Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Politica

Intervento/ Per giunta e sindaco è l'ora della buona azione: fare le valigie

La scena del sindaco di Brindisi che, alla presenza di un folto numero di commercianti e di cittadini, si azzuffa pubblicamente con il segretario cittadino del Pd, pronunciando epiteti irriferibili,senza alcun imbarazzo e senza alcun rispetto per la dignità del ruolo che rappresenta, è stato per molti uno spettacolo degradante e mortificante

La scena del sindaco di Brindisi che, alla presenza di un folto numero di commercianti e di cittadini,  si azzuffa pubblicamente con il segretario cittadino del Pd, pronunciando epiteti irriferibili, senza alcun imbarazzo e  senza alcun rispetto per la dignità del ruolo che rappresenta,  è stato per molti uno spettacolo degradante e mortificante,  che ha procurato grande amarezza  e disagio e  che richiede una reazione da parte di tutti,  non solo in  difesa  del proprio partito o della propria coalizione,  ma in difesa della città e del ruolo che un sindaco deve rappresentare e che in futuro, speriamo prossimo, altri meglio e speriamo più capaci, possono farlo  in modo più adeguato e dignitoso.

Ci troviamo di fronte a un disastro mai verificatosi nella nostra città e la cosa più grave e che più preoccupa i brindisini,  è che proprio in questo difficile  momento,  non vi è un punto di riferimento forte nell’amministrazione e nella politica della città. Diversamente dal passato in cui, anche nei momenti di grande difficoltà, c’è sempre stata una  classe politica, su cui  i cittadini potevano fare affidamento,  guardare con fiducia, per orientarsi e uscire dal pantano in cui si erano venuti a trovare. Che purtroppo in questo momento manca, non esiste!

In questa città, ma anche in molta parte della provincia, non si è riusciti a dare vigore al progetto del Partito democratico, confinato da tempo a livelli sconfortanti  di convivenza, di dibattito, di organizzazione e  di azione politica, che lo ha  tenuto lontano dalla gente, dai suoi bisogni, come testimoniano gli sporadici contatti, che ha saputo mantenere  con i cittadini, le organizzazioni sindacali, le associazioni. Coltivati  solo in occasione delle elezioni o ridotti ad inutili improduttivi riti. Una classe dirigente che è stata incapace di cogliere ed elaborare quella risposta nuova alla pressante richiesta di cambiamento, che proveniva e proviene della gran parte dei cittadini, che pure aveva caratterizzato l’impegno fondativo del partito.

A tutto questo si aggiunge l’attività di un sindaco che  ha pensato di  legare  il destino e gli interessi della popolazione brindisina ai propri  umori, alla propria irruenza,  ai propri problemi  e pensa e vuol far credere che la vita, lo sviluppo, la sicurezza di questa città possano essere decisi da una sua illusione, da una sua trovata, da una sagra, da una manifestazione in più, oppure da un rimpasto, da una carica e per questo non esita a effettuare  incomprensibili continui cambi nella compagine assessorile e ad esasperare i toni della polemica, nei confronti di chi dissente,  che ha raggiunto ora  livelli francamente intollerabili. In cui, peraltro, è sempre più difficile tenere la contabilità di chi entra e di chi esce.

Bisogna dirlo con estrema franchezza, senza giri di parole, a  Brindisi non funziona  la cabina di comando della città, che con la sua inadeguatezza, ha travolto e contaminato tutto, aggravando i difficili e radicati problemi  di una  città, che ha perso da tempo ogni   fiducia nel futuro. Le emergenze sono diventate infatti ormai tanto pesanti da travolgere le condizioni di vita, la tranquillità di una popolazione, che  ormai vive momenti di angoscia per la disoccupazione diffusa, la chiusura di aziende, la cassa integrazione, la mancanza cronica di posti di lavoro ed il cattivo funzionamento dei servizi, rispetto ai quali l’esecutivo si dimostra, al di là delle ricorrenti chiacchiere,  assolutamente inadeguato ed impotente. 

Una situazione che richiede da parte del sindaco e della  maggioranza in Comune,  un atto di responsabilità,  di considerazione  e di amore per la popolazione brindisina, recuperando il senso del limite, rispetto al quale è necessario non andare oltre e decidere di fermarsi. Io credo che quel  limite sia stato raggiunto da tempo. Occorre solo il coraggio della presa d’atto di un fallimento politico, che è evidente nelle cose  e  nei fatti, perché quelli che scuotono il sindaco  non sono solo questioni di incompatibilità personale o di equilibrio interno, ma la conseguenza ed il nervosismo  della crisi di un progetto di città  che non è mai decollato.

Progetto che  vive solo nella solo nella mente di chi, dopo aver evocato nel programma di mandato  un indefinito percorso e una inesistente metà finale, trascina stancamente la politica di tutti i giorni, agitando continuamente quella illusione. E’ tempo,  per il  sindaco e per la sua maggioranza di fare la loro  prima ed unica buona azione per la città: fare le valigie! Con tanti ringraziamenti da parte di tutti.

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