Martedì, 26 Ottobre 2021
Politica

Salta il tavolo delle opposizioni: i 17 litigano e si rincorrono, il notaio se ne va

Riunione incandescente tra i consiglieri dei Coerenti e gli altri 15 nello studio di Carmelo Palazzo: gli animi si sono riscaldati quando D'Attis è tornato a parlare di commissariamento: "A casa subito, riflettiamo sulle elezioni", ripete lui. Ma Luperti e Rollo lasciano l'incontro: "Siamo incapaci di fare politica". Raffica di telefonate. Domani forse ci riprovano

BRINDISI  - Pomeriggio lunghissimo vissuto nello studio del primo contestatore dell'Amministrazione Carluccio, Carmelo Palazzo, chiuso senza arrivare a mettere nero su bianco le firme dei 17 consiglieri comunali che da questa mattina ripetono di volersi dimettere per sciogliere subito le Assise e andare al voto. In teoria tutti d'accordo, nella pratica per niente se dopo il confronto la conclusione è stata una lite di cui i brindisini avrebbero fatto a meno con il riconcerrersi andato avanti per quattro ore. Ma è successo anche questo.

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I 17 promessi dimissionari sono stati capaci persino di litigare dopo aver chiamato il notaio Roberto Braccio, diventato spettatore di una diatriba che non ha fatto altro che alimentare il convincimento che non ci sia una squadra che voglia davvero far cadere la sindaca. E lei, o chi per lei, che di strategia politica hanno dato dimostrazione con la lettera di (no)dimissioni ora sperano di riuscire a restare alla guida del Comune. Ed è stato il notaio a mettere la parola fine al tira & molla tra i consiglieri, quando attorno alle 21,20 dopo aver visto e sentito di tutto ha fatto presente di dover andare via, con l'educazione che lo ha sempre contraddistinto. Ci riproveranno, forse, domani. Per la serie non c'è due, senza tre. Due tentativi falliti di dimissioni, con ritratto non positivo consegnato alla città. L'appuntamento è per le 19. Dove? Non si sa.

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Cosa è successo davvero dopo che il portavoce della sindaca ha comunicato le dimissioni di Angela Carluccio con la sua volontà di ripartire? Alle 17, 15 tutti i promessi dimissionari si sono visti in via Sicilia. Caffè e strette di mano, qualche foto a favore dei giornalisti, poi tutti chiusi: l'utimo scatto che li vede tutti assieme è delle 18, seduti attorno al tavolo della stanza, ancora con la tovaglia delle feste di Natale. Pasquale Luperti, primo firmatario della mozione di sfiducia, accanto a Carmelo Palazzo, in ordine di tempo il primo ad essersi allontanato dalla sindaca e dalla coaluzione (subito dopo la proclamazione degli eletti).

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Accanto a Luperti, Nando Marino rivale diretto di Carluccio, e poi  Marika Rollo che i centristi hanno portato in Consiglio provinciale con l'obiettivo di ricucire ciò che ritenevano uno strappo. Dall'altra parte Antonio Pisanelli, che nel centrosinistra sta stretto essendo uomo di destra a cui deve piacere la Convenzione blu dei Cor se ha condiviso ieri sera il post dei fittiani. E Mauro D'Attis, espressione di Fi, autore della richiesta di confronto, di avviare un dibattito prima delle firme. Che non ci sono state. E' bastato che qualcuno pronunciasse la parola commissariamento per scatenare il finimondo.

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C'è stato chi ha alzato la voce, altri che hanno lasciato il proprio posto. Luperti e Rollo se ne sono andati, mentre Riccardo Rossi tentatava di parlare e li ha raggiunti sino all'auto. Scene che ci si aspettava di vedere quando di mezzo ci sono liti tra coniugi o fidanzati. Invece è successo tra consiglieri comunali che subito dopo hanno iniziato a rilasciare interviste davanti alle tivvù locali da un lato per respingere ogni responsabilità su quanto accaduto, dall'altro per ripetere di essere tutti d'accordo sul fatto che non ci sia futuro.

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Scene da reality che di solito fanno impennare gli ascolti. In politica non dovrebbero avvenire. I brindisini hanno visto anche questo: l'auto di Luperti e Rollo che va via, il capogruppo dei Coerenti che ha ammesso: "Siamo incapaci di fare politica, dobbiamo andare via dalla politica, non sappiamo fare sintesi". Ed è stato l'inizio del valzer delle telefonate andate avanti sino a sera, di consiglieri che sono andati via e poi tornati.

Non sono più rientrati Luperti, Rollo e Palazzo. Nulla di fatto dopo una giornata. Domani? Un altro giorno, si vedrà. Brindisi non meritava anche questo.

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