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L'onorevole Luigi Vitali

L'onorevole Luigi Vitali

Rieletto Rollo, Vitali andrà in procura

BRINDISI - Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. Questo dice l'articolo 388 del codice penale, che il parlamentare del Pdl Luigi Vitali ravvisa nella rielezione, avvenuta stamani nel corso di una riunione dell'assemblea del Consorzio Asi addirittura alle 8 del mattino, di Marcello Rollo a presidiente dell'ente, dopo che il Tar di Lecce ne aveva annullato con sentenza la prima nomina, poichè lo stesso era stato designato preliminarmente a rappresentare la Provincia con una decisione di Massimo Ferrarese giudicata prima di motivazioni. L'assemblea si è svolta in assenza dello stesso Vitali (che vi rappresenta il Comune di Francavilla Fontana) e del sindaco di Fasano, che non hanno partecipato per protesta.

BRINDISI - Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. Questo dice l'articolo 388 del codice penale, che il parlamentare del Pdl Luigi Vitali ravvisa nella rielezione, avvenuta stamani nel corso di una riunione dell'assemblea del Consorzio Asi addirittura alle 8 del mattino, di Marcello Rollo a presidiente dell'ente, dopo che il Tar di Lecce ne aveva annullato con sentenza la prima nomina, poichè lo stesso era stato designato preliminarmente a rappresentare la Provincia con una decisione di Massimo Ferrarese giudicata prima di motivazioni. L'assemblea si è svolta in assenza dello stesso Vitali (che vi rappresenta il Comune di Francavilla Fontana) e del sindaco di Fasano, che non hanno partecipato per protesta.

L'onorevole Vitali ha dichiarato a BrindisiReport.it che sta solo attendendo di mettere insieme i verbali della seduta, per allegarli ad una denuncia che sporgerà presso la procura della Repubblica di Brindisi quanto prima. "Ho telefonato sabato a Cosimo Convertino (il vicepresideinte uscente, ndr) avvertendolo che non poteva convocare l'assemblea dell'ente, in quanto componente di un consiglio di amministrazione che è decaduto assieme al presidente Rollo, informandolo delle ipotesi di reato in cui incorrebbe e invitandolo a consultare un legale, cosa che - mi ha assicurato - avrebbe fatto", racconta il deputato del centrodestra.

"Invece ci ritroviamo in presenza di un atto di arroganza e prevaricazione i cui estremi saranno accertati dalla magistratura. Inoltre - aggiunge Luigi Vitali - il presidente Massimo Ferrarese non poteva, essendo dimissionario, assume atti di straordinaria amministrazione come la designazione di un suo nuovo rappresentante in assemblea. Di tutto ciò informerò gli inquirenti, non appena avrò a disposizione gli atti dell'assemblea odierna". Per la cronaca, all'assemblea Ferrarese stavolta ha inviato il suo manager di fiducia Francesco Zingarello, presidente della Stp, mentre il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales si è fatto rappresentare dal dirigente Angelo Roma.

Per Ciro Argese, il coordinatore provinciale dell'Udc, è invece tutto a posto: "L'assemblea dei soci ha oggi infatti provveduto a reintegrare il membro del consiglio di amministrazione, in esecuzione alla sentenza del Tar Puglia. Va ricordato che Marcello Rollo era stato sospeso dal Tar solo per un difetto di motivazione in ordine alla scelta da parte della Provincia. L'assemblea dei soci di oggi, ha provveduto, come previsto dallo statuto, a reintegrare il componente mancante del Cda. Le ragioni che hanno indotto il Presidente della Provincia, all'epoca, a nominare Marcello Rollo, non sono di fatto mutate ma a differenza del passato sono state adeguatamente motivate, cosi come richiesto dal Tar, e condivise anche dagli altri soci".

Ferrarese e il resto della maggioranza che ha firmato la rielezione di Rollo, da quanto si dice, si sabbero muniti dei pareri del loro amministrativista. "Non riesco proprio a capire - conclude il segretario provinciale dell'Udc - per quale motivo, se non quello di astio e livore personale, il solito Vitali, minaccia risvolti penali in una vicenda cosi limpida e regolare sotto tutti gli aspetti. Non vorrei che questo atteggiamento, possa essere, al contrario inteso, come una minaccia ai componenti dell'assemblea dei soci, che stavano per nominare una persona a lui sgradita", afferma Argese. Ma anche in questo caso - come per la vicenda, divenuta domenica anche inquietante, di Cittadella della Ricerca - toccherà al magistrato valutare ciò che la politica ha fatto.

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