Politica San Vito dei Normanni

San Vito, in eredità dal centrodestra la mina delle finanze dissestate

I revisori: “Criticità da risolvere subito, altrimenti possibile scioglimento”. Il presidente del collegio, Franco Leoci: “Il Comune rischia di finire nelle sabbie mobili”. Dura prova per la nuova amministrazione Conte

SAN VITO DEI NORMANNI – Venti anni di governo del centrodestra hanno lasciato il segno a San Vito dei Normanni: se ne sente l’eco dando un’occhiata al bilancio del Comune che si chiude sì con un avanzo, ma interamente vincolato, e le previsioni non sono affatto rosee tanto che la tradizionale festa patronale del 12 luglio prossimo avrà un tono dimesso. Le condizioni di salute dell’ente, sul piano economico-finanziario, sono precarie a sentire i revisori dei conti, i quali hanno suonato più volte il campanello d’allarme, chiedendo manovre a stretto giro per invertire la rotta. Vuole cambiare verso il neo sindaco Mimmo Conte, espressione di una coalizione di centrosinistra con il Pd al timone, ma non è affatto facile.

Lo ha detto in campagna elettorale, lo ha ribadito in occasione della presentazione in piazza della sua giunta e lo ha ripetuto al collegio di controllo interno che ha voluto incontrare di persona nei giorni scorsi, visto che dal 15 giugno, giorno della sua elezione al ballottaggio, sino al primo luglio, il presidente  dell’organo, Francesco Leoci, e i componenti Ezio Filippo Castoldi ed Francesco Gallo, hanno scritto una lettera dopo l’altra, raccontando lo sfondo della pesante eredità lasciata dalla gestione passata.

L’ultima nota, infatti, ha per oggetto la “informativa urgente sullo stato finanziario dell’Ente”: “Trattandosi di una nuova amministrazione – si legge – appare giusta la conoscenza di particolari problematiche che, in caso contrario, possono condurre nelle cosiddette sabbie mobili dalle quali, purtroppo, il segno distintivo è la inoperosità amministrativa”. I nodi sono stati evidenziati nel parere sul rendiconto del 2014, approvato dal commissario prefettizio Maria Antonietta Olivieri che ha traghettato il Comune dalle dimissioni del sindaco Alberto Magli, candidato alla regionali nella lista dei fittiani, alle elezioni.

Sono undici, le questioni critiche. La prima riguarda “il continuo ricorso ad anticipazioni di tesoreria dal 19 febbraio scorso”, un ricorso quindi “giornaliero”, in violazione del principio secondo cui dovrebbe essere un’eccezione e non la regola, ecco perché l’organo di controllo interno ha “invitato a voler tempestivamente intervenire sugli uffici competenti per porre in essere idonei provvedimenti atti a evitare il ripetersi” di tale condizione, a cominciare dal piano di rientro sulla base di indici attendibili e di tempi definiti con riferimento al bilancio pluriennale che dovrà essere sottoposto al consiglio comunale.

La nuova assemblea consiliare sarà in carica da questo pomeriggio: alle 17 di oggi (4 luglio) è prevista la cerimonia di proclamazione degli eletti. Altri punti: San Vito non ha ancora “aggiornata l’inventario generale”, per cui non è possibile “attestare la completezza e l’attendibilità del conto del patrimonio”; non ha provveduto alla determinazione della cassa vincolata; non ha un regolamento di contabilità aggiornato alle nuove disposizioni di legge; ha una “scarsa capacità nel porre in essere un’efficace lotta all’evasione tributaria, con particolare riferimento alla tassa sui rifiuti” e secondo i revisori continuando di questo passo è possibile che ci siano danni di natura patrimoniale causati dalla “perdita del diritto ad accertare per intervenuta prescrizione”. Per la Tarsu l’importo è pari a 218.726,14 euro.

Non è tutto. E’ stata rilevata anche una “criticità nella programmazione degli investimenti”, è stata contestata la mancata attuazione della “struttura operativa a cui è affidato il controllo di gestione” e con riferimento ai debiti fuori bilancio riconosciuti l’anno scorso, gli atti “non sono stati inviati alla Corte dei conti”. Il Comune non ha neppure eseguito l’accertamento straordinario dei residui, “nonostante le numerose richieste all’apparato burocratico, persino rivolte dal commissario prefettizio”, è scritto nell’ultima lettera firmata dal presidente Leoci.

“Ad oggi non risultano che segnali che pur volendoli definire nebulosi è un eufemismo”. “Stando così le cose, questo Collegio, nel confermare il ruolo collaborativo con l’ente, ritiene di dover suggerire la ‘imposizione’ all’intero apparato burocratico per la definizione immediata di quegli atti, senza i quali è segnata la via dello scioglimento degli organi di programma e di gestione nei confronti della comunità amministrata”.

Nonostante gli ostacoli, non si scoraggia il primo cittadino, abituato a scontrarsi con quel che non sembra possibile, avendo una grossa esperienza da poliziotto alle spalle che l’ha portato a diventare vice dirigente della Squadra Mobile a Brindisi. Conte un’impresa l’ha già portata a casa, visto che al suo debutto in politica ha seminato il candidato sindaco Silvana Errico, sostenuto dallo squadrone organizzato dal centrodestra, unito con Fi e Oltre con Fitto, che sperava di lasciare la bandierina in cima al palazzo del municipio. Sconfitta sonora.

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