - assessore provinciale Pomarico. Scrivono infatti nel dispositivo i giudici della prima sezione del Tar salentino, che, "indipendentemente da ogni problematica relativa all’interpretazione della previsione dell’art. 2, 3° comma dello Statuto del Comune di Oria, la presenza in giunta di almeno un componente di sesso femminile appare garantita dalle previsioni degli articoli 51, 1° comma della Costituzione, e 6, 2° comma del d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267".

Ciò, sottolineano i giudici della I Sezione (presidente Antonio Cavallari, estensore Luigi Viola e Massimo Santini, estensore), "in una lettura destinata a rendere effettiva e non semplicemente programmatica la necessità di 'promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del comune e della provincia'; che, del resto, tale esigenza di promuovere la presenza in giunta di assessori di entrambi i sessi non appare raggiunta dal generico riferimento ai sondaggi eseguiti dal sindaco di Oria , non apparendo almeno sommariamente dimostrata la completa impossibilità di individuare soggetti di sesso femminile in possesso della professionalità necessaria a ricoprire l’incarico".

Cosa dice la Costituzione in materia lo sappiamo tutti, forse è bene riportare integralmente il comma- in verità è il terzo - dell'articolo 6 del "Testo unico delle leggi sugli enti locali" (il già citato d.lgs. 267/2000): "3. Gli statuti comunali e provinciali stabiliscono norme per assicurare condizioni di pari opportunita' tra uomo e donna ai sensi della legge 10 aprile 1991, n. 125, e per promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del comune e della provincia, nonche' degli enti, aziende ed istituzioni da essi dipendenti". Leggi l'ordinanza qui sotto.

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