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Ricordo/ Un umile e nobile militante che poteva dare punti a molti

Se ne è andato un altro umile e nobile militante appassionato di politica e di sinistra. Sempre al servizio degli altri. Cosimo Saracino è stato uno di quei militanti oscuri che hanno creduto nelle idee di sinistra, nei luoghi e negli strumenti con cui queste idee si potevano confrontare e per esse battersi

Se ne è andato un altro umile e nobile militante appassionato di politica e di sinistra. Sempre al servizio degli altri. Cosimo Saracino è stato uno di quei militanti oscuri che hanno creduto nelle idee di sinistra, nei luoghi e negli strumenti con cui queste idee si potevano confrontare e per esse battersi. Il suo orgoglio è stato sempre quello di dimostrare e mostrare a tutti la sua lunga appartenenza attraverso le tessere che interrottamente da Cellino San Marco a Brindisi lo hanno accompagnato sin da giovane iscritto al Pci fino all'ultimo, da iscritto al Pd.

Ha seguito con attenzione e dedizione l'evoluzione della sinistra, ed è stato parte del travaglio che ha caratterizzato i passaggi più intensi e duri di questa evoluzione. Come diceva lui "sempre dalla parte del partito”. Un partito a cui molti di questi umili hanno creduto e per esso si sono sacrificati. Un partito comunità a cui uomini come Saracino si sentivano legati "a prescindere" e di cui negli ultimi tempi Saracino, come altri, sentiva la mancanza. Si impegnava, anche se ormai lontano dai luoghi dove lui ha lavorato, abitato e vissuto, come se fosse un militante di un partito come quello di una volta e che non c'è più.

Il tesseramento (quello vero!) era per lui una occasione per andare a trovare vecchi iscritti, famiglie che lui conosceva e a cui andava a consegnare le tessere, prendere le quote per versarle al partito. Era un modo per sentirsi utile e per dare l'esempio. E lo ha fatto fino all'ultimo. In questi suoi rapporti carichi di umanità raccoglieva bisogni, stati d'animo che lui riportava ai dirigenti che se pur diversi o differenti tra di loro, erano, per lui, tutti suoi dirigenti. Così come in ogni campagna elettorale tirava fuori dalle sue carte l'elenco dei conoscenti e di elettori a cui andava a consegnare un foglio su cui era scritto a mano la sua storia di militante della sinistra e il suo appello al voto.

L'adesione al Pd, ma da sinistra-2Quante volte è venuto a trovarmi per chiedermi se andava bene e se era utile quanto aveva scritto e se le indicazioni che voleva dare erano da me approvate. L'ultima è stata per le elezioni europee. Aveva scritto su un foglio A4 con orgoglio la sua storia e chiedeva di avere fiducia nel Pd e nei suoi candidati. È stato un militante che raccoglieva fondi per il partito, si dedicava alle feste dell'Unità con sacrificio e impegno. Era presente in tutte le iniziative che si organizzavano e in tutte si riconosceva anche se molte di queste ormai erano e sono diventate solo incontri di correnti (Nella foto, l'adesione al Pd ma da sinistra).

Lui ingenuamente e per formazione non le viveva così. Ma la sua passione politica più intensa l'ha sempre rivolta ai giovani a cui amava raccontare la sua storia per indicare la bellezza della politica. Ogni volta che si avvicinava un giovane lui se lo coccolava e lo difendeva dalle insidie e dalle strumentalizzazioni. Molti di questi giovani però si sono allontanati proprio per queste insidie e per le strumentalizzazioni attivate per rispondere non tanto al loro bisogno di crescita e di formazione quanto per le ansie e le aspettative della attuale condizione giovanile.

Gli ultimi messaggi lasciati ai compagni del Pd-2Saracino era però per tutti questi giovani un riferimento, un esempio e come si dice in gergo giovanile, un "mito". Ho conosciuto Cosimino nei primi anni ‘70 da battagliero militante sindacale iscritto alla Cgil e al Pci impegnato sul suo posto di lavoro nel presidio sanitario del Cesare Braico, allora, prima della riforma sanitaria ospedale specialistico dell'Inps. L'ho conosciuto assieme al dottor Titino Paloscia, primario di quell'ospedale, socialista e iscritto anche lui alla Cgil e a cui Saracino era fraternamente legato, un legame di dedizione e di assistenza che è durato fino alla morte di Titino a suggello non solo di un rapporto umano ma anche politico tra due uomini di sinistra anche se militanti di due partiti che inutilmente ed erroneamente negli anni si combattevano e si sono combattuti (Nella foto, gli ultimi messaggi lasciati ai compagni del circolo del Pd).

A Cosimino Saracino l'ultimo saluto mio, quello di mia figlia Sarah e di mia moglie alle quali lui era paternamente legato con un affetto sempre ricambiato. Ai nipoti e ai parenti le nostre condoglianze. A chi lo ha conosciuto un appello per non dimenticare il suo esempio.

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