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Martedì, 18 Gennaio 2022
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Rifiuti: Enerambiente ora prova a mediare con il Comune

OSTUNI - La conferma è arrivata via posta. Una lettera indirizzata al sindaco della Città bianca, Domenico Tanzarella e all’assessore comunale all’Ambiente, Giuseppe Santoro, riapre il dialogo tra Enerambiente e la Pubblica amministrazione locale. Oggetto della missiva, l’opportunità di tornare a discutere su un’eventuale, ulteriore proroga nella gestione del Servizio di igiene urbana, a causa della mancata designazione del gestore unico per l’Ato Br/1. La data del vertice è stata fissata per il prossimo 13 ottobre. L’incontro, che si terrà a Palazzo di città, sulla carta rappresenta l’ultimo tentativo di dialogo e mediazione, dopodiché, qualora non dovesse maturare alcun accordo tra le parti, il Comune ne trarrà le conseguenze.

OSTUNI - La conferma è arrivata via posta. Una lettera indirizzata al sindaco della Città bianca, Domenico Tanzarella e all'assessore comunale all'Ambiente, Giuseppe Santoro, riapre il dialogo tra Enerambiente e la Pubblica amministrazione locale. Oggetto della missiva, l'opportunità di tornare a discutere su un'eventuale, ulteriore proroga nella gestione del Servizio di igiene urbana, a causa della mancata designazione del gestore unico per l'Ato Br/1. La data del vertice è stata fissata per il prossimo 13 ottobre. L'incontro, che si terrà a Palazzo di città, sulla carta rappresenta l'ultimo tentativo di dialogo e mediazione, dopodiché, qualora non dovesse maturare alcun accordo tra le parti, il Comune ne trarrà le conseguenze.

"Siamo aperti e disponibili al confronto - spiega l'assessore Santoro - purché da parte dei dirigenti di Enerambiente ci sia la volontà di fare chiarezza tanto sulla posizione assunta nei giorni scorsi quanto sulle pretese avanzate alla vigilia della scadenza dell'ultima proroga. Viceversa non esiteremo a considerare definitivamente chiuso il rapporto di collaborazione con la società, avviando in tempi rapidissimi l'iter per l'affidamento diretto del servizio ad altra impresa".

L'ultimo incontro s'era chiuso in maniera traumatica, a poche ore dalla scadenza (30 settembre 2010) dell'ultima proroga firmata nell'ambito del Servizio d'appalto. Le pretese esternate al tavolo delle trattative erano tali da non lasciare dubbi sulle reale intenzioni della società con sede. Una linea bellicosa quella che Enerambiente aveva affidato ai suoi emissari, giunti da Venezia per vantare crediti a sei zeri: 2 milioni e mezzo di euro, frutto a loro dire di un corretto aggiornamento delle tariffe. E di fronte al diniego della Pubblica amministrazione locale a dare seguito a tale esosa rivendicazione, i riflessi erano già scritti sulla carta. In primo luogo il ben servito ai 60 operatori ecologici, licenziati a far data dal 30 settembre scorso.

Quindi il goffo tentativo di riappropriarsi dei mezzi impegnati nel servizio. Di fronte alla resistenza del personale, altro braccio di ferro, con i vertici di Mestre decisi a replicare a muso duro, tanto da formalizzare presso la Compagnia dei carabinieri del centro veneto una denuncia di furto delle camionette. L'ordine impartito da Mestre al personale era stato infatti tassativo: sarebbero state grane legali se anche uno solo di loro avesse preso servizio all'alba del primo ottobre scorso per procedere, con i mezzi aziendali, alla raccolta dei rifiuti solidi urbani all'interno del centro abitato di Ostuni.

La responsabilità dei dipendenti ha scongiurato per il momento l'emergenza rifiuti. Ma da quel giorno si vive alla giornata. Il personale, continua ad assolvere le mansioni in regime di autogestione, dando così esecuzione a una ordinanza sindacale, con la quale è stato formalmente chiesto al personale di provvedere alla raccolta, per ragioni di ordine pubblico ed igiene urbana. E loro, gli operatori, seppure licenziati, hanno risposto tutti all'appello, garantendo regolarmente il servizio.

Dell'intera vicenda, intanto, si sta occupando per competenza la Procura di Brindisi, e precisamente il Pm Milto De Nozza. La Digos nei giorni scorsi ha evitato che gli operatori ecologici ostunesi recatisi presso il deposito Enerambiente di Brindisi entrassero nell'area privata in via Newton (i responsabili si erano opposti all'ingresso) per riprendere possesso di quattro automezzi comunali che lì si trovavano per riparazioni.

"Essendo terminata la proroga, quei mezzi, come da contratto, risultano di proprietà del Comune" aveva precisato il sindaco. A breve, dunque, si tornerà a discutere. Di tutto. Anche dei mezzi. E tutto avrà un peso, compreso la remissione della querela-denuncia.

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