Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica

"Rossi sfiduciato da pezzi della sua maggioranza, dovrebbe dimettersi"

Le reazioni alla crisi che si è aperta nella maggioranza con la mancanza del numero legale in apertura del confronto sul progetto Edison

BRINDISI - Prime reazioni alla crisi che si è aperta oggi pomeriggio nella maggioranza, a seguito della sospensione della seduta del consiglio comunale per mancanza del numero legale, subito dopo l’intervento del sindaco sul parare sfavorevole alla realizzazione di un progetto di deposito costiero di gas Gnl, proposto da Edison, a Costa Morena Est.

Il consigliere Massimiliano Oggiano (Fratelli d’Italia) chiede le dimissioni del sindaco. “E’ preferibile la coerenza e la furia ideologica di chi ha degli obiettivi mai rinnegati (seppur anacronistici e lontani dai reali bisogni della gente) come quelli di Brindisi bene comune – afferma Oggiano -  che la ‘trafacciagine’ strumentale all'opportunismo e al mercimonio politico di quelli del Pd. Ovviamente sulla pelle dei brindisini”.

“Il Pd ha abiurato alla sua piattaforma programmatica - prosegue Oggiano - svendendo la città con l'utilizzo di un simulato pseudo ambientalismo che non gli è mai appartenuto sull'altare di alcune poltrone utili solo alla gestione del potere fine a se stesso L'aver adottato in zona cesarini una delibera di giunta di adozione del parere che avrebbe dovuto discutere e votare il consiglio comunale è stato un chiaro segnale lanciato alla sua maggioranza mettendo la fiducia all'agire politico amministrativo della sua amministrazione. La mancanza del numero legale e di pezzi importanti della sua maggioranza sulla delibera dell'impianto green di Gnl significa una inequivocabile sfiducia della quale il sindaco Rossi dovrà prenderne atto ora con le dimissioni!”. 

 "Nel consiglio comunale di ieri il sindaco Rossi ha giocato la carta della retorica e della mistificazione, ricevendo un sonoro schiaffo in faccia dalla sua stessa maggioranza. Il tentativo di far passare il proprio no ad Edison come battaglia sulla sola 'localizzazione' del deposito costiero si è rivelato un flop". Così i consiglieri comunali del M5S Brindisi Tiziana Motolese, Gianluca Serra, Paolo Antonio Le Grazie. "Molti sapevano - continuano - che la localizzazione del deposito era stata indicata da ben due anni nel documento di pianificazione energetico-ambientale dell’autorità di sistema portuale, che ha scontato un lungo iter pubblico di approvazione governativo e regionale unitamente al documento preliminare strategico al piano regolatore, senza che il comune di Brindisi battesse ciglio e sollevasse obiezioni. Si è deciso di andare avanti lo stesso - rilevano i consiglieri - facendo finta di ignorare le interlocuzioni e le mediazioni con Edison e gli operatori del porto, e si è chiesto un atto di fede al consiglio comunale; è andata male".

"Più volte ieri si è sottolineato che per il Ministero della Transizione Ecologica fosse necessaria una delibera di consiglio comunale che approvasse il parere su Edison; poi, preso atto della debacle, si è tornati sui propri passi abbracciando la tesi del parere approvato con delibera di giunta, nonostante logica vorrebbe che il 'non voto' del consiglio si traducesse in un silenzio assenso. Appare evidente - rimarcano - che per Il sindaco Rossi il consiglio comunale resta un'inutile assise e le decisioni andranno prese altrove: a detta del primo cittadino, sarà il presidente Emiliano, non sottoscrivendo alcun accordo Stato-Regione su Edison, a portare avanti di fatto una posizione di Giunta risultata minoritaria in consiglio comunale. Emiliano sappia, però, che se agirà  come anticipato da Rossi, dovrà far sue tutte le rivendicazioni del primo cittadino".

"Regione Puglia dovrà porre in essere azioni immediate e concrete a supporto di quanto sostenuto dal sindaco contro il governo sul jtf e sulla riforma Del Rio. La Regione dovrà affiancare il sindaco nella richiesta dei fondi europei per la transizione energetica con un ridimensionamento di quanto riconosciuto a Taranto e al Sulcis, e dovrà promuovere la nascita della terza autorità portuale pugliese a Brindisi (anche a costo di perdere ZES e zone franche, strumenti che, ad onore del vero, non sono stati mai presi realmente sul serio da questa amministrazione). Insomma, se Emiliano sceglierà di sostituirsi al consiglio comunale della città, dovrà andare fino in fondo abbracciando  la 'linea Rossi' su portualità e sviluppo industriale. Saremo la prima città dell’Italia repubblicana ad avere un governo oligarchico, ma forse potremmo persino trarne un vantaggio".

Articolo aggiornato alle ore 9:18 del 27 luglio (la note del Movimento 5 stelle)

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