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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Politica

Retroscena/ Pd spaccato, accordi e tradimenti

BRINDISI - Il Pd aveva deciso di chiedere le dimissioni del sindaco Consales, poi qualcuno ha cambiato idea. Ora, a chiedere il passo indietro, restano solo la Mariano ed Elefante. Situazione pesantissima. Tanto che, domani, il segretario provinciale Maurizio Bruno incontrerà i giornalisti alle 11.

BRINDISI - Telefonate, riunioni, accordi, cambiamenti di idee, conferenze stampa: il Pd di Brindisi oggi più di ieri è un non-partito falcidiato dall'inchiesta che ha coinvolto il sindaco Mimmo Consales, scosso dalle dimissioni del segretario cittadino Antonio Elefante, e costretto a quotidiane assemblee che inutilmente cercano di dare all'esterno l'impressione di una forza compatta. Tanto che, dopo due incontri infrasettimanali, domani il segretario provinciale Maurizio Bruno incontrerà i giornalisti alle 11 per chiarire qual è la reale posizione del Pd sul caso Consales. Ammesso che almeno lui l'abbia capita.

Da quanto risulta a BrindisiReport.it, in questi lunghissimi quattro giorni consiglieri comunali, assessori, segretari e parlamentari hanno trascorso ore e ore al telefono. E mercoledì sera la decisione era praticamente univoca: chiedere le dimissioni del sindaco, così come suggerito dai due segretari, Bruno ed Elefante.

Lo si era stabilito nella sede del partito, e i due "emissari" incaricati di andare ad informare Consales a tarda serata erano il presidente del consiglio comunale Luciano Loiacono e il capogruppo Salvatore Brigante. D'accordo anche Antonio Monetti e Salvatore Valentino, praticamente il gruppo consiliare al completo. Qualcuno nelle ore precedenti aveva contattato i vertici regionali del partito: Blasi nicchia, Emiliano propende per le dimissioni, ma è ovvio che il passo lo deve fare il partito a Brindisi.

Il mattino dopo, però, delle dimissioni di Consales non vi è traccia. Il giovedì sera si svolge il confronto tra il sindaco, i consiglieri e gli assessori. Maurizio Bruno ribadisce che le dimissioni sarebbero la soluzione migliore, ma assessori e consiglieri (tutti) fanno quadrato e si schierano a difesa di Consales. È a questo punto che Antonio Elefante perde la pazienza e annuncia le sue dimissioni, indossa il giubbotto e sbatte la porta: evidentemente non ha gradito il cambio di direzione di alcuni suoi compagni. Consales incassa la "fiducia" e il mattino dopo (ieri) tiene la conferenza stampa in cui si autodifende: «Ho commesso una leggerezza, ma non ho mai preso soldi sporchi».

Ieri sera, in federazione, l'ennesima riunione di partito, questa volta aperta a consiglieri regionali, parlamentari, Blasi ed Emiliano. Il sindaco di Bari non c'è. Blasi viene contattato al telefono e dice "sto arrivando", ma si perde per strada. Il sindaco ripete l'autodifesa, e tutti gli esprimono solidarietà umana. Qualcuno critica i magistrati. Qualcun altro lascia intendere che con mezzo partito coinvolto nell'inchiesta sulla Asl e con il sindaco indagato per la terza volta, forse sarebbe il caso di iniziare a fare un po' di autocritica.

A chiedere le dimissioni, alla fine, restano solo in due: la parlamentare Elisa Mariano e Antonio Elefante. La posizione della Mariano è chiara: «Dimissioni subito, altrimenti, se la situazione precipita ancora di più, il partito sarà travolto, e tutti voi sarete responsabili». L'aria si fa sempre più pesante, il tono di voce si alza. Il senatore Salvatore Tomaselli chiede che si esca con un documento che dia una parvenza di posizione unitaria e tutti invitano Elefante a fare dietro-front e ritirare le dimissioni. Elefante li ascolta, ma fa dietro-front in direzione della porta. Lo attenderà una nottataccia. E anche per il Pd la situazione è buia.

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