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Referendum Costituzione: nasce un nuovo comitato per il No a Brindisi

Il Comitato è coordinato dall’avvocato Giuseppe Giordano, Federico Francioso (Unione degli Studenti), Riccardo Rossi, Mario Scivales e Federica Bruno Stamerra

BRINDISI - Mercoledì scorso, 19 settembre,  è stato costituito il Comitato per il No alla Riforma costituzionale di Brindisi città. Da tempo opera in tutto il Brindisino il  Comitato provinciale per il No che ha permesso la nascita di comitati comunali ovunque.

Ora un nuovo importante passo prima dell’appuntamento con il referendum del 4 dicembre con la nascita del Comitato per il No nel capoluogo. Il Comitato è coordinato dall’avvocato Giuseppe Giordano, Federico Francioso (Unione degli Studenti), Riccardo Rossi, Mario Scivales  e Federica Bruno Stamerra. Intenso il programma di iniziative da oggi in poi per la campagna referendaria con banchetti informativi e volantinaggi in città e eventi pubblici con costituzionalisti esperti.

ll disegno di legge costituzionale Renzi-Boschi obbedisce ad unica finalità: quella di legittimare il processo di svuotamento della democrazia politica e sociale, in corso da alcuni decenni nel nostro Paese. Si sancisce il passaggio “definitivo” dalla democrazia rappresentativa e partecipativa ad una democrazia amministrativa d’investitura, tali da consentire al Governo e al Presidente del Consiglio dei ministri di esercitare un potere progressivamente illimitato.

Si tratta dello stravolgimento dei fondamenti del nostro Statuto che all’art.1 recita: “La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione”. La riforma costituzionale trasforma il Senato in un consesso dall’indecifrabile fisionomia e cancella la centralità del Parlamento in cui tutti gli orientamenti politico-ideali devono essere rappresentati e favorisce l’affermazione dell’arbitrio del più forte, in barba la principio della sovranità popolare. Sarà quindi ancora più difficile, se non impossibile, la difesa dei diritti del lavoro, dei beni e degli spazi pubblici nonché l’esercizio dei diritti sociali come quello all’istruzione e alla salute, mentre si spalanca ancora di più la strada alle disuguaglianze. 

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