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San Vito: le nuove assunzioni al Comune approdano in Consiglio, il Pd all'attacco

SAN VITO DEI NORMANNI – Dalle accuse di “presunta Parentopoli” al dibattito in Consiglio comunale. A San Vito dei Normanni si è discusso dell'interpellanza consiliare dei consiglieri del Pd Masiello, Greco e Longo avente per oggetto l’inopportunità della delibera di assunzione a tempo determinato di un ragioniere, Giacobbe Longo, come membro dello staff del sindaco.

SAN VITO DEI NORMANNI - Dalle accuse di "presunta Parentopoli" al dibattito in Consiglio comunale. A San Vito dei Normanni si è discusso dell'interpellanza consiliare dei consiglieri del Pd Masiello, Greco e Longo avente per oggetto l'inopportunità della delibera di assunzione a tempo determinato di un ragioniere, Giacobbe Longo, come membro dello staff del sindaco.

Già nei giorni scorsi si era parlato di un esposto presentato da un privato cittadino nei confronti della pubblica amministrazione, in cui si faceva riferimento ad una presunta "parentopoli". Nell'esposto veniva chiesto al sindaco ed alla Giunta di prendere in considerazione l'opportunità di revocare la delibera in questione. In particolare, per quanto riguarda l'assunzione dell'ingegnere Celino si è sottolineato il fatto che l'Ufficio Tecnico Comunale avesse già nel proprio organico la figura apicale, assunta con concorso pubblico, che poteva ricoprire il posto di responsabile di settore e che ragioni di opportunità e di rispetto delle pari opportunità per tutti gli eventuali interessati avrebbero consigliato l'adozione di una procedura di selezione pubblica.

Per l'incarico assegnato invece al ragioniere Giacobbe Longo nello staff del sindaco sono state spiegazioni sul motivo per cui fosse stata adottata la delibera, in un momento di crisi economica e finanziaria, che rischia di vedere tagliati fondamentali servizi al cittadino e rappresenta un notevole aggravio di spesa per le casse comunali. In più sono state chieste spiegazioni sui compiti e le mansioni dello stesso Longo, poiché dal Curriculum Vitae sembrerebbe avere competenze limitate all'area economica dell'ente.

In Consiglio è arrivata la risposta del sindaco, che dopo aver espresso amarezza "per il linguaggio poco responsabile utilizzato nelle interpellanze", ha ribadito la piena legittimità giuridica delle delibere. "Il decreto Brunetta - ha spiegato il sindaco - non è stato violato perchè la norma cui fanno riferimento le interpellanze si riferisce esclusivamente ad incarichi dirigenziali di pubblico impiego, che non sono i casi in esame". Magli ha inoltre ricordato i pareri autorevoli dell'Anci (Associazione nazionale comuni italiani) e della Corte dei conti a favore della legittimità delle assunzioni e dell'assegnazione di incarichi esterni. "Un simile incarico fu assegnato dal Comune di San Vito nel 2004, con l'Amministrazione di centrosinistra". Poi ha descritto gli ottimi curricula di Celino e di Longo, e ha illustrato il contenuto dell'articolo 90 del Tuel, secondo il quale lo staff del sindaco ha funzione di supporto e non di obiettivi. "Non è la prima volta - ha concluso Magli - che gli amministratori pubblici sono vittime di esposti alla Procura, ma nella mia carriera a questi ultimi non hanno mai fatto seguito condanne giudiziarie". Su richiesta dei consiglieri, sono state anche fornite le cifre dei compensi mensili netti attribuiti agli incaricati esterni: 1.586,83 euro per l'ingegnere Celino e 1.215,53 euro per il ragioniere Longo.

La risposta del sindaco è stata giudicata "evasiva e non esauriente" dal consigliere Longo (Partito Democratico). "Il nostro intento - ha detto - era solo quello di aprire in città il dibattito per elaborare insieme a tutte le forze presenti in Consiglio una sorta di Codice etico degli amministratori. All'origine delle due delibere non c'erano motivazioni di urgenza che impedissero l'assunzione attraverso una valutazione comparativa e concorsuale dei curricula". Insomma, pur lodando i curricula dei due incaricati, Longo ha spiegato come non fosse eludibile un concorso pubblico. Poi Longo ha citato le sentenze n.103 e n.104 del 2007 della Corte costituzionale, precisando al sindaco che i beneficiari di tutti i contratti a tempo parziale non devono essere in rapporto fiduciario con la Giunta Municipale, perché ciò contrasterebbe con l'articolo 97 della Costituzione e con i princìpi di buon andamento, imparzialità e fedeltà dell'apparato amministrativo alle sole istituzioni ma in rapporto fiduciario con tutti i cittadini. Greco, anch'egli del Pd, ha poi chiarito che il quesito fosse relativo al fatto che le competenze del ragioniere Longo fossero circoscritte all'area ragioneristica ed economiche e quindi non si comprendeva il suo ruolo all'interno dello staff del sindaco.

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