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Pd: "Articolo 1 rifletta prima di buttare fango sui propri alleati"

La replica del Partito democratico di Brindisi all'intervento di Cristiano D'Errico di Articolo 1 sulla coalizione di centrosinistra da allestire in vista delle prossime amministrative

Ho letto con sorpresa l'intervento di Cristiano D'Errico da voi intitolato “Brindisi alle prese con un PD miope ed il solito notaio” La sorpresa non sta certo nel passaggio su Michele Errico considerato che è opinione largamente condivisa che il personaggio non abbia più la credibilità – né forse la lucidità – per condizionare il dibattito cittadino.

Non sta nemmeno nel tono dell'intervento. So bene che rappresenta un vecchio vezzo di una certa sinistra autoreferenziale quello di intervenire pubblicamente per buttare fango sui compagni di partito e sugli alleati, procurando - di fatto - un favore agli avversari.
La sorpresa sta, invece, nel contenuto del discorso. Non capisco perchè mai si debba pretendere che il Partito Democratico partecipi al tavolo della coalizione senza poter apportare una rosa di nomi per la candidatura a Sindaco.

L'intervento di Cristiano D'Errico

E non capisco, soprattutto, perchè questa pretesa provenga da D'Errico ed Art. 1. Se volessi fare polemica direi che quel PD che dovrebbe “pentirsi e chiedere scusa” è quello in cui militavano D'Errico e tanti compagni che sono fuoriusciti appena qualche mese fa.

E mentre tutti gli odierni componenti della rinnovata segreteria cittadina non erano che dei simpatizzanti o semplici iscritti del PD, D'Errico e i suoi sodali hanno occupato per anni posizioni dirigenziali. Delle due l'una: o hanno partecipato alle scelte oppure sono stati incapaci di determinarne le dinamiche. In entrambi i casi si tratta di un fallimento politico che non garantisce loro alcun diritto di vietare che il nuovo Partito Democratico cittadino possa offrire il proprio contributo di nomi e programmi alla futura coalizione.

A proposito di coalizione, poi, inviterei Cristiano ad evitare di guardare la pagliuzza nell'occhio degli altri quando si rischia di avere una trave nel proprio. Difatti, se corrispondono a verità i rumors secondo cui autorevoli rappresentanti istituzionali del suo partito avrebbero assoldato personaggi che hanno avuto un ruolo fondamentale nell'elezione di Angela Carluccio, non solo il PD, ma quasi tutti i probabili compagni di viaggio, avrebbero forte imbarazzo a riconoscere Art. 1 come interlocutore per la costruzione di una possibile coalizione.

Sinceramente sarei molto dispiaciuto se l'attuale gruppo dirigente di Articolo 1 non riuscisse a conservare la capacità di partecipare al tavolo di coalizione. Lo considererei una jattura, per loro, per la sinistra e per la città. Ecco perchè – secondo ed ultimo invito – auspico che D'Errico e i suoi compagni di avventura riescano a limitare l'impulsività nel dare sfogo alla loro proverbiale grafomania e riflettano un po' di più prima di buttare fango immotivato sui loro alleati.
 

 
 

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