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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Politica San Vito dei Normanni

Sardelli: “Ho detto no a Berlusconi”

ROMA – “Berlusconi mi aveva chiesto di votare la fiducia a livello amicale, mi ha detto di farlo per la nostra amicizia, ma io ho risposto che per il bene del Paese avevo fatto una valutazione politica e non personale”. Fa quasi più rumore dei 316 sì conquistati sul filo di lana, il gran rifiuto al cavaliere da parte del parlamentare sanvitese Luciano Sardelli. Nel giorno della conta in Parlamento, nelle ore in cui il Governo era impegnato a racimolare consensi ed appeso ad una manciata di voti, i fari sono rimasti a lungo puntati su lui. Che fino in fondo ha resistito alle lusinghe del Premier.

ROMA - "Berlusconi mi aveva chiesto di votare la fiducia a livello amicale, mi ha detto di farlo per la nostra amicizia, ma io ho risposto che per il bene del Paese avevo fatto una valutazione politica e non personale". Fa quasi più rumore dei 316 sì conquistati sul filo di lana, il gran rifiuto al cavaliere da parte del parlamentare sanvitese Luciano Sardelli. Nel giorno della conta in Parlamento, nelle ore in cui il Governo era impegnato a racimolare consensi ed appeso ad una manciata di voti, i fari sono rimasti a lungo puntati su lui. Che fino in fondo ha resistito alle lusinghe del Premier.

La sintesi: rompe con Berlusconi, nega la fiducia e divorzia dai Responsabili. Tutto concentrato in giorno: di radicale metamorfosi. "Ho detto sin dal primo minuto a Berlusconi che non avrei votato la fiducia e che avrebbe dovuto fare un passo indietro e trovare una soluzione perché così non si va avanti. Al Presidente ho spiegato semplicemente che secondo me questo voto di fiducia non avrebbe aiutato il Paese", commenta a caldo Sardelli, che con questa motivazione ha giustificato la sua assenza in sede di votazione.

Cosa farà adesso? "Andrò nel Gruppo Misto ma voglio fondare un partito dei moderati, popolare e riformista, una grande forza moderna". Fine di un idillio. Quando incontrerà di nuovo Berlusconi, cosa gli dirà? "Se ci sarà occasione di parlare - risponde - lo farò. Gli dirò che c'è bisogno di una maggioranza più larga nel Paese".

Poi nel pomeriggio, lo scontro con Silvano Moffa, presidente del gruppo "Popolo e territorio", che annuncia: "Sardelli? Già espulso". Ma il parlamentare sanvitese reagisce e replica: "Sono andato io via dal gruppo. Ho già mandato la mia lettera di dimissioni. Come possono pensare che dopo aver preso così chiaramente le distanze, non lasci la maggioranza? La decisione di Moffa è un non senso, un motto di spirito".

E rivolgendosi sempre a Moffa, attacca: "Invece di occuparsi di espellermi dal gruppo Popolo e territorio, si preoccupi della presenza dei suoi deputati in Aula, perché l'altro giorno al voto sul rendiconto io ero presente e ho votato a favore, mentre mancavano sette deputati del gruppo. Se Moffa fosse riuscito a garantirne la presenza non ci sarebbe neanche stato lo scivolone che ci ha portato a questo voto di fiducia". Sardelli smentisce di avere intenzione di aderire all'Udc o ad altri partiti dell'opposizione. "Vado nel Misto - dice - e lavorerò alla costruzione di un grande partito popolare, liberale, riformista e democratico, che colga anche il moto di partecipazione che viene dalla società civile".

Infine, quanto al prosieguo della legislatura, il deputato ex responsabile afferma: "Se il governo proporrà cose utili, le voterò, come ho fatto finora. Ma se la politica continuerà ad essere antimeridionalista e schiacciata sulle posizioni della Lega, potrò prendere più facilmente le distanze".

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