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Politica Ceglie Messapica

Fondazione San Raffaele replica ad Amati: "Fuorviante il riferimento a inesistenti licenziamenti"

La nota in risposta a un comunicato diramato ieri dal consigliere regionale, sulla struttura riabilitativa situata a Ceglie Messapica

Riceviamo e pubblichiamo la replica della Fondazione San Raffaele al consigliere regionale Fabiano Amati (leggi l'articolo)

In relazione al comunicato del Consigliere regionale Fabiano Amati nel quale vengono rivolte infondate accuse alla Fondazione San Raffaele precisiamo di non comprendere i toni di questa campagna aggressiva e diffamatoria nei confronti di chi per 25 anni ha prestato servizio con abnegazione e sacrificio mettendo sempre al centro il paziente e nel fermo rispetto delle leggi che continueremo ad osservare.

Fondazione San Raffaele, ente senza scopo di lucro da 25 anni garantisce a tutta la Puglia prestazioni di alta specialità riabilitativa con indubbi benefici universalmente riconosciuti. Contestiamo pertanto quanto affermato dal Consigliere Amati che dovrebbe ben conoscere le specifiche della legge da lui promossa in merito al passaggio del personale nel pubblico: personale verso il quale ha il dovere di rappresentare la realtà in maniera oggettiva e trasparente e non edulcorata così come fatto sino ad ora per mera propaganda elettorale.

Il Consiglio Regionale della Puglia il 24.05.2024 ha approvato la Legge recante “Istituzione del Centro regionale di riabilitazione pubblica ospedaliera (CRRiPOCeM) al fine di internalizzare la gestione del Presidio Riabilitativo di Ceglie Messapica configurandolo quale presidio a gestione diretta della Azienda Sanitaria Locale di Brindisi. Come previsto dall’art. 4 comma 2) “il personale in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, transita nell’organico della ASL competente nel rispetto della normativa vigente”, ossia in relazione a quanto previsto al punto c), comma 268 della Legge 234/20021 richiamata nel succitato art. 4, rispetto al personale in servizio ad oggi di 181 unità, il personale sanitario e sociosanitario che potrebbe avere diritto al transito, ai sensi della predetta norma, conta nel complesso 77 unità di cui 2 medici, 9 infermieri, 35 terapisti 28 OSS, certamente insufficienti per garantire l’assistenza agli attuali 105 posti letto. Non è previsto passaggio di ulteriori figure professionali tanto meno dei contratti a rapporto libero professionale o a tempo determinato.

Il riferimento fatto dal Consigliere Amati a inesistenti “licenziamenti” è quindi del tutto fuorviante. La Fondazione si è limitata quindi a rendere edotti i lavoratori degli effetti reali di una legge approvata in tutta fretta senza copertura ed i cui effetti ricadranno, certamente non per volontà della Fondazione, sui lavoratori stessi. Nel contempo la Fondazione nel rispetto del contratto assicura ed assicurerà l’assistenza di alta qualità a tutti i pazienti, come ha sempre fatto da 25 anni.

Quanto sopra per amore di verità confermando di essere, come sempre, pronti al dialogo nel rispetto di ogni volontà regionale.

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