Domenica, 24 Ottobre 2021
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Diventò sindaco del Comune che aveva assaltato da operaio edile

E’ morto oggi a Brindisi Errico Ortese, era stato sindaco della città dal 1985 al 1987. Aveva 85 anni, ed era da tempo malato. Ortese, operaio edile, era molto noto in città ed in provincia. Dirigente sindacale prima, e politico successivamente, era stato tra i protagonisti della vita pubblica brindisina per un trentennio

E’ morto oggi a Brindisi Errico Ortese, era stato sindaco della città dal 1985 al 1987. Aveva 85 anni, ed era da tempo malato. Ortese, operaio edile, era molto noto in città ed in provincia. Dirigente sindacale prima, e politico successivamente, era stato tra i protagonisti della vita pubblica brindisina per un trentennio. Socialista, prima autonomista e poi “lombardiano” sin dagli inizi degli anni Settanta, dopo la fine del Psi seguita a Tangentopoli, era transitato brevemente, più per umana reazione che per convincimento politico, dalle parti di Forza Italia.

Militante della Cgil, era stato dirigente del sindacato degli edili, sin dalla fine degli anni Quaranta. Nel 1946, appena 17enne, partecipò alle vertenze per il lavoro che provocarono violenti scontri in città, e l’assalto da parte dei dimostranti di sedi pubbliche e palazzi privati. Ortese venne arrestato e fu processato insieme a decine di dimostranti. Venne condannato a 16 anni di carcere, ma nel frattempo intervenne l’amnistia Togliatti, e quindi tornò libero. Di quella amara esperienza Ortese aveva conservato un indelebile ricordo anche con un tatuaggio sul braccio con la scritta Cgil.

Autodidatta, come nella migliore tradizione del movimento operaio del secolo scorso, aveva ricoperto importanti incarichi nel partito sia a livello locale che regionale e nazionale. Era stato, eletto due volte, sempre nel collegio di Brindisi 1, consigliere provinciale ricoprendo anche la carica di vicepresidente dal 1964 al 1970, e poi era stato, tra l’altro, presidente dell’Iacp, della Società Trasporti Pubblici, ed anche commissario liquidatore del preventorio “Braico”.

Quattro sindaci di Brindisi - Mennitti, Ortese, Carluccio e Marchionna-2Come sindaco è passato alla storia per la determinazione che mise nel 1986 nel chiudere la centrale Enel di Cerano. Si scatenò il finimondo, con gli ambientalisti che festeggiavano e sindacati e imprenditori, in quella occasione dalla stessa parte, che premevano per la revoca dell’ordinanza. Solo le pressioni, a qualsiasi livello, e un nuovo accordo con l’Enel lo indussero a consentire la riapertura del cantiere. Ma il “partito dell’Enel” gliela fece pagare causando la crisi della sua maggioranza di centrosinistra. L’anno dopo, nell’autunno del 1987, Errico Ortese gettò la spugna e si dimise. (Nella foto a destra, quattro sindaci di Brindisi - Mennitti, Ortese, Carluccio e Marchionna)

Personaggio molto popolare e controverso, Ortese era stato anche un promettente pugile dilettante. Era dotato di un buon montante, che una volta fu costretto ad utilizzare per impedire sul nascere una rissa nella sezione “Matteotti” di Brindisi. Si racconta che da dilettante aveva sostenuto 72 combattimenti, vincendone 68. Sposato con Lidia Martina, che aveva conosciuto nel 1946 prima di essere arrestato e con la quale ha convissuto per quasi settant’anni, aveva cinque figlie. I funerali avverranno nel pomeriggio di domani. (Il ricordo è di Vittorio Bruno Stamerra)  

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