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Riflessioni sull'umanità e sul valore dei suoi leader dopo gli attentati di Parigi

L’Umanità sta affrontando la crisi più grave da millenni, con la classe politica e i leader più scadenti da secoli. Non so spiegarmene il motivo, ma questa realtà è un dato di fatto incontestabile

Pubblichiamo una riflessione scaturita dagli attentati di Parigi, inviataci da Saro Lillo, originario di S.Vito dei Normanni, già dirigente del settore audiovisivi della Regione Lombardia, oggi a riposo.

L’Umanità sta affrontando la crisi più grave da millenni, con la classe politica e i leader più scadenti da secoli. Non so spiegarmene il motivo, ma questa realtà è  un dato di fatto incontestabile.  La crisi sembra simile o assimilabile a quella che ha determinato  la decadenza e caduta dell’Impero Romano. Ma forse la posta in gioco  è più ampia e non riguarda solo le vicende dei singoli stati o delle economie in competizione tra loro. Riguarda l’essere umano nel suo complesso.

Dappertutto interi popoli si spostano alla ricerca di un avvenire migliore che essi immaginano simile allo stile di vita dei paesi più sviluppati,( per nulla disposti a condividerlo con loro), che sottrae in modo insostenibile, risorse indispensabili al resto del mondo e dell’umanità.  E’ questo  il motivo per cui abbiamo leader mediocri per non dire indegni. Si muovono nell’orizzonte limitato e angusto di meschini, sporchi e indicibili interessi. Conseguentemente non sanno comprendere ciò che accade nel mondo. Pretendono di porre rimedio a situazioni senza avvedersi di averle determinate. Si comportano in modo schizofrenico e suicida. Finanziano e sostengono chi lavora alla distruzione del mondo che dicono di voler difendere.  

attentati parigi-2Stiamo assistendo ad una mutazione antropologica di livello planetario: l’Uomo vuol vivere una vita degna,  goderne legittimamente i frutti, pagandone il prezzo senza più paure di punizioni o speranze di premi post mortem.  Le religioni non riescono più ad arginare questa aspirazione ad una vita umana piena. Cercano allora di assecondarla, interpretando i precetti religiosi con criteri più aperti.  

E’ quello che sta tentando di fare la Chiesa di Papa Francesco per avvicinarsi agli uomini e cercare di accompagnarli nel nuovo percorso. E naturalmente anche per salvare il salvabile di una Chiesa che scricchiola paurosamente e per non essere spazzati via dalla storia. Le religioni monoteiste che non sono state lambite dal fenomeno della modernità, tendono a contrastare le aspirazioni degli uomini che giudicano severamente  considerandoli peccatori e blasfemi solo perché vogliono vivere pienamente  la loro vita. Da questo tipo di monoteismo vengono fuori gli assassini di Parigi.

Per far vivere a tutti gli esseri umani una vita piena occorre un nuovo modello antropologico, sociale ed  economico. Un modello fondato sulla responsabilità umana, capace di utilizzare con razionalità  e giustizia le risorse del pianeta. Ma non è immaginabile che ciò possa avvenire in modo indolore. Stiamo assistendo, infatti, ad un parto particolarmente complesso e doloroso. Disordine e violenza prevalgono nel mondo. Non c’è da stupirsene, considerando le ingiustizie e gli squilibri esistenti.  Gesù diceva, riferendosi alla Apocalisse del suo tempo: sentirete parlare “di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga” . Poi aggiungeva: “chi persevererà sino alla fine, sarà salvato”.

attentati parigi 4-2Viviamo in una nuova Apocalisse e talvolta poniamo più attenzione al suo aspetto catastrofico dimenticando che la parola Apocalisse significa rivelazione, svelamento.  Ciò non aiuta ad accorgersi della meraviglia di ciò che sta nascendo da questo parto tormentato che speriamo ci salverà, salvando l’intera umanità e il mondo. Il nuovo,  all’inizio,  riguarda solo poche persone destinate, però, ad ereditare il mondo e a risolverne i problemi.

L’inedito originariamente si presenta piccolo e può apparire addirittura insignificante. Ma gli ultimi, quelli a cui nessuno accorda attenzione, saranno i primi ad affrontare i problemi che oggi sembrano irrisolvibili. Quelli che invece pensano di essere i primi, incapaci di comprendere gli eventi diventeranno essi stessi parte del problema e verranno spazzati via. Einstein diceva: “Non si può risolvere un problema usando  la stessa mentalità che lo ha generato”.

Quella attuale non è più l’era dei maestri e dei discepoli. L’Uomo sembra volersela lasciare alle spalle.  E’ l’era dell’Uomo che si fa maestro di sé stesso, che sente, riconosce e segue la voce del Maestro Interiore, come lo chiamava Santo Agostino.  Gli epigoni del monoteismo che non ha fatto i conti con la modernità sono questi assassini. Si ergono a maestri e cercano seguaci disposti a morire, sperando nel premio celeste.

Sono assetati di sangue: del proprio e di quello degli altri. Li si vede sempre col dito alzato e lo sguardo esaltato e sussiegoso ad ammaestrare e a predicare un mondo chiuso,  rancoroso, pieno di odio e di morte.  Simili esaltati li abbiamo avuti anche noi e spesso la Chiesa li ha anche proclamati santi. Ma il resto del mondo, anche la gran parte dei mussulmani, va in un’altra direzione: quella di cercare di vivere semplicemente e naturalmente, godendo pienamente della propria vita, qui ed ora, impegnandosi seriamente in questa che è l’unica vita eterna che abbiamo e che esiste.

attentati parigi 2-2-2La rabbia e l’odio di questi assassini nei confronti del mondo occidentale laico e secolarizzato, disperatamente sazio di beni materiali, senza aspirazioni spirituali e talmente terrorizzato dalla morte da rimuoverla dal proprio orizzonte, si manifesta dimostrando che essi non la temono affatto, anzi la cercano per sé per infliggerla agli altri; per incutere loro terrore e rendere la loro vita insicura, sapendo che è la sicurezza la loro massima e  forse unica aspirazione. La stessa rabbia questi assassini la provano nei confronti di quei mussulmani che cercano una vita migliore e più libera.  Infatti sono proprio  loro le vittime più numerose e che solo il nostro eurocentrismo, la disinformazione e la volontà di semplificazione ci fanno colpevolmente dimenticare. 

L’Uomo che nasce da questa Apocalisse, anzi che si rivela, è Uomo e Dio. Desidera una vita vera, degna e libera. Per questo è consapevole che non può darsi libertà senza responsabilità, dignità senza il rispetto e il riconoscimento della dignità degli altri e verità che non riguardi l’intero Universo. Perché ad essere divino non è solo l’Uomo ma tutto il mondo. Al monoteismo va sostituito una forma più matura di spiritualità: l’Omniteismo come l’ha chiamato il grande artista contemporaneo, Michelangelo Pistoletto, che non a caso parla anche di Terzo Paradiso: il mondo dell’Uomo/ Dio, consapevole della sua umanità divina, responsabile delle sue azioni e capace di riconoscere e correggere i suoi errori, sapendo imparare da essi.

L’Uomo è un creatore e crea il suo mondo umano e divino nel quale vivere e instaurare relazioni nuove con sé stesso, con gli altri uomini e con il resto del mondo. Questo, a mio avviso,è  il senso del Terzo Paradiso di cui parla Pistoletto. Ed è in questa direzione che bisogna lavorare. Quest’Uomo sa che il mondo deve essere governato globalmente utilizzando con intelligenza, razionalità e giustizia le risorse del Pianeta vivente al quale sente di essere indissolubilmente legato e col quale instaura naturalmente rapporti di fraternità.

Penso che l'opera politica più importante che ciascuno di noi possa fare in questo momento storico non sia quella di  farci prendere dalla paura, dalla rabbia e dalla disperazione  o quella di accodarci emotivamente e direi anche banalmente a reazioni del tipo “Je sui francais” dopo essere stati mesi fa, senza costrutto, Charlie, che lasciano il tempo che trovano, e che danno fiato e sostegno a governanti senza visione, idee, statura e dignità, ma sia quella di lavorare con impegno a migliorarsi prendendo sempre più consapevolezza della grandezza dell’Uomo per esserne all’altezza, e assumersene la responsabilità, instaurando relazioni umane degne di questo nome, con chi ci sta intorno.

Dicevo sopra che l’Umanità sta affrontando questa grande  crisi epocale con leader scadenti e non all’altezza delle sfide che ci attendono. Se non facciamo nascere in noi l’essere umano capace di affrontare con intelligenza queste sfide  il mondo andrà inevitabilmente incontro alla rovina.

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