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La scelta di Lopalco: perché l'assessore alla Sanità si è dimesso? Tre ipotesi

L'epidemiologo ha dichiarato di essere sotto stress e di non aver approvato una scelta di Emiliano in particolare. Ma c'è anche chi dice che sarebbe stanco di essere scavalcato su alcune questioni

E' stata una decisione "di quelle che si prendono una volta nella vita, che non ho preso a cuor leggero": pensieri e parole dell'(ex) assessore pugliese alla sanità Pier Luigi Lopalco. Come un fulmine a ciel sereno, l'epidemiologo ha informato il presidente della Regione Michele Emiliano della sua decisione di dimettersi. Alla base della scelta, dice, ci sarebbero due questioni: lo stress e un farmaco. Nel dettaglio: in un'intervista concessa a Repubblica Lopalco spiega che in questi anni lo stress è stato sempre presente, per ovvi motivi. Inoltre, "vengo dal mondo della scienza" e, si sa, la politica e la burocrazia hanno regole diverse. Poi c'è la questione del farmaco da somministrare a un bimbo affetto da Sma tipo 1. Infine, ma sono solo voci di corridoio, ci sarebbe una terza ipotesi, posta col punto interrogativo: non è che Lopalco si è reso conto che il potere decisionale non sarebbe in mano sua, ma altrove? E' la tesi ripresa da Affari Italiani: Lopalco "contesterebbe a Emiliano la mancata condivisione delle scelte sulla sanità. L'assessore si sarebbe visto ripetutamente scavalcato nel rapporto con le Asl, le agenzie e i suoi stessi uffici".

Ipotesi 1: Lopalco allo stress test

Pier Luigi Lopalco, nato a Mesagne, è professore ordinario di Igiene dell’Università di Pisa. E' stato chiamato dal presidente Emiliano il 9 marzo 2020 per coordinare la task force contro la pandemia. Poi, la "discesa in campo", la sfida delle elezioni, le tante preferenze. A fine settembre, poi, la nomina ad assessore alla Sanità pugliese, nomina promessa in campagna elettorale. Un successo, insomma, che ha avuto uno scotto da pagare: lo stress. E' quanto lascia trasparire Lopalco dall'intervista a Repubblica: "Sono stanco" e, ancora, "vengo dal mondo della scienza", che ha le sue regole. Che non collidono con quelle della politica, affatto. "La politica è umanità, è comprensione dei dolori e dei bisogni delle persone": è quanto rimproverano i consiglieri regionali del gruppo di Forza Italia a Pier Luigi Lopalco. Ma qui, occorre spiegare l'ipotesi numero 2.

Ipotesi 2: Lopalco e il farmaco

"Paolo è un bimbo affetto da Sma tipo 1, con peso corporeo inferiore a 12,5 chili (precisamente 8,1 chili). Sino a qualche mese fa la sua condizione di tracheostomizzato gli impediva di ottenere la somministrazione della terapia genica, diversamente da quanto prevede la normativa di altri Paesi e di altri enti regolatori: per esempio Stati Uniti ed Ema. Su sollecitazione del presidente Emiliano, l'ente regolatore italiano, Aifa, ha precisato che è possibile la somministrazione del farmaco a bimbi nella condizione di Paolo, alla ovvia condizione che vi sia una prescrizione specialistica. E ciò anche in considerazione del fatto che l'ente regolatorio europeo, l'Ema, non ha mai posto preclusioni alla somministrazione della terapia per bimbi tracheostomizzati". Con queste parole il consigliere Fabiano Amati spiega la situazione di Paolo. Lopalco, invece, era nettamente contrario, quindi su una linea diversa rispetto a quella di Emiliano. 

Ipotesi 3: Lopalco scavalcato da Emiliano

Una ipotesi non esclude l'altra, ma c'è la terza, della quale sono convinti alcuni esponenti del Partito Democratico che, a microfoni spenti, sposano la tesi rilanciata da Affari Italiani: Lopalco si sarebbe reso conto che il suo contributo su alcune delicate scelte era minimo, sarebbe stato scavalcato dallo stesso Emiliano nei rapporti con i dirigenti delle Asl, ad esempio. Questo cozzerebbe con quanto dichiarato da Lopalco a Repubblica, in verità. L'ex assessore dice che i rapporti col presidente pugliese sono ottimi. Ma sicuramente per comprendere la scelta (irrevocabile? qualcuno dice di no) di Lopalco occorre leggere tutte queste tre ipotesi insieme. In questo modo il quadro è completo. Anche se secondo Amati, sempre ben informato, l'ipotesi numero 2 sarebbe solo uno specchietto per le allodole. Per questo Amati insiste: "Non lanciamo questo argomento nel tritacarne della politica. E' ingiusto e disumano".

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