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Il sindaco di  Brindisi Riccardo Rossi

Il sindaco di Brindisi Riccardo Rossi

Rossi: “Noi sempre nella legalità”. Cannalire: “Se De Vito sa altro, andremo con lei in Procura”

Il sindaco: “Ci sono rimasto quando dice di mentalità mafiosa. Nessuno può adombrare dubbi sui nostri atti. Doveva fare l’assessore, non sostituirsi al dirigente”. Il segretario cittadino: “Ha minato la credibilità del partito”

BRINDISI – “La legalità è stata, è e sarà sempre il nostro faro. Nessuno può adombrare dubbi sugli atti prodotti dalla nostra Amministrazione: quello che c’è stato con Rita De Vito è solo dialettica politica normale in una coalizione, ma dire altro no. Se la professoressa è a conoscenza di altro, che lo dica e lo denunci nelle sedi opportune. Ma se io avessi anche solo percepito altro, sarei stato il primo ad andarmene”.

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Il sindaco Rossi

Al termine di una lunga giornata il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, ha voluto prendere la parola per rispondere a chi lo ritiene succube del Pd, politicamente in ostaggio del segretario cittadino Francesco Cannalire, e a chi alimenta sospetti sulla veridicità del cambiamento. Lo ha fatto la vice sindaco, ormai ex, e dopo Cannalire, il quale terminata la sua conferenza stampa ha raggiunto il primo cittadino a Palazzo di città.

“Per me Rita De Vito è una bravissima persona e un’ottima professionista. Non ci sono nei suoi confronti, né rispetto a Cannalire, né tanto meno a Costantino del Citerna (dirigente dei servizi sociali, ndr) questioni personali aperte”, ha detto a titolo di premessa Rossi. “Quello che è successo fa parte di una normale dialettica. De Vito, nel corso della sua lunga conferenza stampa, non ha fatto riferimento a situazione concrete, a un atto a una gara. Quel che è evidente, è che c’erano divergenze politiche che sono emerse con riferimento a due servizi, mensa e integrazione scolastica che partono con l’inizio dell’anno”, ha detto il primo cittadino. Ha parlato in maniera pacata. “Si trattava di dare gambe a progetti derivanti dalla gestione commissariale. Se lei ha altre informazioni, se sa qualcosa, allora ce lo faccia sapere. Lo stesso piano sociale di zona deriva dalla gestione commissariale: non sono stati aggiunti altri servizi”.

La verità del primo cittadino

Cosa è successo, quindi? “Credo che ci sia stato un grosso equivoco di fondo e nulla di trascendentale: semplicemente io stesso le ho detto più volte che doveva rapportarsi alla struttura dirigente, stando alla legge Bassanini e poi i dirigenti al personale. Se non c’era raccordo o se il dirigente non seguiva l’indirizzo politica, allora poteva e doveva metterlo per iscritto”, ha detto Rossi. “Cannalire e il Pd non avevano pregiudizi nei suoi confronti”.

“Io stesso ho dovuto prendere in mano la gestione della mensa scolastica quando c’è stato il cambio di gestore: io con Nicola Zizzi e Francesca (Cuomo, il portavoce, ndr) siamo andati al centro cottura. Forse Rita (De Vito, ndr) aveva altre consuetudini. Se lei però ritiene che le cose non andava da un punto di vista legale, ce lo faccia sapere e noi la sosterremo davanti agli organi preposti. A me sembra che neppure a voi giornalisti l’abbia detto”.

Cambia espressione Rossi, subito dopo: “Ci sono rimasto male quando dice mentalità mafiosa: è ben altro la mafia, è criminalità organizzata, è incidere sulla vita delle persone . Se io avessi percepito questo, me ne sarei andato. Sarei stato il primo. Invece non c’è niente di tutto questo, nulla di torbido come pure vuole sospettare qualcuno, stando alle reazioni scomposte registrate su questa vicenda”.

“Ripeto: le è stato detto di fare l’assessore e non il dirigente, non doveva rapportarsi con il personale perché non è il suo compito. Qui non siamo otto piccoli indiani che fanno quello che vogliono e nessuno è battitore libero”.

I rapporti con il Pd e il futuro

Prima di chiudere, Rossi precisa i suoi rapporti con il Pd: “Dicono che io sia ostaggio del Pd. Evidentemente c’è qualcuno che ancora non ha digerito la sconfitta elettorale. Sappia che io so gestirmi da solo, non ho auricolare, telefono. Ho diffidato Versalis, convocato il tavolo con Enel e firmato la richiesta di dissequestro per Autigno con l’assessore Roberta Lopalco”.

La scelta del vice sindaco è questione di ore. Al massimo 48: “Entro lunedì il caso sarà chiuso. Ci sarà un nuovo vice sindaco e ci sarà un nuovo assessore”. L’agenda di Rossi è fitta: A Roma al ministero dell’Ambiente per le bonifiche e poi a Rimini per l’Anci.

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Il segretario cittadino del Pd

“Mai scelta per me è stata più infelice di quella di proporre Rita De Vito come vice sindaco di Brindisi: chiedo scusa al sindaco e alla città, ma ero preso dall’entusiasmo della vittoria inaspettata, convinto della capacità mediatica della preside. Invece il Pd si è ritrovato in una macchina del fango: non consentiamo a nessuno di mettere in dubbio la legalità e la moralità del partito. E se la signora ritiene che possano esserci state malversazioni nella Pubblica amministrazione, allora siamo pronti noi ad accompagnare lei in Procura. Ma spieghi perché non l’ha fatto prima”. 

Il segretario cittadino del Pd Francesco Cannalire ha voluto spiegare le ragioni alla base della sfiducia all’ormai ex vice sindaco e della richiesta di dimissioni. E lo ha fatto nel pomeriggio nella sede della federazione provinciale del Pd, in una sala piena non solo di giornalisti. C’erano gli assessori Oreste Pinto e Tiziana Brigante, c’erano i consiglieri comunali e diversi tesserati. C’era anche il portavoce del sindaco Riccardo Rossi, il quale quando era ancora in corso la conferenza di Cannalire ha fatto sapere di avere anche lui qualcosa da dire. Ovviamente in conferenza, a Palazzo di città.

“Ha detto di aver subìto direttive, che secondo lei c’era un sistema mafioso, bene noi valuteremo le azioni da intraprendere a tutela dell’immagine del Pd”, ha detto subito Cannalire. “Intanto io sono pronto ad assumersi la personalità responsabilità di averla scelta per il ruolo di vice sindaco, pur non avendo lei alcuna esperienza, né essendo una tesserata del partito. Ora me ne pento”, ha aggiunto.

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Tre motivi alla base della sfiducia

“Tre sono stati motivi per i quali c’è stata la sfiducia: in primis istituzionali perché De Vito ha dimostrato scarsa capacità nella comprensione del ruolo che le è stato affidato ed è entrata in conflitto con le istituzioni, a partire dallo stesso sindaco”, ha spiegato. “In secondo luogo motivazioni politiche perché nella gestione dell’integrazione scolastica e della mensa ha dimostrato scarsa sensibilità, arrivando persino a mettere a rischio 200 posti di lavoro. I problemi sono stati risolti solo perché il sindaco ha avocato a sé le questioni. E se il Pd ha atteso per sfiduciarla, l’ha fatto solo avendo la necessità che i due servizi fossero avviati”.

“Ci sono anche motivi amministrativi: con riferimento al canile, lei davanti a una gara pubblica per la quale c’era già un vincitore, ha deciso di chiamare altre aziende. Ed è stata bloccata sul nascere questa situazione a tutela del buon nome dell’Amministrazione e di quello della stessa De Vito”, è andato avanti Cannalire. “Ha dimostrato anche scarsa capacità nella gestione della cosa pubblica, il che ci ha spiazzato essendo una dirigente scolastica”.

Quanto, poi, alla questione morale: “Ha minato la credibilità e l’autorevolezza della figura del vice sindaco, la quale tra l’altro a riunioni convocate regolarmente ha partecipato poche volte. E noi del Pd siamo stati costretti a mettere le toppe alle sue dichiarazioni sugli organi di stampa. Dichiarazioni che hanno creato imbarazzo al partito”.

“Andremo avanti con il programma elettorale, ben consapevoli che ci sono e che ci potranno essere emergenze. Ma è proprio per questo che esiste il partito: continueremo a essere pungolo affinché non si perda il lavoro fatto sino ad ora”. Il pubblico ha applaudito.

L'assessore Pinto e la querela

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La parola è passata all’assessore Oreste Pinto: “Non sento di vivere in un sistema mafioso, questo partito non è mafioso, io non sono mafioso, Tiziana Brigante non lo è. Con orgoglio portiamo la bandiera del Pd. Strano che De Vito pensi cosa del genere se fino a qualche giorno fa pubblicava post dicendo stiamo facendo questo e quello. Falso, poi, che io abbia rilasciato dichiarazioni sui disabili così come le ha riferite lei. Motivo per il quale ho già dato incarico a miei legali di procedere per sporgere querela per diffamazione”.

Quanto alla lettera di dimissioni, secondo Cannalire sarebbe stata la stessa preside a darne copia alle opposizioni quando ancora non era stata protocollata. Lettera che secondo l’ex vice sindaca avrebbe dovuto indicare il riferimento a motivazioni personali. “Era solo per una questione di rispetto nei suoi confronti”, ha detto Cannalire. “Era un consiglio, ma lei anche in questa occasione ci ha ricordato il suo modo di fare elettrico, mentre noi – per assurdo – l’avremmo anche ringraziata. Abbiamo cercato di aiutarla, cercavamo una fine tranquilla, ma temo che lei sia eterodiretta da qualcuno che la sta usando per strumentalizzazioni politiche”.

“Nella conferenza stampa De Vito cade in una evidente contraddizione: da un lato parla di direttive, mai date e imposte, dall’altro chiede accompagnamento. Delle due l’una: deve mettersi d’accordo. Non ha compreso il ruolo che le era stato affidato”, ha tenuto a sottolineare il segretario cittadino del Pd. Per Adriana Policicchio, dirigente del partito, ex funzionario del Comune di Brindisi, la prof avrebbe “confuso condivisione con dipendenza”. “Noi – ha detto – non abbiamo mai chiesto che dipendesse dal Pd, ma che ci informasse su quello che stava facendo. Lei si aspettava che gli altri la chiamassero. A maggiore ragione perché ha ammesso lei stessa di essere inesperta avrebbe dovuto condividere”.

Il piano di zona e il dirigente dei Servizi sociali

Sul piano di zona, la replica di Cannalire: “Fu lei a dirci di metterci l’anima in pace perché la Regione ci avrebbe commissariato e noi le chiedemmo di fare il possibile, scrivendo anche una lettera che lei fece. A modo suo. Ha scambiato autonomia con tirannia, voleva fare tutto da sola, ma una persona per quanto brava sia, non ci riesce”.

Rispedite al mittente anche le dichiarazioni relative al dirigente del settore Servizi sociali, Costantino del Citerna, ritenuto uomo nel Pd: “Non è di Brindisi, è al Comune da anni e mai ha espresso vincoli politici. Vero è che come dirigente ha sempre assunto il comportamento del buon padre di famiglia, perché ci sono responsabilità. Né è vero che io abbia mai detto che così facendo sarei stato costretto a scegliere tra lei e del Citerna. Il sindaco può dirlo”.

Le questioni personali

“Con le dimissioni le abbiamo fatto un favore. E’ una vittima del sistema e lo dico sarcasticamente. Io più volte le ho chiesto di sforzarsi per trovare un equilibrio con assessori, consiglieri e personale del Comune. Ecco, questa è l’unica direttiva che le ho dato”.

Ultima domanda a Cannalire su quello che per De Vito è stato un colpo basso, quando le è stato chiesto di farsi vedere in pubblico con qualcuno per mettere a tacere dicerie. “Lasciamo stare”. Incalzato, il segretario cittadino il Pd ha detto: “A livello confidenziale, quando si parla con una persona che si considera amica, posso anche averla detta questa cosa. E finiamoli qui”. Impossibile, visto il contesto.

Le reazioni

Ernestina Sicilia"È deludente registrare a meno di quattro mesi dall’insediamento di una nuova amministrazione, che ha fatto dei valori di legalità, efficienza amministrativa ed autonomia dei futuri uomini di governo, i vessilli della campagna elettorale, che tutti questi valori sono insabbiati a favore di conduzioni personalistiche della cosa pubblica, che alcuna ricaduta positiva avranno per la comunità dei cittadini”, ha commentato questa sera Ernestina Sicilia, coordinatrice cittadina di Forza Italia.

E riferendosi alla propria esperienza politica: “È ancora più triste quando, registrando la propria sconfitta nella campagna elettorale e facendo autocritica per un programma casomai non ben veicolato alla gente che non ti ha scelto, decidi che farai opposizione utile, ragionata e riflettuta, comunque a favore della città e persuadi i tuoi consiglieri eletti, che dovranno impegnarsi a fare ciò”.

“Ma quello che stiamo ascoltando in queste ore è davvero sconcertante – conclude Ernestina Sicilia -. Davvero questa città non la si può amministrare secondo legalità ed efficienza? Davvero questa città non può avere consiliature di governo fisiologiche?”.

Interrogativi, riflessioni e proposte da fare saranno al centro della riunione del coordinamento cittadino di Liberi e Uguali, uno dei partner dell’attuale maggioranza di governo della città, che si riunirà lunedì 22 ottobre, assieme ai suoi consiglieri comunali e amministratori. Meno di 48 ore per la valutazione dei fatti e delle dichiarazioni di Rita De Vito, del sindaco Riccardo Rossi, e del Pd.

massimiliano oggiano-3-3Il vicepresidente del consiglio comunale, e consigliere di Fratelli d’Italia, Massimiliano Oggiano, chiede che il sindaco riferisca subito all’assemblea elettiva e alla città cosa è accaduto. “Dopo le dichiarazioni della ex  vicesindaco in conferenza stampa  o il Pd la deve denunciare per falso oppure "c’è un evidente tentativo di influenzare l'attività della pubblica amministrazione”.

“Se fosse vero quanto affermato dall'ex vicesindaco, il sindaco Riccardo Rossi è stato testimone (cosciente?) di un pesante ed inquietante  tentativo di  condizionamento  di scelte amministrative nell'ambito dei servizi sociali (dove ruotano molte cooperative ed interessi economici legittimi ma evidenti) da parte del Partito Democratico dal quale avrebbe già dovuto prendere le distanze (sempre che risponda al vero quanto denunciato)”.

“Diversamente – conclude Oggiano -  lo stesso sindaco ne è complice politico e morale. Venga immediatamente in consiglio comunale il sindaco Rossi a riferire alla città quanto accaduto.  Diversamente ne chiederemo noi, con le altre forze di opposizione sane, la convocazione cosi come da regolamento”.

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Dal Movimento CinqueStelle le seguenti dichiarazioni: "Dalle gravissime dichiarazioni della professoressa De Vito emerge che: un intero settore strategico della nostra città (servizi sociali) viene direttamente gestito da un partito; tale formazione politica ha il controllo diretto sul relativo dirigente senza nessuna possibilità di intervento da parte di giunta, sindaco ed assessore di riferimento; il settore servizi sociali è assolutamente inefficiente ed incapace di attrarre fondi regionali ed europei, pesando in maniera preminente sulle casse comunali; nonostante esistano dei servizi affidati in gestione a delle cooperative non se ne conosce neppure l’esistenza poiché non esiste un sistema che indirizzi i cittadini; mansioni ed incarichi all’interno delle cooperative che offrono servizi nel sociale viene discussa fuori dalle sedi demandate".

E ancora: "il sindaco non ha alcuna possibilità di contraddire quanto deciso dal partito di maggioranza ma è solo un mero esecutore di ordini, incapace persino di ottenere il posticipo delle dimissioni della sua vice. Se tali accuse fossero confermate avremmo la prova del fallimento sul nascere del progetto di cambiamento  tanto sbandierato da Riccardo Rossi. A tale presa d’atto dovrebbe seguire un unico atto di onestà e coerenza.. le dimissioni". Impossibile, quindi, mettere il punto. Il caso resta aperto.

Le dichiarazioni della segreteria cittadina del Partito Repubblicano: "Nei governi di coalizione, a qualsiasi livello, è evidente che la capacità di condizionamento politico dell’Esecutivo da parte dei partiti della coalizione aumenti sensibilmente. Certamente più grave è se questo condizionamento si estende anche alla struttura burocratica fino a giungere ad esautorare, di fatto, l’organo politico preposto alla guida di un determinato ramo dell’amministrazione".

"E’ questa - affermano i repubblicani - la parte che più ci preoccupa delle dichiarazioni rese dalla Dottoressa De Vito. L’ex vice sindaco, nella conferenza stampa e nelle dichiarazioni rese a margine, infatti, ha denunciato l’esistenza di un “sistema” all’interno del settore Servizi Sociali, che tenderebbe ad emarginare l’organo politico a beneficio del Dirigente di settore, a sua volta estremamente sensibile alle indicazioni di un partito politico piuttosto che a quelle dell’Assessore al ramo. Da quelle dichiarazioni rileviamo la giustezza della nostra proposta di istituire una Commissione di vigilanza e di controllo che dia modo a tutti i Consiglieri Comunali, ed in particolare a quelli di opposizione, di esercitare con efficacia la funzione di indirizzo e di controllo".

"Non a caso - prosegue il Pri - nella mozione con cui abbiamo presentato la proposta di istituzione della Commissione abbiamo messo in rilievo come la riforma Bassanini, nell’attribuire sostanzialmente alla struttura burocratica ogni competenza in materia di gestione abbia, di fatto, affievolito il potere di controllo delle opposizioni rafforzando, invece, quello di coloro che esercitano le funzioni di governo, ed inevitabilmente dei partiti di cui lo stesso governo è espressione, atteso che ha, sostanzialmente, aumentato il grado di politicizzazione della burocrazia comunale, in modo speciale di quella dirigenziale, visto che gli incarichi dirigenziali sono revocabili a discrezione degli organi di governo politici".
 

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